L’India è affascinante. 

Ma è anche sporca, caotica, piena di miseria.

Niente sembra funzionare in India. Eppure continua ad attirare inesorabilmente.

Ma cosa affascina esattamente?

Ce lo prova a spiegare Laura Casarini, appassionata di cucina, cinema e danza indiana. E’ stata in India per volontariato e per un corso di massaggio ayurvedico e attualmente si trova in Nuova Zelanda con il fidanzato per motivi di lavoro.

E a voi cosa affascina dell’India?

Mandateci i vostri racconti a info[at]indiainout.com


 

Girovagando per l’India si vedono una marea di casi umani, apparentemente irrisolvibili, che suscitano dentro una sensazione di inadeguatezza da cui scaturisce una forte riflessione:

Perché non può esistere un sacrosanto equilibrio in cui ogni persona ha ciò di cui vivere degnamente?

Continuo a vedere quella vecchina che carica il suo sacco di stracci sulle spalle, magrissima, che si aggira per strada sedendosi fuori dai ristoranti sperando in una elemosina che non arriva.

Vedo poi risciò carichi di bambini paffuti con la loro bella divisa scolastica linda e profumata e all’angolo della strada c’e’ il solito signore che guarda la strada polverosa in compagnia di un cane sdraiato accanto.

La polvere dell’India… infinita come il mare, così come i pullman che schivano le pozzanghere per non lavare i passanti, le ingiustizie che hanno odore di sapone, in una casa lussuosa nascosta da un cancello altissimo con dei cocci di vetro infilati nel muro per evitare i malintenzionati.

Troppe sono le differenze e sinceramente sono stufa di sentir dire che è sempre andata così…

Si vuole che vada così!

In Europa non abbiamo problemi come i continui blackout durante la giornata, la mancanza d’acqua che ci costringe a caricare la lavatrice coi secchi, facendo tutto a mano.

In India, i servizi mancano completamente. Non si può gettare la carta igienica nel WC perché si intasa. I fazzoletti non esistono, gli uomini si soffiano il naso per strada e poi si asciugano nella loro veste. Le stesse mani che vi danno i soldi spesso sono quelle che prendono senza guanti pure il vostro cibo che ordinate.

Ma quali vaccinazioni! Ti fai gli anticorpi. I bicchieri si lavano con acqua velocemente senza detersivo e quasi sempre hanno residui precedenti ma bevi dall’altro lato o ti porti la bottiglietta.

E se ti servono tovaglioli e carta igienica… per i primi carta di giornale per la seconda… portala da casa, è assente ovunque oppure ti lavi con il piccolo rubinetto che ogni bagno ha… tutto fa brodo no?!

Mi rendo conto vedendo ciò, che noi non solo abbiamo tutto ma anche di più.

Non si bada qui a tanti fronzoli ma almeno i camerieri che ti servono al ristorante o le persone per strada sorridono.

Tutti suonano il clacson ma nessuno ti manda a quel paese, c’è ordine pure nell’anarchia, passa per primo in strada chi suona più forte il clacson, i segnali stradali o le direzioni e i semafori non esistono, almeno in questa città, Kannur. E non si vive lo stesso? Le serrande dei negozi sono alzate tutte le mattine, si lavora tanto nonostante il gran caldo e talvolta pure seduti per terra.

Sembra la cornice di un film mai finito o completato.

È tutto li in attesa di qualcuno che accenda i riflettori per dire: ah sì c’è anche l’India!

In attesa di quel treno che non ha i finestrini ma grossi ventilatori al soffitto, in attesa del battello su cui fare conoscenze inaspettate, in attesa di un nuovo ticchettio dell’orologio per capire se tutto scorre o si è fermato come l’acqua marrone di certe fognature che sono a cielo aperto e le mosche non si contano.

La pulizia non è esattamente una priorità ma altre cose sì e pensate che conosco gente che non esce di casa senza camicia stirata. Qui ti metti la prima cosa che capita spesso con qualche buco… è così strano?!

Non lo è più di questo temporale serale che sempre puntuale ci rinfresca la testa e lava via la sporcizia dalla strada e dall’anima indifferente.


Foto dell’autrice

Laura Casarini – casarinilaura[at]gmail.com