Articolo in 2 minuti – Pronti partenza … India!

Chiunque si trovi in India per ragioni turistiche o di lavoro, non può fare a meno di notare un sistema di trasporti che è allo stesso tempo uno dei più estesi al mondo e uno dei più peculiari.

È infatti interessato da una modernizzazione impressionante ma al contempo fortemente dipendente dalla presenza di veicoli primitivi senza i quali sarebbe impossibile raggiungere le località prescelte.


Per approfondire – Vivendo in India da circa cinque anni, posso vantarmi di aver sperimentato in prima persona un insieme variegato di mezzi di trasporto. Allo stupore iniziale è subentrata l’abitudine e anche un senso di gratitudine verso un paese in cui è impossibile restare a piedi: ovunque tu voglia andare, troverai sempre qualcuno disponibile, per cifre modeste, a portarti a destinazione.

Passiamo dunque in rassegna i principali mezzi con cui chiunque si trovi in India dovrà confrontarsi almeno una volta.

TRENO – Il treno è senza dubbio il mezzo di trasporto più utilizzato in India per i viaggi a media e lunga distanza! Esistono moltissimi tipi di treni ed altrettante classi di viaggio.

Le principali sono 1A (ovvero Prima classe con aria condizionata), 2A (Seconda Classe con aria condizionata), 3A (terza classe con aria condizionata) e Sleepers (uguale alla terza per i suoi tre piani di cuccette ma non climatizzata e dunque dotata di sbarre alle finestre anziché di vetri).

Ovviamente il costo del biglietto varia notevolmente ed occorre prenotare con largo anticipo: la popolazione indiana viaggia di continuo, soprattutto in periodo di festività.

Tuttavia, se sei in India con un visto turistico, avrai meno problemi: ogni treno dispone infatti di un numero fisso di posti assegnato ai turisti.

Leggi: Viaggiare in treno in India: 8 consigli per te

AUTOBUS – Scelta obbligata laddove non si riesca ad ottenere una prenotazione a bordo treno o per raggiungere località non collegate dalla rete ferroviaria indiana, di solito gli autobus sono di due tipi, privati e governativi.

Mentre i privati sono all’apparenza “simili” ai nostril Pullman Gran Turismo, con tendine ai finestrini, sedile reclinabile, Tv e aria condizionata, quelli governativi sono dei veri e propri cimeli storici: sporchi e ammaccati, con sedili per nulla comodi, niente climatizzazione, ammortizzatori consumati da tempo e a volte porte che non si chiudono completamente.

Entrambi i mezzi tendono a caricare lungo il tragitto un numero inverosimile di passeggeri, indifferenti alla presenza o meno di ulteriori posti liberi a sedere. A volte il percorso è così tortuoso da mettere a dura prova la resistenza psicofisica dei viaggiatori, soprattutto di quelli deboli di cuore!

TAXI PRIVATI – Una delle scelte migliori per confort e mancanza di vincoli orari soprattutto nel caso si voglia viaggiare in piccoli gruppi e coprire distanze più o meno brevi. Tuttavia il costo risulta elevato se comparato a quello di treni e autobus.

Se da una parte si evitano code agli sportelli prenotazioni e le interazioni spesso invadenti degli altri viaggiatori, il contro è che ci si ferma in hotel, ristoranti e località dove l’autista otterà particolari vantaggi o ritorni economici: inutile discutere ed opporsi! Si ottengono solo sorrisi rassicuranti che non mutano di una virgola la situazione… Meglio accettare, adattarsi e godersi il comfort della macchina.

RICKSHAW – Chiamato in italiano anche risciò, e realizzato per la prima volta nel 1869 da un fabbro americano, è un mezzo di trasporto che, nella sua forma originale, utilizzava la forza umana per la trazione del mezzo.

Questa forma di risciò è ora illegale in molti paesi, in India lo è dal 2006 a seguito di un provvedimento varato dal governo di Calcutta. A seguito di queste nuove norme si sono quindi diffusi i ciclorisciò o gli autorisciò.

Chiamati colloquialmente “Tuk Tuk”, i risciò a motore sono dei simpatici veicoli  a tre ruote tipo l’Ape nostrana (three wheeler) di colore verde e giallo dotati di tassametro e un comodo sedile posteriore che possono essere presi ovunque in città.

Uno dei lati negativi di questi mezzi è l’assenza di qualsiasi tipo di climatizzazione o efficace barriera protettiva per le piogge! Punto forte è il loro numero, la possibilità di spostarsi sempre e comunque e l’economicità.

METRO – Presente solo in alcune metropoli indiane, come New Delhi, Kolkata e da poco Bangalore (Mumbai invece è dotata di un sistema a sé di treni locali), la rete metropolitana di Delhi è davvero efficiente! Per poche rupie permette di raggiungere numerose aree della città sfuggendo al traffico caotico, al clima poco gradevole ma non alla folla!

Almeno per le donne le condizioni di viaggio sono meno problematiche: come nei treni, infatti, esiste uno specifico scompartimento ad esse dedicato (il cosiddetto “vagone per signore”) che evita l’imbarazzo dovuto agli sguardi indiscreti dei passeggeri uomini.

Peccato che non tutte le località siano raggiungibili con la metro e che chiuda intorno a mezzanotte. Altro inconveniente della metropolitana sono le code per i controlli di sicurezza.

In qualunque modo si scelga di viaggiare, lo si fa in compagnia di gente di tutte le categorie e strati sociali; è quindi un ottimo modo per conoscere la vera società indiana.

Peccato che ancora oggi dei 12 milioni di km di strade tracciate a partire dall’indipendenza indiana, solo un quarto di esse sia asfaltato!

Un paese l’India che continua ad affascinare per la moltitudine delle soluzioni di viaggio e i tempi “dilatati” di percorrenza.

Treni_In_India

 


Immagine di copertina tratta da: ‘Cheaper dealers import rickshaw parts from china assemble them here’, defence.pk

Immagine in chiusura tratta da: ‘I morti lungo le ferrovie’, ilpost.it