Viaggio in India. Arriva l’ora di tornare a casa. Disastro totale.

Quando sono partita per la prima volta in India ero abbastanza consapevole del panorama socio-culturale che mi avrebbe atteso all’arrivo. Ho fatto tesoro dei racconti di amici e conoscenti che ci erano già stati e me ne parlavano con occhi incantati. 

Vivendo giorno per giorno a contatto con la gente e immergendomi quanto più possibile nella realtà dell’India non come turista, ma come abitante, ho iniziato ad apprezzare la quotidianità indiana, partendo dalle sue piccolezze.

Il rituale del chai è diventato parte integrante della mia giornata, così come la presenza delle mucche o spostarsi in rickshaw. Tornata a casa, ciò che più mi mancava erano proprio quelle piccole abitudini.

Se sei tra quelli che amano l’India incondizionatamente, anche nelle sue brutture, ti riconoscerai nell’elenco sottostante delle dieci cose che rendono l’India così speciale e che ne faranno sentire la mancanza una volta a casa.

 

1) L’odore del chai

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Noi italiani non possiamo fare a meno di 3-4 tazzine di espresso al giorno. Parola di una bevitrice assidua di caffè: quelle che la prima cosa che fanno al risveglio è preparare il caffè e aspettare il rumore in sordina della moca per poi assaporarne il gusto inconfondibile.

Ma posso garantire che il chai, il tè indiano, una miscela di spezie, zenzero, latte e zucchero, mi ha cambiato la vita.

Ottimo al mattino, dopo pranzo o semplicemente come pausa durante la giornata. Non ne posso più fare a meno.

Puoi assaporarlo presso uno dei tanti baracchini in strada, servito nel classico bicchiere di vetro o tazza di carta, o addirittura di terracotta (la migliore per non scottarsi le dita).

Attenzione: crea dipendenza!

 

2) Mucche per strada

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Che ti trovi in un villaggio o in mezzo al traffico di una delle tante metropoli indiane, è consuetudine imbattersi nelle mucche. Si destreggiano tra i veicoli seguendo la propria traiettoria, incuranti del frastuono ininterrotto dei clacson, spesso dai suoni alquanto bizzarri.

Leggi: Non toccate quella vacca: bestia sacra eppur negletta

3) Negoziare

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Non ti sembrerà vero, una volta in Europa, poter entrare in un negozio, scegliere ciò che vuoi pagare il prezzo segnalato sull’etichetta.

In India, terra dei compromessi e della flessibilità, ci si avvicina guardinghi al venditore con in mente la giusta strategia per spuntare un prezzo che metta d’accordo entrambi.

Di solito, il venditore azzarda un prezzo di partenza tre volte più alto rispetto al valore reale, per cui non cedete al primo colpo, nonostante il prezzo possa sembrare relativamente basso per noi occidentali: pensate come gli indiani!

 

4) Rickshaw

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Pronto per una corsa in rickshaw, i tuc-tuc indiani? Sotto la pioggia, tra marciapiedi e viali alberati, i rickshaw, simili alle nostre Api, e difatti molti sono marchiati Piaggio, dominano incontrastati il panorama su ruote indiano. Dal tipico colore nero e giallo, oppure verde, se ne contano a bizzeffe.

Attenzione a non farvi truffare: accertatevi in anticipo del prezzo della tratta e assicuratevi che il tassametro (quando c’è) sia inserito prima di partire.

 

5) Il sì degli indiani

l tipico movimento ondeggiante della testa!

il tipico movimento ondeggiante della testa!

Il “sì” degli indiani gestualmente consiste in un’oscillazione della testa da destra a sinistra. Più simile al nostro “no” nel movimento, può causare fraintendimenti a chi è appena arrivato in India. Talvolta risulta un’impresa ardua anche a chi abita in India da più tempo capire se stanno annuendo o se si stanno rifiutando di dire o fare qualcosa.

Dopo qualche tempo, però, il movimento è entrato a far parte di me e mi sono ritrovata a farlo, inconsapevolmente in diverse occasioni: alla cassa al supermercato e mentre salutavo un amico per strada.

 

6) Brevissime conversazioni quotidiane

indiani circondano stranieri

Gli indiani sono attratti dagli stranieri e non possono fare a meno di dimostrare la loro curiosità quando si presenta l’occasione.

Molte volte mi ritrovo molti occhi puntati su di me. Fatto che in realtà non mi risulta molto piacevole, soprattutto quando sono sola e mi ritrovo il solito gruppo di uomini che mi fissa, quasi come fossi un mostro a tre teste (vista che forse non li sconvolgerebbe così tanto, data l’esistenza di figure simili nella religione hindu).

“Which country ma’am?”, “Da dove viene, signora?”, è la domanda che mi sento rivolgere più volte al giorno.

In molti casi la conversazione non ha seguito alla risposta ma è sicuramente un simpatico modo di scambiare due parole e alla fine non riesco fare a meno di sorridere.

 

7) Colori

 

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L’India è famosa per i suoi colori vivaci e intensi che rendono il paese una festa per gli occhi.

Dagli abiti della gente ai colori in polvere, vedi foto, dal cibo alle tinte delle abitazioni, non ti ritroverai più a guardare (e pensare!) in bianco e nero.

 

8) Il cibo

 

Chi ama il cibo indiano, sa che non si possono spendere tante parole in merito. Un po’ come in Italia, ti trovi di fronte a una estrema varietà di piatti e sapori in base alla zona geografica. Il tocco magico sta nell’aggiungere la giusta quantità e combinazione di spezie in ogni ricetta, cosa che richiede esperienza.

Dopo essere stata in India per un pò di tempo, ho iniziato a mangiare dai baracchini in strada: dai piccoli snack come samosa alle colazioni con omelette e panini al burro. Tipico tra i ragazzi è mangiare seduto in sella a uno scooter.

Leggi: Piccolo Vademecum sullo street food indiano

 

9) Costo basso della vita

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Affitto mensile per una stanza: 80-100 euro. Bottiglia d’acqua: 30 centesimi. Biglietto del bus: 20 centesimi. Pranzo/cena completo in un ottimo ristorante: 5-6 euro. Succo d’arancia: 0,2 euro.

Viene spesso da chiedersi perché è tutto così caro da noi?

 

10) Sorrisi

 

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Ogni giorno è un’avventura: mi sentivo frustrata in alcune situazioni, soprattutto quando tutto è reso ancora più difficile da incomprensioni linguistiche.

Ma basta il sorriso genuino degli indiani, di un bambino per strada, una donna alla porta o di un semplice venditore di banane per ritrovare il buon umore e apprezzare ogni singolo istante in questo paese!

 


Immagini dell’autrice

Il sì degli indiani: Immagine tratta da http://www.omgwtffunfacts.com/2014/10/the-indian-head-bobble.html