Articolo in 2 minutiNonostante il termine “grotte” possa far pensare a luoghi foggiati dalla natura, in India troviamo veri e propri monumenti elaborati dall’uomo: templi e monasteri scavati nella roccia e per lo più concentrati sull’Altopiano del Deccan.

Partiamo allora alla scoperta delle grotte del Deccan nello stato del Maharashtra con capoluogo Mumbai: punto da cui partiremo per poi spostarci nell’entroterra e, passando per Lonavala, arriveremo fino ad Aurangabad.

 


 

1-Grotte di Elephanta

I tre volti di Shiva a Elephanta

 

Le uniche ad essere interamente dedicate ad una divinità hindu, in questo caso a Shiva. Elephanta è il nome che venne dato dai portoghesi a un isolotto che si trova a una decina di kilometri al largo di Mumbai e facilmente raggiungibile per mezzo dei traghetti che partono dal famoso “Gateway of India”, la porta d’ingresso alla città, commissionata dal governo britannico durante il periodo di occupazione.

Alta più di cinque metri, quest’immagine maestosa di Shiva a tre volti è stata riconosciuta come la rappresentazione della teologia di Shiva, qui raffigurata come  spirito supremo (Tatpurusha) nel volto centrale, come manifestazione spaventosa nell’immagine di destra (Aghora) e come Dio fascinoso (Vamadeva) – corrispondente a Parvati, la sua sposa – nel volto di sinistra.

2-Grotte di Bhaja

Ingresso al chaityagriha di Bhaja

Ingresso al chaityagriha di Bhaja

Uno degli esempi più antichi, queste grotte sono situate presso il villaggio di Bhaja, nei dintorni di Lonavala, sulla strada che collega Mumbai a Pune. Le grotte di Bhaja sono un antico centro monastico scavato nella roccia – poco frequentate dal turismo internazionale – annoverano tra le loro strutture un chaityagriha, ovvero una sala di culto, e alcuni vihara visitabili, le residenze per i monaci.

All’esterno la scultura imita la struttura di un palazzo con tanto di balconi e personaggi che si affacciano a guardare verso la valle. In una sala, una profusione di stupa di varie dimensioni fa pensare che in questo luogo venissero sperimentate tecniche di scavo e scultura che avrebbero fatto da precorritrici per i secoli successivi.

Sala degli stupa

Sala degli stupa

3-Grotte di Karla

Interno del chaityagriha di Karla

Interno del chaityagriha di Karla

A dieci minuti dalle grotte di Bhaja si trovano quelle di Karla, databili verso il 120 d.C. Anch’esse si presentano arroccate in cima ad una collina, raggiungibile per mezzo di una scalinata. Queste grotte sono degne di nota per le proporzioni grandiose del loro chaityagriha.

La facciata, preceduta da un ampio vestibolo, presenta un programma scultoreo spettacolare, nonché una grande finestra ad arco perfettamente conservata. All’interno, un imponente stupa  che si estende nella roccia per circa cinquanta metri e che è reso grandioso da una serie di colonne che delimitano lo spazio della navata principale, è sormontato da un parasole di legno, usato per i costoloni fissati sulla volta a botte della struttura.

Scultura all’ingresso del chiatyagriha di Karla

Scultura all’ingresso del chiatyagriha di Karla

Risalente a tempi molto più moderni, è presente oggi il tempio dedicato ad Ekvira, una manifestazione locale della Grande Dea (shakti).

Tempio di Ekvira a Karla

Tempio di Ekvira a Karla

4-Grotte di Ellora

Tempio del Kailasanatha

Tempio del Kailasanatha

Ed eccoci giunti all’apice della scultura rupestre in India e nel mondo. Il sito di Ellora, facilmente raggiungibile da Aurangabad, è sicuramente il complesso più esteso dell’intero Paese, contando in tutto trentaquattro grotte, all’interno delle quali vengono rappresentate le tre maggiori religioni dell’India moderna, ovvero buddhismo, induismo e jainismo.

Tuttavia, non solo grotte: ad Ellora infatti troviamo anche uno dei più maestosi templi hindu scavato nella roccia, una straordinaria scultura che prende il nome di Kailasanatha, ovvero “Signore del Kailash”, la montagna sacra di Shiva.

L’altezza totale di questo tempio raggiunge circa i trenta metri ed è stato scolpito a partire dalla cima della collina, mano a mano scendendo verso la base, si trovano maestose sculture di elefanti che sostengono idealmente la struttura, completamente ricoperta di decorazioni.

Rilievo di Shiva e Parvati

Rilievo di Shiva e Parvati

5-Grotte di Ajanta

Interno della Grotta 26

Interno della Grotta 26

Posizionate a ferro di cavallo lungo un tratto del fiume Waghora, ad un centinaio di kilometri da Aurangabad, le grotte di Ajanta si suddividono in quattro chaityagriha e venticinque vihara, alcuni dei quali, con il tempo, diventarono anche luoghi per celebrare funzioni e cerimonie.

Mentre alcune grotte appartengono ad un periodo più antico, compreso tra il II secolo a.C. e il I d.C., la grande fioritura del sito si avrà negli ultimi decenni del V secolo, quando il Buddhismo Mahayana, ispirerà una maggiore profusione di sculture.

Buddha reclinato

Buddha reclinato

Ma sarà la pittura murale a rendere famoso questo luogo che custodisce alcune tra le opere più vaste e ambiziose di tutta l’India, rimaste nascoste nell’oscurità fino a quando il sito fu riscoperto nel 1819 da un soldato della cavalleria britannica durante una battuta di caccia alla tigre.

Interno della grotta 10

Interno della grotta 10

Per saperne di più, date un occhio al mio blog: I Sentieri del Mondo


Immagini dell’autrice

Immagine principale tratta da http://www.trekearth.com/gallery/Asia/India/West/Maharashtra/Aurangabad/photo1360677.htm