Nella sesta parte del suo racconto, Sunil ci parla della sua permanenza a Lucknow, città natale, dopo tanti anni di assenza.

Il dottor Sunil Deepak è un medico di origine indiana che ha vissuto e lavorato in Italia per 30 anni. Ha diretto il reparto di assistenza medica e scientifica di AIFO (Amici di Raoul Follereau, un’organizzazione non governativa con sede a Bologna). 

Nel 2014 decide di tornare nel suo paese di origine con l’idea di mettersi a disposizione come medico dove ci sia più bisogno. Ha raccontato la sua esperienza sul suo blog Arawaghi, e questa è la sesta puntata della sua avventura.

Articolo originale tratto dal blog Awaraghi e disponibile a questo indirizzo.


Prima di partire per il mio progetto, mi fermo a Lucknow per un po’.

A parte una breve visita al “Bada Imambara”, il palazzo dei reggenti di Lucknow dal 18° secolo, non sono riuscito a visitare i posti turistici della città, se non per qualche sfuggente vista di qualche statua o monumento durante i passaggi in macchina.

Lucknow, Uttar Pradesh, India - images by Sunil Deepak, 2014

La mia visita a Lucknow è coincisa con i monsoni, per cui in quei giorni pioveva molto. Tuttavia, ciò ha reso le giornate meno calde e più umide.

La stazione ferroviaria centrale di Lucknow in stile misto coloniale-mughal-tempio indù, sembra un palazzo di qualche re eccentrico.

Lucknow, Uttar Pradesh, India - images by Sunil Deepak, 2014

Lucknow è la capitale dello Stato dell’Uttar Pradesh (U.P.) nel nord dell’India. E’ la provincia più popolosa dell’India con più di 200 milioni di abitanti. Se fosse un paese indipendente, U.P. sarebbe tra i maggiori paesi del mondo.

Purtroppo è anche una delle provincie governate peggio in India – i tassi di criminalità, povertà e sottosviluppo della provincia sono tra i peggiori del mondo, per alcuni versi, peggiori anche dell’Africa subsahariana.

Alcune zone centrali della città, dove abitano gli ufficiali e i ricchi, sono ben mantenute con strade larghe e alcuni spazi verdi, ma per la maggior parte, è una città caotica, una giungla tropicale urbana, dove nessuno sembra seguire nessuna regola.

I canali TV locali sono pieni di notizie di stupri e violenze varie dalle diverse parti della provincia. La corrente elettrica va via per delle ore, più volte durante il giorno.

L’ultimo decennio ha visto una crescente polarizzazione della provincia lungo le appartenenze religiose, con frequenti notizie di conflitti tra i diversi gruppi religiosi, soprattutto tra indù e i musulmani.

Circa 10 anni fa, l’U.P. ha eletto la signora Mayawati, la prima donna dalit (della casta degli intoccabili) come suo primo ministro e ciò aveva suscitato molte speranze per un nuovo rapporto con i gruppi emarginati.

Oggi il partito politico di Mayawati sembra passare un momento di eclissi mentre sono al potere i socialisti. La eredità più vistosa di Mayawati nella città è un enorme parco pieno di statue di elefanti, il simbolo elettorale del suo partito.

Lucknow, Uttar Pradesh, India - images by Sunil Deepak, 2014

Diverse persone del partito socialista indiano, che avevo conosciuto durante la mia infanzia grazie a mio padre, oggi sono ricordate nei nomi delle strade, dei parchi e delle piazze della città. A parte questo campanilismo alle figure storiche del partito socialista, secondo molte persone con le quali ho parlato, l’attuale governo è visto come tra i più corrotti e meno efficienti di tutta la storia di U.P.

Mulayam Singh Yadav, il vecchio patriarca del partito socialista di U.P. è oramai conosciuto in tutto il mondo per aver difeso gli stupratori con la sua frase: “sono soltanto dei ragazzi che hanno fatto qualche bravata.”

Sembra che la maggior parte delle violenze, quelle contro le donne e quelle tra i gruppi religiosi, coinvolgano i gruppi dalit (le caste indù “inferiori” compreso i gruppi considerati intoccabili) in maniera sproporzionata. Nonostante il successo elettorale di Mayawati, il sistema delle gerarchie delle caste con l’esclusione sociale delle caste “inferiori” continua ad essere radicato profondamente, soprattutto nelle aree rurali.

La zona dove si trova l’ospedale di Brigeetha è in periferia. Fino a 10 anni fa, qui c’erano solo dei campi, invece ora vi è l’urbanizzazione selvaggia.

Case singole, ville, condomini stanno nascendo da tutte le parti.

Ma la strada principale della zona è stretta, ha tanti buchi, ed è sempre ingolfata di bici, carri trainati da buoi, i risciò a pedali, i camion, alcune macchine (ancora poche) e i pedoni. Tutto è accompagnato da una cacofonia di clacsson.

Lucknow, Uttar Pradesh, India - images by Sunil Deepak, 2014

Alla scuola di infermieri, ho intervistato un gruppo di studenti per una piccola ricerca sulla violenza. Volevo capire che cosa ne pensano gli studenti della violenza in famiglia. Quasi il 70% degli intervistati ha dichiarato che vi possono essere delle occasioni quando la violenza dei mariti nei confronti delle moglie può essere giustificata!

Per esempio, se il marito torna stanco dal lavoro e trova che la moglie non ha preparato la cena e invece sta parlando con alcuni parenti/amici, per molti studenti (quasi il 90% di loro erano femmine) è giusto che il marito si arrabbi e picchi la moglie.

Lucknow, Uttar Pradesh, India - images by Sunil Deepak, 2014

Quando ho chiesto loro perché fosse giusto per il marito esprimere la sua rabbia con la violenza, ma non lo era per le donne, quasi tutti mi hanno parlato della “cultura indiana” secondo la quale i mariti sono superiori dalle moglie e sono da venerare.

Nonostante ciò, sono felice di questo soggiorno a Lucknow che mi ha permesso un ritorno alle mie origini. Avevo un po’ di preoccupazione se fossi in grado di lavorare come medico. Ora sono più tranquillo per affrontare le sfide che mi aspettano.

Non ho ancora deciso dove mi fermerò. Nelle prossime settimane andrò a visitare due possibili progetti – nel distretto di Hoshangabad (nella provincia di Madhya Pradesh) e nel distretto di Bilaspur (nella provincia di Chattisgarh).

Entrambi operano in aree rurali povere e sprovviste di servizi sanitari. Ho scelto questi due posti perché vorrei lavorare con i gruppi indigeni e in entrambi i posti, la maggioranza della popolazione è adivasi (gruppi indigeni).

Se nessuno dei due progetti mi convincerà allora visiterò qualche altro progetto al nord dell’India, finché troverò il posto che mi piace!


Tutte le immagini sono tratte dall’articolo originale.