Il Ladakh, nell’estremo Nord dell’India, sulle alte montagne dell’Himalaya, è oggi una delle poche aree dell’India di religione buddhista.

Per chiunque vi si rechi per la prima volta, l’aspetto che colpisce di più è la quantità di gompa (monasteri) presenti ovunque, in un paesaggio d’alta quota spettacolare.

Tra valli, montagne, laghi e deserto si stagliano gompa, alcuni antichissimi, costruiti spesso apposta in luoghi di difficile accesso.

Qui i monaci hanno trovato rifugio dalle persecuzioni, soprattutto da quella cinese del secolo scorso, mantenendo immutate le proprie tradizioni, tra cui i celebri festival religiosi, oggi aperti anche alla visita dei turisti.

Il Ladakh rimane in gran parte inaccessibile d’inverno, per il clima rigido che rende impraticabili le vie di collegamento interne. D’estate il paesaggio diventa di una bellezza unica.

Su questo sfondo fatto di luce e silenzio avrete almeno 5 cose da scoprire (per tutte le altre dovrete visitare voi stessi la regione!):

 

1 – Che cosa significano gli stupa presenti ovunque

Ladakh - Stupa

Simbolo per eccellenza del buddhismo, gli stupa (originariamente “tumuli”) rappresentano il percorso di elevazione verso l’illuminazione.

Ne esistono di due tipologie principali e sono numerosissimi: in cemento bianchi e regolari, caratteristici della regione, visibili sui muri di cinta dei gompa e, in versione diffusa e popolare, creati impilando pietre.

Questi ultimi sono sparsi dappertutto a cielo aperto e di tutte le epoche, anche in luoghi apparentemente impossibili da raggiungere.

 

2 – Cosa c’entrano gli yak con l’incenso

Ladakh - yak

Gli yak, animali tipici anche del Tibet e del Nepal, dal pelo lungo e neri, con il loro latte sono la risorsa principale delle tribù di nomadi. Se ne possono incontrare di selvatici sulle vie di collegamento principali.

L’odore inconfondibile del burro di yak vi accompagnerà nei gompa, dove è usato come combustibile, insieme all’odore d’incenso, di fattura artigianale e bruciato a mazzetti.

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3 – Come le preghiere si trasformano in colori

Ladakh bandierine

La tradizione delle bandierine colorate, su cui sono iscritte le preghiere (mantra), è propria di tutto il buddhismo tibetano.

Ne troviamo all’interno dei gompa, per decorare le statue, e ovunque tra gli arbusti, sulle rocce, per esprimere il culto.

In Ladakh, dove le distanze possono essere molto lunghe, da percorrere in fuoristrada o con un trekking, la presenza delle bandierine è suggestiva: sullo sfondo della natura incontaminata è un inno alla pace e alla pratica di consapevolezza buddhista.

 

4 – Perché gli autisti del Ladakh sono tutti di buon umore

Ladakh segnaletica stradale

Su tutte le strade carrozzabili la segnaletica stradale ufficiale è amichevole, con messaggi che invitano con un sorriso a rientrare nei limiti di velocità consentiti, a non guidare dopo aver bevuto e, in generale, a essere prudenti alla guida.

Sono dipinti su pietre gialle e, come gli stessi mezzi di trasporto commerciali (camion dipinti in modo talvolta molto elaborato), sono un segno distintivo delle strade del Ladakh.

 

5 – A chi appartiene l’anima del Ladakh

Ladakh nomadi

Nel mercato di Leh, il capoluogo, troviamo un indizio per rispondere a questa domanda: capi d’abbigliamento per la stagione fredda in lana tipica, colorata e caldissima, propria del vestiario dei nomadi.

Se siamo fortunati, possiamo incontrare famiglie di nomadi lungo le vie interne. Benché sia difficile comunicare nella loro lingua, ci appaiono subito come i veri custodi della terra del Ladakh, da cui traggono le risorse per tutto, vivendola con poco e in condizioni estreme.

Portano addosso i pochi oggetti preziosi, come i gioielli – bracciali e orecchini pesanti fatti di metallo e altri materiali “caldi” come semi, stoffe e conchiglie.


Foto principale e fotografie 1, 2, 4 dell’autrice

Fotografia 3 di Carsten Neben (pubblicate su licenza GNU FDL)

Fotografia 5 di John Hill (pubblicate su licenza GNU FDL)