È il 2004: Consuelo Pintus ha solo 19 anni e parte in missione per il suo primo viaggio in India. Durante il suo viaggio, Consuelo scrive quasi in diretta un diario, Chapati in the Darkness, che poi verrà premiato dall’Archivio Nazionale Diari di Pieve Santo Stefano nel 2008.

Consuelo oggi insegna hindi all’Università di Milano e ha voluto condividere con noi il suo diario. Questa è la quinta puntata, in cui seguiamo le sue giornate in missione nel Darjeeling e la visione del Gange.


11 luglio 2004

Stamattina ci siamo svegliate alle 6… Messa alla chiesa del villaggio, incensi, canti indiani e tutta la cerimonia in lingua hindi. È STRANO.

Le suore del PIME vestono come le indiane, con il sari di color rosa carne con i profilini più scuri, è stupendo e ci fanno tutto con quello, e quando se lo sporcano, lo lavano e in due minuti è subito asciutto. Sì, perché qui è tutto umido e tutto diventa di quel molliccio che odio ma al quale mi sto abituando (tranne all’“ingestibilità” dei miei capelli, sono veramente pazzeschi).

Tornando ad oggi, dopo la messa, siamo andate subito alle piantagioni di tè nero. O meglio siamo state ospiti del manager della più grande azienda di tè nero di tutto il Bengala…

Entrando nella sua villa, stile inglese, c’ erano due uomini ad accompagnarci al salotto bianco, pieno di soprammobili all’ inglese… inizia a spiegarci a grandi linee il suo lavoro. Poi passiamo a vedere i processi produttivi dell’HOW TO MAKE TEA POWDER. Non si può nemmeno immaginare cosa significhi far scorrere il vero tè tra le mani, dalla fogliolina fino ad arrivare al granulato. Alla fine di tutto ciò, regalo. Un pacco da un chilo di black tea.

Nel frattempo, ho rischiato quasi di svenire perché è da quando sono partita che ho il ciclo, ma non era il momento, tantomeno sarebbero dovute durare così tanto. Pensano a una sorta di piccola emorragia e vogliono darmi delle pastiglie, ma non so cosa siano quindi non le prenderò, me lo tengo e domani quando i cellulari prenderanno, telefonerò a mia mamma e farò fare da là un consulto medico.

Stasera a cena, dopo aver ingoiato il tutto con grande fatica, ho potuto gustare il famoso mango delle nostre semplici frasi delle lezioni di hindi, e il cosiddetto “gelato al cartone” (nel senso che è racchiuso in un cartone spesso)…

Dopo di ché, breve conversazione con le suore e poi tutti a nanna, sperando che le zanzare non ci mangino. Sì perché nella stanza di fianco c’è una sister che è malata di MALARIA e io ho smesso la profilassi. Ma da domani ricomincerò, deciso.

Oggi un prete ci ha detto che questa è proprio una zona in cui la malaria è endemica e se possiamo, una volta tornate in Italia, possiamo inviare qualcosa perché qua la gente muore di malaria!!!! Abbiamo perciò acceso, perché io sono una grande!!!, gli incensi enormi alla citronella, da mettere fuori dalla finestra. Odio la zanzariera però! È LA COSA PIÙ SCOMODA DEL MONDO! CON QUESTO MONSONE CHE È COME SE BUSSASSE ALLA FINESTRA…A RICORDARCI CHE SIAMO IN INDIA E TUTTO È DIVERSO.

Ore 20:25

12 luglio 2004

Finalmente l’ultima mattina che ci svegliamo in questo posto che sembra abbandonato anche da Dio… Qui la gente è troppo povera, troppo. Cammina scalza sotto la pioggia monsonica lasciando che delle piccole sanguisughe camminino sotto i loro piedi, specialmente tra quelli dei bambini. Questa cosa è proprio triste. Dopo aver mangiato in un piatto, dove le mie compagne erano due formiche, salgo sulla jeep che ci riporterà in quel paradiso che è Siliguri.

La cosa più sensazionale di questo viaggio è stato trovarsi per puro caso davanti a tante bancarelle con una folla vestita di rosso e giallo…

Nelle bancarelle tante brocche. Chiediamo che cosa siano e ci rispondono che le vendono perché l’acqua che contengono è sacra. Allora chiediamo perché è sacra e ci rispondono che è l’acqua di MADRE GANGA. Eravamo sulle rive del GANGE!!! E IO NEMMENO LO SAPEVO!!!

Prima di passare sopra quell’ enorme ponte ci fermano e ci chiedono il pedaggio per passare! Ecco che vediamo il fiume! C’ è gente che fa abluzione, è proprio come si vede nei libri, peccato che non riesco a scattare foto in movimento!

Ciao papà,

oggi scrivo dedicando a te questa pagina, perché la partenza da questo posto è stata segnata da un fatto non irrilevante.

A un certo punto del viaggio sulla nostra mitica jeep blu, Caterina ha incominciato a tossire e a starnutire più del solito, aveva i piedi bagnati, così come le ciabatte (sì perché stamattina, dopo la sveglia sbagliata, siamo andate a messa sotto quella pioggia monsonica), e sentiva un gran freddo e anche coprendosi con il K-WAY la situazione non migliorava, così a un certo punto mi sono ricordata che dietro, nella mia borsa avevo portato il tuo TELINO TERMICO.

Dopo aver passato due minuti per srotolarlo, l’abbiamo avvolta. Dopo cinque minuti ha iniziato a dormire e quando si è risvegliata ha dovuto toglierlo, perché quasi sentiva troppo caldo!!

Allora grazie!


 Foto tratta da http://yogaguides.it/2017/02/16/fiume-gange/