Articolo in 2 minuti –  A fine 2014, la fondazione australiana Walk Free Foundation ha redatto il Global Slavery Index annuale.

Un’indice che misura la diffusione della schiavitù nel mondo di oggi.

Al primo posto per numero totale di schiavi si colloca l’India, con circa 14 milioni e 200 mila persone in stato di schiavitù (quinta al mondo per percentuale di schiavi sulla popolazione).

L’Indice ha registrato un totale di 36 milioni di schiavi, di cui due terzi solo in Asia. Evidenziando un aumento del 20% rispetto ai dati rilevati l’anno precedente.

Secondo il report gli schiavi moderni sono spesso vittime di sfruttamento sessuale e del lavoro forzato.

In India intere famiglie sarebbero forzate a lavorare in cantieri o colture.

Fortunatamente la sensibilità verso queste tematiche sta crescendo, come riconosciuto anche dal premio indiano Nobel per la pace 2014 Kailash Satyarthi. 

 


 

Per approfondire –  A fine 2014, la Walk Free Foundation ha pubblicato il suo indice globale sulla schiavitù (Global Slavery Index) annuale.

Notizia che riguarda da vicino l’India, sul gradino più alto del podio per numero totale di schiavi.

Infatti l’India con 14,2 milioni di persone sfruttate in lavori forzati, vittime del traffico di umani e di sfruttamento sessuale o di matrimoni forzati si afferma come il Paese con il più alto numero di vittime della schiavitù moderna.

Dati non confortanti per il Paese che vanta anche il più alto numero di poveri al mondo: il 42% della popolazione vive con meno di un euro al giorno.

In tutto il mondo ci sono 36 milioni di schiavi, di cui due terzi solo in Asia.

Altro dato allarmante è un aumento generale del 20% rispetto al 2013.

L’indice non si limita ad un mero calcolo numerico, ma aggiunge dettagli sui settori nei quali i nuovi schiavi vengono utilizzati.

In particolare in Paesi come India e Pakistan, cittadini, spesso intere famiglie, sono forzate a lavorare in cantieri, nelle colture, nella fabbricazione di mattoni, nell’industria dell’abbigliamento fino al settore manufatturiero.”

La schiavitù moderna esiste in misura diversa in tutti i 167 Paesi analizzati dalla ONG, ma per una delle più grandi democrazie del mondo con la crescente volontà di affermarsi a livello internazionale questo non può essere tollerato.

Il governo indiano ha inasprito la propria giurisprudenza in tema di schiavitù ed ha inoltre istituito 215 unità di polizia ad hoc, Anti – Human Traffiking Police, per fronteggiare la piaga.

Iniziative del governo che sembrano tuttavia ancora inefficaci, visto i dati ancora allarmanti.

Il report parla di bambini e donne spesso reclutati con la promessa di un lavoro inesistente, per poi ritrovarsi intrappolati in una spirale di minacce e terrore.

La notizia non poteva lasciare indifferente il premio Nobel per la pace di quest’anno, l’indiano Kailash Satyarthi, che con la sua associazione da più di 30 anni ha liberato oltre 80mila bambini costretti a lavorare.

Satyarthi ha così commentato la notizia: “la lotta contro la schiavitù minorile è una lotta contro schemi mentali tradizionali, mancanza di politiche e assenza di responsabilità ed urgenza per i bambini di tutto il mondo”.

Satyarthi ha tuttavia sottolineato un fatto positivo: l’attenzione verso tutte le forme di sfruttamento economico, violenza o negazione di istruzione nei confronti dei bambini sia cresciuta esponenzialmente dalla consegna del riconoscimento.

Il commento del Nobel Satyarthi diventa di fatto un segnale alle istituzioni. Un apppello affinchè la schiavitù in India possa essere finalmente fermata.

 


Immagina tratta da http://www.walkfreefoundation.org/

Fonte utilizzata: “India is now the world’s slave capital”, Timesofindia.com/India