Il più grande terremoto in Nepal degli ultimi 80 anni ha colpito il Paese e i suoi vicini. Una scossa di magnitudo 7,8 ha causato migliaia di vittime e danni di grave entità. Il paese ha dichiarato lo stato di emergenza.


Nepal, 25 aprile 2015 – Terremoto in Nepal. Una scossa di magnitudo 7,8 ha colpito il Nepal, l’epicentro a Lamjung.

Si contano più di 1500 vittime oltre ai gravissimi danni riportati ad alcuni dei monumenti nelle piazze centrali della valle di Kathmandu che dista solo 70 km dall’epicentro. Nella capitale è crollata la torre Dharahara, monumento dell’Unesco. La bellezza dell’architettura newari ha pagato la sua fragilità sbriciolandosi inesorabilmente.

Si è continuato in queste ore a estrarre corpi dalle macerie, ora è notte e il freddo e il buio renderanno ancora più difficili i soccorsi. La situazione rimane confusa e molti sono i villaggi che sono isolati, diverse le frane e gli smottamenti. Questo terremoto è stato il più forte nel paese negli ultimi 81 anni, diverse anche le valanghe sull’Everest, nei campi base 1 e 2. La polizia indiana ha recuperato i corpi di almeno 18 alpinisti. Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza del Paese lanciando un appello alla comunità internazionale per gli aiuti umanitari.

La scossa è stata avvertita anche in in India, dove i danni non sono stimabili.

Il premier indiano Narendra Modi ha offerto aiuto al presidente nepalese, Ram Baran Yadav. Il Nepal non era assolutamente preparato a gestire un evento del genere. La Farnesina ha reso noto che al momento non risultano italiani fra le vittime del terremoto.

Google ha inoltre il attivato servizio Google Person Finder per segnalare e richiedere informazioni sulle persone disperse e per chiunque voglia raccogliere i dati forniti dagli utenti o condividere notizie in caso di emergenze legate a catastrofi naturali.

Solo quattro mesi fa ero in Nepal come turista, nella valle di Kathamandu. Questo evento mi tocca molto e ho già chiesto notizie ai nepalesi di cui ho i contatti e che ho conosciuto nei miei due viaggi in questo bellissimo paese. Fra tutti Sangya Dorje Lama, il monaco che gestisce l’orfanotrofio che ho personalmente visitato a dicembre, nei pressi della capitale.

Non ho ricevuto al momento nessuna risposta. Madre natura a volte è selvaggia e colpisce ovunque, ma le conseguenze non sono uguali in tutte le parti del mondo. Solo quattro mesi fa, mi infilavo nei vicoli e nelle case di Kathmandu, in cui le famiglie allargate occupano spazi per noi minuscoli ma che fanno parte della loro realtà.

Solo quattro mesi fa sbirciavo curiosa e affascinata la vita nei cortili intorno alla Durbar square, sorridendo e ricevendo accoglienza da questo popolo meraviglioso e solare ma tristemente impreparato a una tragedia di tale entità.

Una tragedia annunciata, perché Kathmandu si trova in un’area in cui le lunghe pause tra un terremoto e l’altro hanno sempre spaventato i sismologi: più l’intervallo tra un sisma e l’altro è lungo, più sono elevate le probabilità che si verifichi una scossa di forza devastante.

E la scossa è arrivata.


Immagine tratta da greenreport.it