Nell’immaginario occidentale, Calcutta è sinonimo di povertà e Madre Teresa.

Per gli indiani rappresenta invece la capitale delle arti e della cultura, una città raffinata che produce letteratura e cinema d’autore.  

Calcutta, oggi chiamata Kolkata, è certamente una città in cui convivono realtà diverse.

Anche se le baraccopoli del film “La città della gioia” sono scomparse, esistono quartieri molto poveri e c’è ancora molta gente che vive per strada, ma in questo Calcutta non è diversa da altre grandi città indiane.

Calcutta negli ultimi anni è molto cambiata: alcuni quartieri sono stati risanati, ci sono stati notevoli miglioramenti sul piano economico, urbanistico e culturale.

Ecco le 10 cose da fare a Calcutta, per scoprire l’anima di una città dolce e femminile.

1 – Festeggiare la Durga Puja

Durga Puja, Calcutta

Avete deciso di visitare Calcutta ma siete ancora indecisi sul periodo?

Andate durante la Durga Puja, il festival che celebra la dea Durga, che si svolge ogni anno fra settembre e ottobre.

Durante i sei giorni della puja, dovrete sopportare il caos che si impossessa delle strade di Calcutta, ma rimarrete affascinati dalle cerimonie, dalle processioni, dai pandal, le strutture temporanee allestite con statue e decorazioni, e dall’energia vitale di quello che viene spesso paragonato al carnevale di Rio.

2 – Mettere amore in ogni cosa che fate

Tomba di Madre Teresa, Calcutta

Madre Teresa è morta nel 1997, ma la sua anima a Calcutta è ancora viva. Alla Mother House potete visitare la sua tomba, semplice e sempre ricoperta di fiori.

In questo luogo di pace e preghiera, troverete un piccolo museo e potrete visitare anche quella che è stata la sua modestissima stanza.

Se poi volete raccogliere il messaggio di amore di Madre Teresa, nelle strutture delle Missionarie è possibile svolgere un periodo di volontariato.

Leggi anche: Volontariato da Madre Teresa a Calcutta

3 – Respirare l’odore di fiori e di spazzatura

Flower Market, Calcutta

Siamo accanto a uno dei simboli di Calcutta: l’Howrah Bridge, il trafficatissimo ponte su uno dei rami del Gange, il fiume Hooghly.

Lì accanto, c’è il Malik Ghat Flower Garden, uno dei mercati di fiori più grandi del mondo, dove il dolce profumo delle calendule si confonde con quello dei rifiuti ammucchiati negli angoli.

I fiori sono intrecciati in lunghe ghirlande gialle e arancioni, che vedrete anche lungo le gradinate che scendono al fiume, galleggianti sull’acqua.

4 – Pregare la dea Kali

Calcutta Dakshineswar Kali Temple

Calcutta è la casa delle divinità femminili: oltre a Durga, l’altra grande protagonista è Kali, la feroce dea guerriera che dà il nome alla città, spesso rappresentata con la lingua di fuori e una collana di teschi.

Potete onorarla nel tempio di Kalighat, situato in uno dei sobborghi più antichi della città, oppure più a Nord lungo il fiume, nel tempio di Dakshineswar, sempre in grande compagnia di devoti e pellegrini.

Quando visitate quest’ultimo, prendete una delle barche per attraversare il fiume e visitate anche il Belur Math, altro bellissimo tempio, sede della Missione di Ramakrishna.

5 – Comprare un mucchio di libri

College Street, Calcutta

A Calcutta c’è uno dei più grandi mercati del mondo all’aperto di libri. Si trova a College Street, in piena zona universitaria. Potete trovare di tutto: libri nelle lingue indiane ed europee, testi universitari, best seller.

Dopo aver comprato i libri (qui sarebbe d’obbligo una raccolta di Tagore, poeta premio Nobel nato a Calcutta), potete andarli a leggere all’Indian Coffe House, il caffè dove si ritrovavano gli intellettuali bengalesi, Tagore compreso.

6 – Fare dolcissime merende

Calcutta chai

Se avete voglia di… qualcosa di buono, assaggiate i rasgulla, il tipico dessert bengalese fatto di morbide palline immerse in un dolce sciroppo.

Inoltre ogni momento è buono per un chai, che troverete nei banchetti a ogni angolo, servito zuccheratissimo in tazzine di terracotta usa e getta: un’usanza tutta bengalese.

7 – Vedere nascere gli dèi

Kumortuli, Calcutta

Se non siete riusciti a partecipare alla Durga Puja, potete comunque vedere come nascono molti degli idoli che popolano la città in quei giorni. Ma non solo: molte statue vengono qui prodotte per altre parti dell’India e per l’estero.

Basta andare a Kumortuli, un quartiere a Nord di Calcutta, dove esperti artigiani danno vita alle statue di Durga e di altre divinità modellando dolcemente la terracotta con le loro mani.

8 – Tornare all’epoca coloniale

Calcutta Victoria Memorial

Calcutta fu la capitale dell’India britannica fino al 1911 e alcuni dei più importanti monumenti sono un lascito coloniale.

Il più famoso è il Victoria Memorial, costruito in onore della Regina Vittoria e oggi sede di gallerie d’arte.

Sono altrettanto interessanti la St. Paul Cathedral e il cimitero di South Park Street, con le sue tombe in stile gotico corteggiate dalla vegetazione tropicale.

9 – Imparare a giocare a cricket

Cricket al Maidan, Calcutta

Anche il cricket fa parte dell’eredità coloniale e oggi è lo sport nazionale dell’India, tanto che lo si vede praticare in ogni angolo del Paese.

Il grande spazio verde del Maidan di Calcutta, proprio di fronte al Victoria Memorial, è uno dei posti migliori in cui assistere alla pratica di questa disciplina da parte di squadre più o meno improvvisate di tutte le età.

Qui potrete anche passeggiare fra famiglie che fanno il pic-nic, animali che brucano l’erba, bambini che giocano, in quello che potrebbe essere definito il Central Park di Calcutta.

10 – Respirare la poesia nello smog

Mezzi pubblici Calcutta

Calcutta rimane una città inquinata e piena di traffico.

Per spostarvi, passerete molto tempo sui mezzi di trasporto, e qui ce ne sono davvero tanti: i treni locali, una scintillante metropolitana, i vecchi tram, i taxi gialli, gli autorisciò, i risciò a pedali e anche quelli “a trazione umana”.

Invece di stressarvi, cercate di rilassarvi, guardate i sorrisi della gente che vi circonda, respirate lo smog cittadino e ricordate che cosa dice un poeta bengalese che ogni giorno per andare a lavorare impiega due ore (sola andata):

“Sono felice di passare quattro ore al giorno sui mezzi pubblici, perché così osservo la gente e scrivo: è nello smog della mia dolce Calcutta che respiro le mie poesie”.


Immagine principale di Randy Olson, National Geographic

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