Carlo Taglia è un ragazzo di 26 anni come tanti. Dopo qualche esperienze all’estero e un passato turbolento, vive a Torino, sua città natale, e ha un lavoro in un’azienda nel campo delle energie rinnovabili.

Carlo è un ragazzo profondo e irrequieto, un ragazzo alla ricerca di qualcosa che va oltre quello che gli viene offerto nella realtà in cui è cresciuto.

Irrequietezza e ricerca lo hanno portato, in passato, a sperimentare e ad abusare droghe, mentre ora è appassionato di viaggi e libri.

In particolare, c’è un libro che lo fa sognare: “Un Indovino mi disse” del giornalista Tiziano Terzani, dove l’autore racconta il viaggio che ha fatto per un anno senza aerei.

Carlo sogna e, al contrario di molti, non si ferma qui. Infatti si organizza per mettere in pratica questo sogno.

Lascia il lavoro, compra un biglietto di sola andata per Kathmandu in Nepal e comincia il giro del mondo senza aerei in solitaria.

Un viaggio che durerà un anno e mezzo e lo porterà in India, Sri Lanka, Sud-Est asiatico, Cina, Corea del Sud da dove poi si imbarca su un mercantile per il Sud America.

Qui rimarrà molti mesi prima di prendere un’altra nave che lo riporta in Europa per poi attraversare la Russia e ritornare in Corea del Sud da dove salta su un aereo per rientrare a casa.

E’ un viaggio introspettivo appassionante, durante il quale scrive regolarmente sul suo blog che attira migliaia di visitatori e alla fine racconta questa esperienza in un libro intitolato Vagamondo.

Il suo racconto tocca nel profondo migliaia di giovani che si immedesimano in lui: infatti il suo libro tratta delle sfide di un ragazzo dei giorni nostri che ha il coraggio di trasformare un proprio sogno in realtà e di raccontarsi completamente, aprirsi per far sì che le cicatrici più profonde possano guarire.

Il suo libro, prodotto senza l’aiuto di alcuna grande casa editrice, viene venduto principalmente via internet e in poche librerie italiane.

Tuttavia ha un successo straordinario arrivando più volte in testa nei bestseller di viaggio di Amazon, superando in diverse classifiche mensili il libro di Terzani che lo aveva ispirato.

Il viaggio di Carlo comincia dal Nepal e dall’India, paese quest’ultimo che lo tocca profondamente, forse come nessun altro di quelli attraversati durante il viaggio.

Tramite Carlo Taglia vogliamo raccontare l’India da una prospettiva diversa da quella cui siamo abituati su IndiaInOut.

Raccontiamo l’India partendo dall’esperienza di un ragazzo che ci è arrivato senza conoscerla davvero, senza averla studiata ed esserne particolarmente appassionato.

Gode quindi di una prospettiva vergine che forse offre una visione più oggettiva di quella che possono avere molti studiosi di India.

Una prospettiva che parte dall’esperienza concreta e non da uno studio teorico.

Una prospettiva forse idealista, romantica e superficiale direbbe qualcuno, reale e umanamente autentica direbbe qualcun altro.

La sua storia ricorda quella di centinaia di viaggiatori e ricercatori spirituali che da secoli si sono recati in India per conoscere una realtà profondamente nuova.

Nel prossimo articolo riporteremo l’intervista integrale a Carlo Taglia, in cui ci racconta in che modo l’India è stato il Paese che più di tutti lo ha cambiato.

Per leggere l’intervista integrale a Carlo leggi Spiritualità e Viaggio: l’intervista a Carlo Taglia


Immagine di proprietà di Carlo Taglia