“Il porno indiano” è il titolo del racconto di Nav Ghotra di Firenze, una ragazza di origini indiane che vive da molti anni in Italia.

Nav, oltre alla passione per la scrittura, ha anche quella per la poesia; la potete seguire sul blog mixmasala.


 

Qualche mese fa (nell’agosto 2015) il governo indiano ha tentato di bloccare più di ottocento siti porno in India ritenendo che fossero la causa delle violenze sessuali dilagate nell’ultimo periodo. Il tentativo però è fallito perché dopo vari dibattiti i siti sono stati sbloccati tre giorni dopo.

Mi vien da riflettere e penso che le violenze sessuali, gli abusi, le molestie sono sempre esisitite in India per via di una cultura patriarcale e maschilista e il fatto che se ne parli ora mette l’India sotto un’ottica sporca davanti al mondo, il che turba abbastanza il governo indiano.

È strano come un paese dal quale proviene il Kama Sutra (l’opera più importante nella letteratura sanscrita sull’amore) e ha templi pieni di divinità svestite intente a far l’amore in varie posizioni possa vietare di vedere il porno.

A questo punto il governo dovrebbe proibire agli indiani di entrare in questi templi ritenuti immorali e che possono istigare alla violenza carnale.

Più che proibire di veder siti porno il governo dovrebbe istituire programmi sull’educazione sessuale sia per uomini che per donne. Permettere alla società di capire che cosa sia il sesso (ancora un tabù nella maggior parte dell’India)

L’India si colloca al quarto posto al mondo tra i maggiori consumatori del porno mondiale. Le persone non hanno idea di cosa sia il sesso e l’unico mezzo per scoprirlo è il web.

La cultura indiana è immersa nel perbenismo religioso, culturale e familiare, senza tralasciare l’ignoranza che regna a causa della povertà e della mancanza d’istruzione, e anche quando l’istruzione c’è non sempre gli insegnanti sono disposti a spiegare il fenomeno naturale che riguarda il corpo dell’uomo e della donna.

Cercare di reprimere o nascondere il problema non lo farà di certo scomparire. Il problema non è la pornografia né i film di Bollywood, che ormai si sono indirizzati verso uno stile occidentale di proiezione, il problema è il non sapere di cosa si tratti e come vada gestito.

Statue indiane atti sessuali


Immagini tratti dall’articolo originale