Volete sapere quali sono le cose da fare a Goa?

Innanzitutto dovete sapere che Goa sin dagli anni Sessanta è stato una dei punti di arrivo della hippie trail, il percorso degli hippies.

Intere comunità di fricchettoni, così amavano definirsi, si davano appuntamento a Istanbul per imbarcarsi in un viaggio infinito, con autobus scomodi e malmessi, verso l’India. Si attraversava la Turchia, l’Iran, l’Afghanistan, il Pakistan, poi qualcuno si dirigeva verso Kathmandu, gli altri proseguivano per il Goa.

Erano i tempi dei Full Moon party in spiaggia rigorosamente nudi, quando le strade erano quasi inesistenti e si andava in giro a piedi.

Quando la sera servivano torce e candele e l’acqua calda era inesistente; quando bollivano e filtravano l’acqua per tre volte prima di darla da bere ai figli.

Esistono ancora piccole comunità di italiani che da quarant’anni tornano ogni anno e si ritrovano negli stessi luoghi. Non sono più hippie, viaggiano in aereo e girano in moto ma mantengono intatto il fascino di chi ha vissuto così per quasi mezzo secolo.

La scena hippie è stata sostituita negli anni dalla scena trance ma è ancora possibile scovarne tracce un po’ ovunque.

I ricchi indiani delle grandi città, non ben visti dai goani, stanno colonizzando il nord insieme ai russi.

Sorgono all’improvviso orrendi alberghi a 5 stelle al posto di pittoreschi villaggi portoghesi immersi nella giungla, tipico scempio che avviene ovunque nel mondo.

Nella speranza che non diventi mai una nuova Miami, scopriamo  7 cose da fare a Goa.

 

1 – Andare a Chapora

 

Villaggio di pescatori sormontato dai resti di un forte portoghese, Chapora mantiene intatto lo stile della hippie generation.

La vita sociale è concentrata lungo la strada principale, piena di piccoli ristoranti e bar, dove è possibile bere a poco prezzo e che la sera si riempiono di habitué del posto.

Sotto il grande albero si trova il Sai Ganesh, un bar rinomato in tutta la zona per le spremute di frutta fresca e per la bontà dei lassi.

Ha il wifi gratis e durante il giorno è una vera e propria meta di bivacco; è facile conoscere altra gente e sentire cosa c’è in programma per la sera. Di fronte al juice bar, nel pomeriggio si piazza con un banchetto un giovane nepalese che fa panini con omelette strepitosi.

Alla punta opposta, non facile da trovare perché dentro una villa, c’è il ristorante di Claudio, il Ghirighori. Basta chiedere, sanno tutti dov’è. Circondato da alberi, cucina italiana di qualità e prezzi buoni, clientela variegata e multiculturale. Consigliatissimo.

2 – Fare un giro lungo le backwaters

 

Forse non tutti sanno che le backwaters non sono solo nel Kerala ma anche nel Goa.

Le backwaters sono una serie di canali collegati tra loro che creano un ecosistema difficilmente visitabile altrove. Spesso, lungo le sponde, sorgono villaggi e nel Kerala vere e proprie città.

Le house boat, le tipiche case galleggianti, partono giornalmente dai porti di Chapora e di Siolim per escursioni giornaliere o con pernottamento.

Si percorre il fiume fino all’entroterra per godere di tramonti spettacolari accompagnati, se si ha fortuna, dai delfini d’acqua dolce. Si può fare birdwatching o pescare insieme all’equipaggio.

 

3 – Stare un giorno ad Arambol

Il villaggio di Arambol è formato da una larga strada principale ed una molto stretta, piena zeppa di negozietti quasi come un Suk, che porta alla spiaggia.

Sbucando da questa stradina, sulla destra c’è un lago d’acqua dolce, separato dal mare da una larga striscia di sabbia. Il lago è posto alla base di una collina ed è immerso nella vegetazione. Attrezzato con lettini, è possibile rilassarsi qui se la spiaggia è troppo affollata.

Arambol è uno dei pochi posti dove il rito del saluto al sole che tramonta è ancora festeggiato con lezioni di yoga al suono di innumerevoli strumenti musicali.

Se andate dopo le 6 infatti la spiaggia è decisamente affollata ma è un’esperienza imperdibile.

E’ possibile fare yoga un po’ ovunque, consiglio di fare un giro di scuole quando si è già lì e decidere con calma.

 

4 – Fare il giro dei mercati

Uno dei mercati delle pulci più famosi al mondo è il Flee Market di Anjuna. Ha luogo ogni mercoledì dalle 10 alle 18 quando i venditori iniziano a smontare i loro stand ed inizia la musica dal vivo nei due ristoranti/bar posti all’interno – il Sea Breeze ed il Looda’s.

Il mercato è molto grande e la quantità di roba esposta è tale da far girare la testa.

Tra le miriadi di cose da comprare di artigianato locale e non, fate un salto agli stand delle scarpe, si possono fare dei veri affari.

Alle spalle del Sea Breeze c’è la zona dei venditori occidentali che risiedono a Goa. Abiti di qualità superiore, gioielleria originale e costumi di lycra tagliati a vivo regolabili. Da qualche anno hanno molto successo gli stand del “3 pezzi 500 rupie” – circa 7 euro – dove è facile trovare capi di HM, Zara, Primark e Topshop.

Altro mercato storico di Goa è l’Arpora Saturday night market.

Poiché funziona solo il sabato, dal pomeriggio a sera inoltrata, e si trova nella stessa zona del Club Cabana arrivare in macchina è molto difficoltoso.

E’ consigliato andare in moto e ricordatevi dove l’avete lasciata perché il parcheggio è grande ed il mercato ha una serie di cancelli d’ingresso e di uscita numerati. Per entrare si passa sotto un metal detector e la security controlla le borse.

Gli stand sono più o meno gli stessi del Flee Market ma è organizzato diversamente. Al centro c’è un palco per esibizioni di artisti locali o musica dal vivo. Alle spalle del palco una zona gastronomica simile ad i padiglioni delle nostre fiere, con tanto di panche, lunghi tavoli comuni e cibo internazionale.

Da qui il mercato si arrampica sopra una collina, la vista dal basso è molto pittoresca con tutti gli stand illuminati e colorati.

Sparpagliate qua e là delle zone con bar e djs che suonano prevalentemente musica house o tecno fino a tarda notte.

Per un salto nella vera India bisogna però andare a Mapusa.

Il vecchio mercato portoghese si trova vicino la stazione degli autobus e chiude al tramonto. E’ un tipico mercato indiano diviso a blocchi per tipologia di merce, frequentato prevalentemente dai locali che vengono qui per fare la spesa o per comprare stoffe e tessuti pregiati a buon prezzo.

Il venerdì arrivano anche i venditori dei villaggi vicini per esporre la loro merce ed è un tripudio di colori, odori ed animali in cerca di cibo.

 

5 – Visitare Panjim

La capitale del Goa è una città vivace con vita notturna molto intensa. Attraversata dal fiume Mondovì, è possibile raggiungerla in motorino dai luoghi balneari del nord in circa un’ora. Invece di attraversare il lungo ponte provate a prendere il battello che fa la spola da una riva all’altra, è gratis e parte quando è pieno.

Panaji – Panjim in portoghese – si sviluppa su una collina dalla quale si gode della vista di tutta la città.

Alle spalle della bianchissima chiesa dell’Immacolata Concezione, centro nevralgico della vita sociale, si arrampica un lungo viale alberato contornato da splendide ville e ambasciate.

Sul lato est della collina si trova Fontanainhas, il quartiere latino che da solo merita una visita. Qui il tipico caos indiano diventa un ricordo lontano.

Va girato a piedi per assaporare tutto il suo fascino e perdersi nelle minuscole vie. Muri ricoperti di Azulejos – le colorate maioliche portoghesi – giardini curatissimi, composizioni floreali ai balconi e scalinate che diventano luoghi per sfoggiare l’estro della street art.

La maggior parte degli indiani che abita qui ha nomi e cognomi portoghesi, un po’ come nel resto del Goa, e gli anziani il portoghese lo parlano ancora.

 

6 – Provare diverse spiagge

Non si può venire a Goa e non girare più spiagge possibili. Andrebbe nella lista dei peccati mortali. Dire qual è la più bella è difficile perché è molto soggettivo.

Molti trovano bella Palolem, io la trovo troppo affollata rispetto ad Agonda, Cola e Colva che sono le mie preferite in assoluto. Ma sono anche molto tranquille e silenziose, quindi dipende da cosa si cerca.

A Ponda ad esempio è possibile visitare le piantagioni di spezie ed aiutare a lavare gli elefanti della riserva. O trascorrere un paio d’ore al Santuario delle farfalle.

Ponda dista circa 30 minuti da Colva beach.

Il modo più comodo per girare tra sud e nord è quello di affittare uno scooter di grossa cilindrata.

Se non si ha dimestichezza con le moto, e non si vuole spendere molto in taxi, si può ricorrere all’autobus locale.

Bisogna cambiare una o due volte e ci impiega circa tre ore, però usarlo è molto facile perché tutti parlano in inglese e ti aiutano immediatamente.

Per orari e spostamenti basta chiedere in una qualsiasi agenzia di viaggi un paio di giorni prima dato che cambiano orari e percorsi in continuazione.

Nel Goa di solito girano tra le 7 di mattina e le 7 di sera, direi anche per fortuna viste le condizioni delle strade e la guida dei locali.

Dalla stazione di Mapusa si va fino a Panjim e da li si cambia per Margao e viceversa.

Poi richshaw o moto taxi per raggiungere la costa.

 

7 – Disintossicarsi con l’Ayurveda

 Andiamo sempre di corsa con ritmi frenetici che non si possono mantenere in eterno. Il nostro corpo ci manda tutti i segnali che può ma siamo così abituati allo stress che spesso non li riconosciamo.

Approfittiamone per prenderci un pò di tempo per noi e rallentare del tutto seguendo i trattamenti della medicina più antica dell’India.

L’Ayurveda mira a riequilibrare i dosha, le energie vitali, unendo allo yoga massaggi, meditazione, erbe naturali ed alimentazione corretta. E’ uno stile di vita che aiuta a preservare il corpo e la mente.

Il Goa è pieno di centri Ayurvedici dove fare dei veri e propri ritiri per isolarsi dal mondo o dove trascorrere anche solo una giornata per approcciarsi ai trattamenti.


Articolo e foto tratto dal blog dell’autrice Scoprire Goa e disponibile qui.