Letteratura, Fisica, Pace, Economia: anche l’India ha i suoi premi Nobel.

Tagore è stato il primo, quando l’India era ancora sotto il dominio britannico. L’ultimo invece è quello per la Pace assegnato a Kailash Satyarthi e condiviso con la giovane Malala: un indiano e una pakistana che si battono per il diritto all’istruzione.

In mezzo: ancora Pace, e anche Fisica ed Economia.

Leggerete a volte che i premi Nobel indiani sono cinque, a volte otto, a seconda di come si considerano i tre scienziati di origini indiane emigrati all’estero.

E poi c’è anche il caso di Gandhi, che il Nobel non lo vinse mai, nonostante sia diventato il simbolo della non violenza.

 

1 – Rabindranath Tagore, 1913, Letteratura

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Tagore (1861-1943), letterato, artista, musicista, nacque a Calcutta e studiò in Inghilterra.

Scrisse le sue opere in lingua bengalese e lui stesso le tradusse in inglese: in particolare fu la traduzione della sua raccolta di poesie Gitanjali, nel 1912, a farlo conoscere in Europa e a fargli meritare il premio Nobel, il primo della storia assegnato a una personalità non occidentale.

Il comitato decise di dargli il Nobel “per la profonda sensibilità, per la freschezza e bellezza dei versi che è riuscito a rendere nella sua poeticità, espressa attraverso le sue stesse parole in inglese, parte della letteratura dell’Occidente”.

 

2 – Chandrasekhara Venkata Raman, 1930, Fisica

Raman

C. V. Raman (1888-1970) nacque in Tamil Nadu e già nei suoi studi giovanili manifestò un grande talento per la fisica.

Fu all’Indian Association for the Cultivation of Science di Calcutta che svolse le ricerche che lo portarono a vincere il Nobel. In particolare, nel 1928 scoprì che un raggio di luce di una certa lunghezza d’onda che attraversa un materiale può uscirne con una lunghezza d’onda diversa. Effetto dovuto ai livelli energetici delle molecole del materiale e fino all’epoca mai osservato.

Ancora oggi “l’effetto Raman” è conosciuto dai fisici di tutto il mondo, e infatti il Nobel fu “per il suo lavoro sulla diffusione della luce e la scoperta dell’effetto che porta il suo nome”.

 

3 – Madre Teresa di Calcutta, 1979, Pace

Madre Teresa di Calcutta

Madre Teresa di Calcutta (1910-1997), non è nata in India, ma a Skopje (Macedonia) da una famiglia albanese. Ha vissuto in India come religiosa cattolica per quasi tutta la vita, da quando aveva 19 anni anni fino alla morte, ed è diventata cittadina indiana nel 1948.

Il suo operato a favore di poveri, ammalati e abbandonati nelle baraccopoli di Calcutta è conosciuto da tutti.

Il Nobel le fu assegnato “per il suo lavoro nella battaglia contro la povertà e la sofferenza”.

 

4 – Amartya Sen, 1998, Economia

Amartya Sen

Amartya Sen (1933) è nato all’interno del campus universitario fondato proprio da Tagore nella città di Shantiniketan, e ha studiato a Calcutta e a Cambridge.

Nei suoi studi ha sviluppato una concezione dell’economia che tiene conto anche dell’etica: lo sviluppo economico non si basa esclusivamente sul reddito, ma tiene in considerazione anche la libertà di avere una vita lunga e sana, la possibilità di lavorare e di vivere in una comunità pacifica e sicura.

Il Nobel gli è stato assegnato nel 1998 “per i suoi contributi all’economia del benessere”.

 

5 – Kailash Satyarthi, 2014, Pace

Kailash Satyarthi

Kailash Satyarthi (1954) è nato in Madhya Pradesh e ha studiato come ingegnere.

Nel 1980 ha fondato l’associazione Bachpan Bachao Andolan, che ha liberato oltre 80.000 bambini dal traffico di minori, dalla schiavitù e dal lavoro minorile.

Il premio Nobel è stato condiviso con la giovane pakistana Malala Yousafzai, attivista per il diritto all’istruzione: un premio simbolico anche per la scelta di un indiano e una pakistana, viste le ostilità fra i due Paesi.

La motivazione del premio: “per la loro lotta contro la sopraffazione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all’istruzione”.

Per saperne di più sui dati della schiavitù, leggi anche: La schiavitù in India

 

6 – 7 – 8 – Premi Nobel di origini indiane

Premi Nobel di origini indiane

Ci sono poi tre scienziati di origini indiane, cittadini americani e non più indiani, che spesso vengono inseriti nella lista indiana dei premi Nobel:

Har Gobind Khorana, nel 1968 per la Medicina e Fisiologia

Subrahmanyan Chandrasekhar nel 1983 per la Fisica (è il nipote di C. V. Raman: una famiglia di fisici premi Nobel)

Venkatraman Ramakrishnan, nel 2009 per la Chimica.

 

9 – 10 – 11 – 12…  India e dintorni

Dalai Lama

Una serie di altre personalità, legate in modi diversi all’India, talvolta finiscono nel computo dei premi Nobel indiani.

Ronald Ross, cittadino inglese nato nell’India Britannica, vinse il premio Nobel per la Medicina nel 1902 per le sue ricerche sulla malaria condotte in India.

Rudyard Kipling, l’autore del Libro della giungla, nacque nell’India Britannica da una famiglia inglese e vinse il premio Nobel per la Letteratura nel 1907.

Il Dalai Lama, il leader della comunità tibetana, che vive in esilio in India dal 1959, ha vinto il premio Nobel per la Pace nel 1989.

Vidiadhar Surajprasad Naipaul ha vinto il Nobel per la Letteratura nel 2001: è cittadino britannico, nato a Trinidad da genitori indiani e nei suoi libri spesso parla, in modo molto critico, dell’India.

Nel 2007 Al Gore ha condiviso il premio Nobel per la Pace con l’ICCP, Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, il cui presidente era allora l’indiano Rajendra Kumar Pachauri.

 

Il premio Nobel mancato: Gandhi

Gandhi

Lo stesso comitato del Nobel ha dichiarato che Gandhi, con il suo messaggio di pace e non violenza, è stato un premio Nobel mancato.

Gandhi è stato candidato al premio per la Pace nel 1937, 1938, 1939, 1947 e pochi giorni prima della sua morte nel gennaio del 1948.

Ma per motivi diversi nei vari anni (prima la lotta contro l’Inghilterra e il nazionalismo indiano, poi i rapporti con il Pakistan e la Partizione del Subcontinente), non lo ha mai vinto.

Fu considerata un’assegnazione postuma nel 1948, ma alla fine fu deciso che in quell’anno il premio Nobel per la Pace non sarebbe stato assegnato a nessuno.

Quando il Dalai Lama vinse il Nobel nel 1989, il presidente del comitato disse che il premio era “in parte un tributo alla memoria del Mahatma Gandhi”.


Fonte utilizzata e immagini tratte da: nobelprize.org