Autore: Silvia Merialdo

La protesta degli intellettuali contro il fondamentalismo hindu

  Nelle ultime settimane diversi intellettuali indiani hanno protestato contro il governo per il clima di intolleranza e violenza di stampo estremista hindu. La forma della protesta, iniziata dagli scrittori e che ora coinvolge anche storici, scienziati, registi e attori, è quella di restituire i premi vinti alle istituzioni indiane.      6 ottobre 2015, Dehradun. – Ha iniziato Nayantara Sahgal, autrice del romanzo “Il giorno dell’ombra”. Per prima ha restituito il premio ricevuto nel 1986 dalla Sahitya Akademi, l’istituzione letteraria più prestigiosa in India. Più di 40 scrittori indiani hanno seguito il suo esempio e hanno restituito i loro premi per protestare contro...

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Quel treno per il Pakistan di Kushwant Singh

  “L’estate del 1947 non fu come le altre estati indiane. Quell’anno persino il tempo in India sembrava diverso. Faceva più caldo del solito e tutto era più secco e polveroso. E l’estate durò più a lungo. Nessuno ricordava un’epoca in cui i monsoni erano giunti con tanto ritardo. Per settimane, le rare nubi produssero solo ombre. Niente pioggia. La gente continuò a dire che Dio li stava punendo per i loro peccati.” Così inizia “Quel treno per il Pakistan”, il romanzo di Kushwant Singh ambientato durante l’estate del 1947, anno della Partizione che fece di India e Pakistan...

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I premi Nobel indiani

  Letteratura, Fisica, Pace, Economia: anche l’India ha i suoi premi Nobel. Tagore è stato il primo, quando l’India era ancora sotto il dominio britannico. L’ultimo invece è quello per la Pace assegnato a Kailash Satyarthi e condiviso con la giovane Malala: un indiano e una pakistana che si battono per il diritto all’istruzione. In mezzo: ancora Pace, e anche Fisica ed Economia. Leggerete a volte che i premi Nobel indiani sono cinque, a volte otto, a seconda di come si considerano i tre scienziati di origini indiane emigrati all’estero. E poi c’è anche il caso di Gandhi, che...

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Il gioco di Ayyan di Manu Joseph

  Divertente, simpatico e intelligente, “Il gioco di Ayyan” è la storia di un dalit (cioè un intoccabile, un fuori casta) che lavora come umile impiegato tuttofare nell’Istituto per la Teoria e la Ricerca di Bombay: un centro di ricerca popolato da scienziati di alto livello, tutti bramini (appartenenti quindi alla casta più alta). Il romanzo d’esordio del giornalista Manu Joseph, dal titolo originale Serious Men, ha vinto il premio letterario indiano “The Hindu Best Fiction Award” ed è stato tradotto in Italia da una casa editrice che si occupa principalmente di scienza: Edizioni Dedalo. Clicca qui per acqustare...

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Chapati: il pane indiano fatto in casa

  “Io proprio non capisco perché voi occidentali andate a comprare il pane quando è così facile farlo in casa!” Così mi diceva ogni sera Kunjan, la mia amica di Gandhinagar, nel Gujarat, mentre cercava di insegnarmi i segreti della cucina indiana. In effetti, preparare i chapati, le focaccine di pane che accompagnano i piatti della cucina indiana, è davvero facile e veloce. Io sono una frana in cucina e, nonostante la pazienza infinita di Kunjan, non sono riuscita a imparare molto, ma i chapati li cucino spesso. Se ci sono riuscita io, ci potete riuscire tutti, e avere...

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