Durante il dominio Moghul, in India le manifatture di tappeti fiorirono in numerose città.

L’autrice dell’articolo è Alessandra Loffredo, fondatrice del portale online Guida India, inesauribile fonte di curiosità e informazioni su storia, arte, architettura, letteratura, musica, cinema e grandi personalità legate all’India.

Articolo originale tratto da Guida India e disponibile a questo indirizzo.


L’arte tessile moghul, inizialmente ispirata a quella persiana di età safavide, si caratterizzò rapidamente.

I tappeti di epoca classica avevano spesso grande formato e sapienti decorazioni floreali. Erano frequenti i Saf, o Saph, tappeti da preghiera di forma allungata, decorati con numerosi Mihrab allineati o incolonnati.

Tra i principali motivi decorativi, vi sono quelli floreali, naturalistici, i mille-fleurs, le figure grottesche e i motivi a vaso. Nei mille-fleurs, tipici delle manifatture moghul del XVII e XVIII secolo, il campo è occupato da una grande nicchia dal profilo arcuato, fiancheggiata da cipressi. La nicchia inoltre è fittamente ornata di steli e corolle originati da un vaso.

Nel corso del XIX secolo, accanto ai tappeti pregiati, cominciarono ad essere annodati manufatti meno accurati, destinati all’esportazione in Occidente. Questi ultimi sono oggi prodotti in quantità e commercializzati spesso col nome di Agra o Punjab; hanno struttura in cotone, nodo assimetrico e motivi decorativi ispirati alla più classica produzione persiana.

Le manifatture tessili di Agra furono tra le più importanti dell’India per tutto il XVIII e XIX secolo.

Attive sin dall’inizio dell’epoca moghul sotto il patrocinio dell’imperatore Akbar, alle manifatture tessili di Agra si devono in massima parte i grandissimi tappeti di corte che caratterizzano quel periodo. Ciò può anche essere desunto dalle miniature dell’epoca: complesse volute floreali su fondi di tonalità delicate, spesso centrate intorno a grandi medaglioni dalla sagoma elaborata.

Decisamente economici, i tappeti di Agra sono oggi realizzati in numerosissimi formati, non esclusi quelli quadrati, piuttosto inconsueti. La struttura di cotone talvolta è mista a canapa con doppia trama; il vello in lana è talvolta lumeggiato da particolari in seta.

Non mancano però esemplari col vello totalmente in seta. Talvolta è seta pura e pregiata, altre volte semplice cascame o addirittura, negli esemplari più scadenti, seta artificiale. La gamma di colori, condizionata dal variare delle mode, non è improntata a tonalità particolarmente caratteristiche, ma vede prevalere i colori pastello ottenuti esclusivamente con coloranti artificiali. Le decorazioni, come detto, sono di imitazione degli esemplari classici.

Anche a Jaipur si sviluppò sin dal secolo XIX una produzione importante di tappeti con decorazione floreale a medaglione.

Caratterizzati però da colori più scuri e intensi di quelli consueti in India. La produzione odierna alterna motivi a medaglione in stile persiano ad allineamenti di Gul turkmeni, quei medaglioncini di forma poligonale, ripetuti sul campo in allineamenti regolari.

In Rajasthan troverete anche un’ampia scelta di Durries la cui tradizione risale agli albori dell’India. Pur rintracciabile in tutto il Paese, qui era ed è una tradizione particolarmente diffusa.

Si tratta di tappeti leggeri e freschi, fittamente tessuti con tinte delicate o con rari motivi geometrici e floreali. I villaggi nei dintorni di Jodhpur sono celebri per la fabbricazione di alcuni dei Durries più belli dell’India, spesso tessuti direttamente dalle famiglie su rudimentali telai.

Per saperne di più sull’arte tessile indiana, leggi anche: Storie di stoffa.


 Immagine tratta da http://delcix.com