I fiumi che nascono dai Ghati occidentali, al confine con il Karnataka, prima di terminare la loro corsa confluendo nel Mar Arabico formano una serie di canali noti come backwaters, lungo i quali si trovano le isole fluviali di Goa.

Goa è famosa per i trance party ma per chi, come me, ci vive e non ama la musica trance, è un bellissimo mondo da esplorare, pieno di cose interessanti da vedere e da fare.

Lo ammetto, la mia è una missione. Vorrei esportare la cultura goana in Italia e trasmettervi l’amore che ho per questo Stato, al di là di luoghi comuni che la vogliono ritrovo hippy e basta.

Oggi vorrei portarvi con me a visitare cinque isole fluviali di Goa che, inspiegabilmente, nessun turista visita. Ma se volete vedere come si viveva qui cinquant’anni fa, sono itinerari imperdibili e sono tutte escursioni facili da fare in giornata.

 

1 – Isola di Divar

5 isole fluviali di Goa fuori dalle rotte turistiche

Chiesa di San Matteo a Malar

 

La capitale del Goa, Panjim, è attraversata dal fiume Mandovì, lungo il quale si trovano ben 17 isole. Si narra che siano emerse dopo che Yashoda, la madre di Shiva, lanciò i suoi gioielli in acqua. 

Una di queste è l’isola di Divar. Divar, insieme all’isola di Chorao, era una delle mete vacanziere preferite dai portoghesi grazie al clima temperato e alla posizione defilata. 

Divar è un piccolo gioiello incontaminato, con bellissime ville coloniali e chiese di un bianco abbagliante, disseminate tra campi di riso e la vecchia ferrovia Konkani, ancora in uso. Per me è stato un colpo di fulmine, ci sono tornata tante altre volte. 

Quasi tutti i templi induisti sono stati distrutti dai musulmani prima e dai portoghesi poi, durante la conversione forzata al cattolicesimo della popolazione. Ne sono rimasti solo un paio degni di nota.

 

2 – Isola di Chorao

5 isole fluviali di Goa fuori dalle rotte turistiche

Dr Salim Alì Bird Sanctuary

L’isola di Chorao, vicina a Divar, è famosa per ospitare il Dr Salim Alì Bird Sanctuary. Il Dr Salim Alì era l’ornitologo più famoso d’India, che aprì un santuario degli uccelli all’interno di un’incontaminata foresta di mangrovie. Un paradiso per gli amanti del Bird watching.

I momenti migliori per visitarlo sono la mattina presto e in prossimità del tramonto, quando centinaia di uccelli stanziali e migratori lo attraversano rendendo il paesaggio surreale.  

Io l’ho visitato al tramonto, non c’era anima viva, definirlo surreale è poco. L’unico rumore era dato dal battito delle ali.  

Una passerella attraversa la foresta ed accompagna il visitatore all’interno, grazie a illustrazioni poste lungo il percorso che spiegano il Khazan System, un sistema integrato tra agricoltura ed acqua cultura.  L’ingresso costa venti rupie ma si può anche affittare una barca per circumnavigare l’isola. 

A nord di Chorao, oltre la bellissima chiesa di St Bartholomew, una strada si inerpica in salita fino ad un Cristo posto in collina. Da qui si gode della vista di tutte le isole e di Panjim, una sorta di versione mignon del Cristo di Rio de Janeiro. 

Consiglio: andate a mangiare da Fatima, al Lafayette Rest and Bar. Dal porto, si trova nella traversa a destra di fronte la chiesa di Our Lady of Grace. Fatima apre le porte di casa sua e cucina rigorosamente delizioso cibo goano. Non chiude mai, però dovete bussare.

 

3 – Isola di Vanxim 

5 isole fluviali di Goa fuori dalle rotte turistiche

Chiesa del Santo Cristo

Tra le isole fluviali di Goa, un nota di merito va a Vanxim. Vanxim è una piccolissima isola tra Divar e Chorao, fuori anche dalle mappe geografiche. 

Una strada taglia l’isola da est ad ovest, lungo il tragitto due chiese cattoliche in ottime condizioni ed un anonimo tempio induista. Vi consiglio di girare a piedi per potere attraversare il villaggio di pescatori rimasto esattamente com’era un secolo fa, con tanto di canoe parcheggiate tra le mangrovie. Il resto dell’isola è ricoperto da giungla e adesso arriva anche la brutta notizia. 

Una grossa società ha acquistato Vanxim due anni fa, non si capisce bene come e da chi, per trasformarla in un resort turistico. 

A Vanxim non ci sono scuole, ospedali, negozi, nulla. I locali vanno a Divar quando hanno bisogno di qualcosa. Ma sono felici così e si stanno opponendo strenuamente alla costruzione del resort. 

 

4 – Isole di Sao Jacinto e San Antonio

5 isole fluviali di Goa fuori dalle rotte turistiche

Silver Gate Bridge

 

Sao Jacinto si trova sul lungomare della città di Vasco de Gama. L’isola si raggiunge attraversando un ponte chiamato Silver Gate Bridge. Gli abitanti di Sao Jacinto hanno fanno voto di non vendere mai nessun pezzo di terra a società con vocazione turistica. 

Sul lato sinistro di Sao Jacinto spiccano una piccola cappella ed un sentiero che porta ad un vecchio faro portoghese. I locali sostengono che sotto la cappella ci sia un tunnel sotterraneo che porta fino alla terraferma. 

Sul lato destro, oltre la chiesa St. Hyacinth, il villaggio vero e proprio vi riporta indietro nel tempo. 

Il piccolo scoglio che vedete nelle vicinanze è chiamato isola di San Antonio e viene usato per la pesca alle vongole. Durante la bassa marea emerge una striscia di sabbia che la collega a Sao Jacinto. 

5 – Isola Reneache 

5 isole fluviali di Goa fuori dalle rotte turistiche

Reneache Zuvem dal ponte Revora

 

Le isole fluviali di Goa sono quasi tutte lungo il fiume Mondovì. L’isola Reneache o Reneache Zuvem – isola in lingua Konkani – si trova lungo il fiume Chapora. 

Vi dico subito che è la mia preferita, la trovo bellissima, nonostante sia minuscola. È lunga un chilometro e mezzo e larga 500 metri, si gira agevolmente a piedi in trenta minuti. 

Ci sono quindici, venti abitazioni al massimo, tutte con un Mandala davanti la porta di casa ed un Tulsi Kund. Il Tulsi Kund è il colorato basamento induista che contiene la pianta sacra, il Tulsi. 

Completamente immersa nella vegetazione, se vi sedete lungo la riva del fiume godrete di uno dei più bei tramonti di Goa. Però portatevi da bere perché ci sono solo abitazioni private. E state attenti ai serpenti.


Tutte le foto sono dell’autrice