Articolo in 2 minuti Secondo l’ex Governatore della Banca Centrale Indiana, Duvvuri Subbarao, l’India entro il 2020 potrebbe registrare un tale incremento della crescita da staccare il rivale asiatico per eccellenza, la Cina, e diventare il miracolo economico del prossimo decennio.

Anche il Fondo Monetario Internazionale e l’Asian Development Bank disegnano una proiezione molto promettente per l’Elefante Indiano e un ulteriore rallentamento per il Dragone Cinese.

 


 

Per approfondire – Duvvuri Subbarao, classe 1949, è stato il Governatore della Banca Centrale Indiana (RBI) a fianco dell’allora Primo Ministro Manmohan Singh.

Eletto Governatore nel 2008, quando il suo mandato è giunto a termine nel 2011, la carica gli è stata eccezionalmente prolungata fino al 2013.

Quando il Governatore Subbarao ha lasciato spazio al proprio successore, Raghuram Rajan, il valore della rupia aveva raggiunto il record minimo (1 Euro per 89 Rupie) e la crescita economica del Paese era rallentata considerevolmente.

Secondo l’ex Governatore però, l’elezione del Primo Ministro Modi ha segnato un vero e proprio punto di svolta. Infatti, non solo viene considerato il Governo più stabile degli ultimi 30 anni, ma anche la percezione all’estero del sistema Paese è sensibilmente migliorata insieme alla fiducia degli investitori stranieri.

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Una proiezione elaborata dalle Nazioni Unite prevede che entro il 2030 l’India disporrà del più ampio bacino di forza lavoro al mondo che, come è stato per il boom economico giapponese prima, e cinese poi, potrebbe guidare la crescita del settore manifatturiero indiano.

Tuttavia Duvvuri Subbarao ammonisce che l’aumento esponenziale dell’export deve essere accompagnato anche da un attento controllo dell’andamento dell’inflazione da parte della Banca Centrale e dall’accumulo di cospicue somme di valuta estera per non rischiare di dipendere eccessivamente dall’andamento della domanda di beni e servizi dall’estero.

Se le previsioni per l’India 2030 fanno ben sperare, diverso è lo scenario descritto dal Ministro delle Finanze indiano Arun Jaitley per il concorrente cinese.

Infatti, il progressivo invecchiamento della popolazione – determinato  in gran parte dalla politica di controllo delle nascite attuata dal Governo – porterà la Cina a perdere oltre 61 milioni di lavoratori compresi nella fascia tra i 15 e i 59 anni.

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L’ottimismo “di parte” espresso dall’ex Governatore e dall’attuale Ministro delle Finanze indiani viene supportato anche da organizzazioni internazionali come il Fondo Monetario Internazionale e dall’Asian Development Bank. Secondo quest’ultima, proprio i recenti provvedimenti adottati dal Governo Modi dovrebbero comportare una crescita pari al +8,2% entro marzo 2016. Per la Cina, invece, ci si aspetta ‘solo’ un +7%, il valore più basso registrato dal 1990 a oggi.

Certamente però – afferma l’ex Governatore Subbarao – l’India non può permettersi di ‘vantarsi’ nei confronti della Cina fino a quando non riuscirà a ridurre la povertà e potenziare il sistema infrastrutturale.

Inoltre è necessario che prendano vita gli incentivi emanati con la campagna “Make in India” al fine di favorire il business e recuperare una posizione migliore nell’Ease of Doing Business Index (Indice della Facilità di Fare Business) della banca Mondiale che, al momento, la vede solo al 142° posto su 189 Paesi.

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Fonti: “India can be miracle of the 2020s, says ex – Central Bank Chief” tratto da Bloomberg.com

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