Assam: il fiume rosso, le colline blu e gli attriti fra comunità: andiamo alla scoperta del principale tra gli Stati del Nord-Est indiano.

L’autrice dell’articolo è Alessandra Loffredo, fondatrice del portale online Guida India, inesauribile fonte di curiosità e informazioni su storia, arte, architettura, letteratura, musica, cinema e grandi personalità legate all’India.

Articolo originale tratto da Guida India e disponibile a questo indirizzo.

 


 

Se attraversate lo stretto corridoio di terra indiana che corre tra il Bhutan e il Bangladesh, giungerete agli Stati del Nord-Est ai quali ci si riferisce comunemente come “le sette sorelle“.

Sono Stati ad altissima percentuale tribale, con complicate situazioni politiche e abitate da comunità fragili, i cui membri, particolarmente le donne, sono facilmente preda di ogni genere di sfruttamento.

Per questo sono ancora necessari permessi speciali per visitarne alcuni, anche se la stretta si sta progressivamente allentando. Ma quello da sempre di più facile accesso è il primo, la sorella maggiore: l’Assam.

Tuttavia, anche qui negli ultimi decenni migliaia di persone sono morte a causa delle violenze separatiste nello Stato, abitato da 26 milioni di persone e legato al resto dell’India solo da una sottile striscia di territorio, o trucidate in faide tra comunità.

Ragazze Assam

Il nome dell’Assam si fa risalire a varie etimologie, tra le quali la più attendibile è quella che lo vede derivare da Ahom, che significa ruvido, nome della dinastia che regnò qui dal XIII secolo e di origine buddhista Thai, proveniente dal Nord della Thailandia.

Il governo dell’Assam ha recentemente ribattezzato il suo territorio Asom, cancellando quella che sarebbe a suo avviso la versione alterata dai britannici del nome originario.

Il più importante gruppo locale separatista, il Fronte Unito di Liberazione dell’Asom (Ulfa), si riferisce appunto all’ Asom e non Assam sin dalla sua fondazione nel 1979.

Le effettive origini delle popolazioni dell’Asom sono però nebulose e leggendarie e possono essere rintracciate solo nell’opera epico-religiosa del Mahabharata.

In esso si narra infatti che il primo re di questa terra, allora chiamata Kamarupa, venne ucciso dal dio Vishnu per la sua scarsa devozione, e che il figlio succedutogli venne sconfitto dall’eroe Arjuna.

Questo episodio epico potrebbe coincidere con la penetrazione storica degli Arya nel territorio.

Sul Mahabharata, leggi anche: Mahabharata e Ramayana – L’epica ai tempi della tv

In seguito la regione fu dominata per secoli dalla dinastia Varman. Dopo la fondazione del regno da parte degli Ahom nel 1228, che poi adottarono la religione hindu Vaishnava, cioè dei seguaci di Vishnu, il potere di questa terra crebbe e si espanse, per poi declinare nel XVIII secolo, quando la Birmania l’invase.

Solo con l’intervento della britannica Compagnia delle Indie orientali si potè contrastare l’invasione che comunque portò alle guerre anglo-birmane, terminate nel 1826, e allo sfruttamento intensivo delle sue terre per le piantagioni di tè, pianta autoctona dell’area e che, grazie al particolare clima della zona, fanno oggi dell’Assam la regione che vanta la maggiore produzione al mondo delle preziose foglie.

A causa delle turbolenta situazione politica dell’odierno Bangladesh, vi furono nel secolo scorso due grandi flussi migratori verso l’Asom: il primo di induisti che lasciarono il nuovo Stato islamico (Pakistan Orientale) nel momento dell’indipendenza indiana nel 1947, e il secondo di musulmani provenienti dal Bihar e di profughi causati dalla secessione del Pakistan Orientale da quello Occidentale, che portò nel 1971 alla nascita del Bangladesh.

Esistono da allora in questo Stato comunità diverse e in forte attrito, causa di frequenti e gravi disordini.

L’Asom ha anche importanti giacimenti petroliferi e di gas naturale, ricchezze che alimentano le spinte indipendentiste.

La grande comunità dei Bodo nel Nord del Paese ha recentemente ottenuto per il proprio territorio lo status di regione autonoma.

L’Assam occupa la pianura del fiume Brahmaputra, che poi entra e sfocia nel territorio del Bangladesh. E’ una terra celebre per le coltivazioni di tè, per la fauna e la flora, entrambe ricchissime.

Nei numerosi parchi nazionali si possono scorgere moltissimi animali unici al mondo e, purtroppo, in pericolo di estinzione, come nel caso del rinoceronte a un corno, visibile nella riserva di Kaziranga.

Rinoceronte dell'Assam

La capitale amministrativa è Dispur, ma il luogo ideale da cui partire per esplorare la regione è la vicina Guwahati, antica sede del regno Kamarupa e oggi città moderna con numerosi e interessanti templi.

Il più importante è il Kamakhya Mandir, posto su una collina a Ovest della città. La leggenda vuole che su questa altura, simbolo del pene di Shiva, detto lingam, cadde la yonila vagina di Shakti. 

Si narra che quando Shiva vide il cadavere della moglie, sfogò la sua disperazione con una terribile danza di distruzione. Per evitargli quella vista straziante, gli dei minori smembrarono dunque il corpo dell’amata, spargendone i pezzi ovunque.

Secono un’altra tradizione, invece, Shiva stesso trasportò il corpo bruciato della compagna, i cui pezzi caddero ovunque, su tutto l’universo (cioè l’universo allora contemplato, ovvero il  subcontinente indiano).

In questo tempio, la cui struttura originale venne distrutta nel 1553, vivevano anticamente più di 5000 devadasi, le danzatrici sacre.

E’ uno dei centri principali dei culti tantrici e un esempio di architettura autoctona dell’Asom. Interessante anche il tempio situato su di una isoletta nel fiume Brahmaputra, Umananda Mandir, che potrete raggiungere con barche che salpano dal ghat Kachari.

In Asom si producono poi diversi ed eccellenti tipi di seta.

La qualità Muga, la seta d’oro, si produce esclusivamente qui e a questo proposito è particolarmente rinomata la cittadina di Sualkuchi, circa a 35 km da Guwahati.

Ma la tessitura è in questo Stato un’arte largamente praticata e le capacità nel settore sono tradizionalmente tra i principali requisiti richiesti a una “ragazza da marito.


Tutte le fotografie sono tratte dall’articolo originale