Articolo in due minuti Vi sono alcuni luoghi letteralmente intrisi di sacralità e, più di altri, non potrebbero lasciare indifferente neanche il più scettico tra i profani.

Ogni giorno migliaia di pellegrini si accalcano in questi luoghi, noncuranti del tempo che scorre, al solo scopo di guardare la divinità dritta negli occhi e da questa essere visti perché li possa riconoscere come suoi devoti.

La visione durerà solo pochi istanti ma avverrà nella più profonda e sincera convinzione che proprio lì, in quel momento, il Dio abbia deciso per sua grazia di mostrarsi in terra.

Il tempio di Venkateshwara a Tirumala, nell’Andhra Pradesh è uno di quei luoghi.

Articolo tratto dal blog dell’autrice: iSentieridelMondo.com

 


 

Per approfondire – Forse non basterebbe tornarci cento volte per capire l’India, ma questo non deve scoraggiarvi.

Fate il possibile per acquisirne anche solo una piccola parte, concesso il fatto che spesso è proprio ciò che non comprendiamo che ci affascina e ci stimola.

Non demordete, perché vi renderete presto conto di quanto l’India sia necessaria per far rivivere in noi quella spiritualità di cui ci siamo volutamente privati e che con feroce convinzione abbiamo espulso dalle nostre vite, troppo occidentali, egocentriche, troppo razionali e indipendenti per poter ammettere l’esistenza di un’entità superiore a cui potersi aggrappare, anche solo sporadicamente.

In India basta respirare per percepirne la presenza: è qualcosa che pervade l’aria, che si espande. Ci tocca e ci percuote.

È come un’onda, un terremoto, un’antica vibrazione che ci attraversa, capace di legare a sé qualunque cosa incontri sul suo percorso.

Ogni volta che tornerete in India ci sarà sempre un nuovo spettacolo divino pronto a sorprendervi, anche quando presuntuosamente crederete di aver già visto tutto.

Munitevi di innocenza e rimarrete incantati dalla semplice vista del mare, di un fiume, dell’acqua, fonte di vita, incantati dal paesaggio mutevole, dall’orizzonte che si allontana a perdita d’occhio man mano che risalirete il versante di un’altura per raggiungerne la vetta, perché è lì, si sa, che dimorano gli dèi.

Vi stupirà la gente, l’incessante movimento della folla, incorruttibile devota che, nonostante i cambiamenti sociali e la modernizzazione, rimane fedele perpetuatrice di una tradizione millenaria che non solo sopravvive, regna anche sovrana in ogni angolo dell’India.

Nel tempio di Venkateshwara a Tirumala, nell’Andhra Pradesh la vibrazione si fa più intensa e le code per accedere al tempio possono durare anche mezza giornata.

Vishnu, sotto forma di “Signore che libera dai peccati” appare magnificamente ornato di oro e ghirlande che risplendono e lo illuminano nella luce soffusa della cella (o garbhagriha), donandogli un’aurea di mistica trascendenza. L’inno a Govinda si fa sempre più incalzante quando, dopo ore di attesa nel labirinto di gabbie metalliche, la folla di fedeli giunge finalmente al cospetto divino portando con sé ognuno il proprio desiderio da esprimere.

Giovani, anziani e bambini appena nati, uomini e donne, rinunciano al proprio ego di fronte all’immensità del divino. Sono forti di un amore incondizionato e molti di loro lo dimostrano omaggiando la divinità con i propri capelli attraverso la totale tonsura del capo operata delle decine di barbieri e barbiere che lavorano nelle strutture del tempio. Lo fanno perché credono, lo fanno perché è giusto, lo fanno soprattutto perché devono in quanto hindu.

Non importa essere poco attraenti, i capelli sono solo un accessorio, un effimero attributo illusorio; sono solo un’altra vanità materiale di poco, pochissimo conto di fronte alla superiorità divina.

Tirumala è facilmente raggiungibile da Tirupathi, a fondo valle, dove si trovano la maggior parte delle sistemazioni alberghiere.

Dopo aver raggiunto la stazione degli autobus, sarà possibile dirigersi verso il settore di partenza delle navette che effettuano il servizio di collegamento tra le due località. Un biglietto di andata e ritorno costerà 82 rupie (poco più di un euro). Il tragitto, della durata di non meno di 40 minuti (obbligo imposto dalle autorità preposte al controllo del servizio per motivi di sicurezza), prevede la risalita dell’altura di Tirumala e vi darà modo di godere di viste spettacolari dai finestrini di sinistra.

Una volta raggiunta l’area del tempio, occorrerà cercare l’accesso alla corsia dello Special Darshan che, al costo di 300 rupie permetterà di risparmiare qualche ora di coda. Ai turisti verrebbe anche data la possibilità, previa presentazione del passaporto, di accedere alla corsia VIP e di accorciare ulteriormente il percorso di ingresso, ma se siete interessati a vivere l’esperienza del pellegrino hindu evitate questa opzione.

In fondo cosa saranno mai 4 ore di attesa! Dalle grate delle gabbie metalliche vi verranno offerti cibo, acqua e latte bollito, opuscoli e quotidiani anche in inglese! I bagni sono disponibili lungo il percorso.

P.S. Preparatevi a essere spinti ma soprattutto non fatevi scrupoli a spingere!

Per saperne di più sui templi indiani, leggi anche: Mamallapuram: galleria d’arte a cielo aperto


 Immagine tratta dal blog dell’autrice