Nello stato indiano del Rajasthan, precisamente nella città di Tilonia, troviamo un college molto particolare: il Barefoot College (Università dei piedi scalzi), che si occupa dell’educazione delle donne di bassa estrazione sociale provenienti dai villaggi rurali.  

L’istituto è molto attivo anche nella produzione di energia solare, come soluzione alla mancanza cronica di elettricità nei villaggi indiani.

L’autrice dell’articolo è Elisa Chiodarelli, instancabile viaggiatrice. Ha iniziato a viaggiare da bambina e non si  è più fermata: anche quando non è veramente un viaggio (in India o altrove), è sempre alla scoperta di cose interessanti.

Articolo originale tratto dal blog dell’autrice Italian Masala e disponibile a questo indirizzo.


Il Barefoot College nacque nel 1972 a opera di Bunker Roy e di un piccolo gruppo di giovani laureati indiani che decisero di dedicare il loro tempo e le loro energie all’aiuto concreto della popolazione delle aree rurali indiane, allora come oggi estremamente povera e lontana dal progresso delle grandi città.

Nel 1984 una agenzia di sviluppo danese installò a Tilonia i primi pannelli solari, affidandone la manutenzione a un ingegnere che dopo poco dovette rientrare in Danimarca, lasciando il College a chiedersi come fare a garantire il buon funzionamento dell’impianto.

Così nacque il laboratorio solare, che si trasformò poco dopo in una scuola, il cui intento era (ed è) quello di formare ingegneri solari “a piedi scalzi” in grado di gestire autonomamente l’assemblaggio e il mantenimento della strumentazione a energia solare.

Questa decisione rientra perfettamente nella politica del College che mira a demistificare la tecnologia e a decentralizzare il potere e la capacità di gestirla in autonomia.

Si tratta di una posizione piuttosto vicina a quella di Gandhi, che non vedeva di buon occhio il progresso tecnologico che toglie lavoro alla gente e la consegna nelle mani dei pochi che lo possono controllare.

Lo stesso Roy Bunker, il fondatore della scuola, sostiene che la tecnologia può essere introdotta nel villaggio solo se lo stesso è in grado di gestirne ogni aspetto senza dover dipendere da esperti venuti dalla città.

Fin dagli anni Ottanta, quindi, il Barefoot College iniziò a formare persone analfabete o semianalfabete, soprattutto donne, alla costruzione e alla manutenzione di lampade, batterie, pannelli solari e fornelli solari.

La scelta ricadde all’inizio sulle ragazze del villaggio perché si mostrarono molto motivate a imparare e, grazie alle nuove competenze acquisite, poterono poi lentamente guadagnarsi una posizione migliore nell’ambito della società (e persino uno stipendio!).

Una delle scommesse più importanti del College fu poi quella di esportare il sistema degli ingegneri solari a piedi scalzi nelle zone rurali arretrate dell’India e del mondo.

Nei primi anni Novanta un certo numero di pannelli solari vennero installati in alcuni villaggi del Ladakh, dove la lontananza e la difficoltà di accesso di certe zone le rendeva quasi del tutto escluse dall’approvvigionamento di energia elettrica e dove i lunghi inverni freddi causavano molte difficoltà alla gente dei villaggi.

Il Barefoot College poi arrivò anche in Afghanistan, migliorando di fatto il sistema di vita di diversi villaggi. E poi in Africa e in America latina.

È Bunker che visita personalmente le zone più arretrate del pianeta, parlando ai capi villaggio perché si convincano a mandare qualche persona, possibilmente donne, a imparare questo mestiere.

Così dagli anni Novanta più di mille persone sono passate al College per un training di sei mesi, alla fine del quale tornano a casa con nuove tecnologie e nuove prospettive.

Le donne sono molto orgogliose di contribuire allo sviluppo del proprio villaggio, senza contare i benefici economici dell’uso dell’energia solare.

Si calcola infatti un enorme risparmio in kerosene, carbone, legna (che vengono normalmente utilizzati per cucinare e illuminare le abitazioni) oltre agli effetti positivi sull’ambiente.

Così come Gandhi suggeriva di filare il cotone indiano quotidianamente per garantirsi una indipendenza dai sistemi “ufficiali” di mercato che imponevano prodotti importati e sfruttavano ed esaurivano le risorse degli indiani, al Barefoot College si propone il sistema del “learning by doing”, in cui anche per la realizzazione di strumenti tecnologici come quelli a energia solare, ci sia la possibilità di riguadagnarsi indipendenza e libertà.

Ma l’utilità di questo sistema è anche quella di essere riuscito a infondere fiducia alle persone più vulnerabili e apparentemente senza prospettive: in particolare le donne hanno l’opportunità di migliorare la propria vita e quella della comunità di villaggio, nonostante siano senza titoli o senza istruzione.

Anche in questo campo dunque il lavoro più importante e quello più difficile è quello di cambiare la mentalità delle singole persone per aprirla a possibilità mai considerate in precedenza.

 


Tutte le immagini sono tratte dall’articolo originale.