Michela, partita per l’India per seguire il marito, ci racconta con il suo stile ironico e pungente il suo processo di “indianizzazione”, ovvero come il soggiorno prolungato in India porti ad assumere inconsapevolmente modi di fare indiani.  

Michela Zorzi, partita per Pune nel 2013, è appassionata di yoga, lavora come volontaria in un orfanotrofio, scrive in un blog in cui parla delle sue disavventure indiane, dello shock culturale e di come sopravvivere in questo Paese.

L’articolo originale è tratto dal suo blog Sopravvivere in India ed è disponibile a questo indirizzo.


Si avvicina il Natale, ed essendo il periodo migliore dell’anno succedono tantissime cose orribili! Mio marito parte per paesi sconosciuti extraindiani e in successione: il cane si prende un infezione, pulci, zecche e pidocchi, si fulmina tutto l’impianto elettrico del bagno e la ventola della lavanderia si brucia facendo colare tutta la plastica.

Ma non è questo il mio problema maggiore, sta succedendo qualcosa in me che fa apparire questi fatti come piccoli fatti marginali di cui i miei amici non si preoccupano, la loro preoccupazione maggiore è un’altra, mi sto indianizzando!

Ebbene sì, sta succedendo anche a me, non parlo di un piccolo cambio estetico, io sto parlando proprio di una rotella che nella mia testa si è spostata e mi sta facendo diventare un po’ più indiana.

Gli effetti dell’indianizzazione, come per le malattie gravi, non sono subito visibili, è un morbo che ti prende piano piano, ti attacca e quando meno te lo aspetti si rivela per quello che è: una malattia degenerativa.

Ti ritrovi a fare tutte le cose che una volta non avresti mai fatto, iniziando dal non bere per finire con il camminare a piedi nudi per la strada, o per un tempio. Mangi con le mani, sbadigli a bocca spalancata, gesticoli come gli indiani e, a volte, muovi la testa esattamente come fanno loro.

Ti ritrovi nel bel mezzo della cena a pensare che il cibo non è abbastanza speziato, rutti senza rendertene conto e, cosa veramente grave, non esci mai di giorno se non hai i pantaloni lunghi.

Faccio yoga, pranayama, meditazione e bestemmio, in poche parole sono un misto fra un veneto e un bramino, sono come il cattivo di Roger Rabbit un po’ umano, un po’ cartone animato, sono una roba strana!

Sono sobria da tre mesi e non sto avendo neanche una crisi d’astinenza, sì, a volte mi sveglio di soprassalto perché sogno che stavo mangiando carne e bevendo vino rosso e dopo stavo malissimo… ma per il resto non mollo.

Quando entro in casa, la mia o quella di qualcun altro, mi levo sempre le scarpe, mi siedo per terra, con le gambe incrociate, dico sempre di sì anche se non ho capito nulla, insomma, mi manca solo il bollino rosso in testa e il gioco è fatto.

Sarà questa la famosa integrazione? Sarà che gli indiani mi stanno entrando dentro come il verme solitario e mi succhiano le energie? Sarà che semplicemente sto cercando di mimetizzarmi per colpirli dall’interno?

Ma chi lo sa, fatto sta che i miei amici non mi riconoscono più e mio marito si è un po’ rotto della mia deriva salutista e per protesta è diventato il miglior cliente abituale di McDonald’s.

Di sicuro adesso non mi preoccupo più di tanto se devo parlare con aria strafottente al guidatore di risciò, o se devo fare la guerra all’idraulico o all’elettricista o al giardiniere che pensa di poter venire quando vuole pretendendo lo stesso salario.

Ormai sbatto porte in faccia a tutti e me ne frego, mangio cibo indiano strafritto con le mani e me frego, rido in faccia alla gente che mi fissa e non guarda dove cammina andando quasi a sbattere addosso ai pali (true story).

Insomma, l’indianizzazione colpisce anche i più forti, c’è poco da fare, la cosa importante è non dimenticarsi mai delle proprie radici, per esempio io alterno vegetarianesimo a bestemmie, frasi in hindi a frasi in dialetto veneto.

Ma volete sapere una cosa miei cari amici, adepti e bestie di satana, indianizzazione is the way, infatti quando gli indiani vedono che tu sei un po’ più come loro, cercano sempre di prenderti per il culo, mentirti, farti fare quello che vogliono dimostrando atti di egoismo estremi, ma lo fanno con più rispetto!

Quindi, miei cari amici che siete appena arrivati nella più grande democrazia del mondo, indianizzatevi e la vita sarà più semplice!

P.S. indianizzatevi responsabilmente, per esempio gli atti estremi di indianizzazione quali cagare sul marciapiede e bruciare la plastica in cortile devono essere evitati.

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Foto tratta dall’articolo originale.