Articolo in 2 minuti Domenica 10 maggio il Primo Ministro indiano Narendra Modi ha annunciato l’apertura di  una linea di credito del valore di 1 miliardo di dollari verso la Mongolia con l’obiettivo di sostenerne lo sviluppo economico e il potenziamento delle infrastrutture. Una strategia di partnership lungimirante che tuttavia non è sfuggita a forti critiche.

 


 

Per approfondire – Come seconda tappa del tour asiatico che comprendeva la visita di Cina e Corea del Sud, il Primo Ministro Modi lo scorso 10 maggio si è recato anche a Ulan Bator, capitale mongola, in occasione delle celebrazioni dei 25 anni dalla nascita della giovane democrazia mongola.

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Nonostante fosse la prima visita di Modi nel Paese, i rapporti di collaborazione tra India e Mongolia durano ormai da 60 anni. Nel 1955, infatti, l’India fu il primo Paese fuori dall’ex blocco sovietico ad aprire i rapporti e gli accordi con la Mongolia.

Come ha sostenuto lo stesso PM Modi, India e Mongolia condividono un vasto patrimonio di valori comuni veicolati sia dalla fede buddhista sia dalla stessa forma di governo democratica. Ma, oltre alla vicinanza geografica e culturale, nel corso degli anni i due Paesi hanno stretto anche numerosi accordi di collaborazioni strategiche come quella del 2009 nel settore nucleare civile.

In occasione della visita a Ulan Bator, India e Mongolia hanno siglato concordati soprattutto in termini di sicurezza delle frontiere e di sicurezza informatica. Sono in programma inoltre una collaborazione più stretta tra il Ministero dell’Energia mongolo e quello indiano, oltre al potenziamento dei servizi aerei tra i due territori.

Quello che ha fatto più scalpore, però, è stato l’annuncio del PM Modi in merito all’apertura di una linea di credito del valore di 1 miliardo di dollari verso la Mongolia. Un investimento che vuole sostenere il potenziamento delle infrastrutture mongole e lo sviluppo economico del Paese.

Questo provvedimento viene preso in linea con l’ “India’s Act East Policy” (“Atto di politica orientale indiana”) che, in breve, prevede di rinvigorire i legami politici ed economici dell’India con i Paesi asiatici cosiddetti in via di sviluppo.

Secondo il Governo indiano dalla collaborazione con la Mongolia potrebbero scaturire numerose possibilità di investimento soprattutto nei settori del nucleare civile, minerario, farmaceutico, caseario e nel turismo. Ma è vero anche che la posizione della Mongolia tra Russia e Cina ricopre una forte valenza strategica che non sfugge alle attenzioni del Governo Modi.

Non sono mancate però le critiche sulla decisione di attuare questo investimento. Il partito di destra Shiv Sena – fondato nel 1966 in Maharashtra – ha protestato affermando che il governo Modi si dimostra più attento allo sviluppo della Mongolia rispetto ai bisogni primari dei suoi stessi cittadini.

Nello specifico, secondo lo Shiv Sena, l’ingente investimento da 1 miliardo di dollari andrebbe concentrato in India e spetterebbe ai contadini del Maharashtra. Ogni anno, infatti, nelle zone rurali si verificano moltissimi casi di suicidi di contadini schiacciati dal peso delle tasse, dai prezzi di sementi e fertilizzanti e dalla fame.

 


Fonti utilizzate:

Articolo “India announces $1 billion credit line to Mongolia” tratto da Livemint.

Articolo “Sena criticises PM for aid to Mongolia ‘ignoring’ distressed farmers” tratto da Hindustan Times.

Immagine tratta da Hindustan Times.