Se Kipling avesse dovuto indicare il nome del villaggio dove Mowgli viene condotto da Baloo e Bagheera, avrebbe scelto senza dubbio Chaugan, in Madhya Pradesh.

L’autrice dell’articolo è Alessandra Loffredo, fondatrice del portale online Guida India, inesauribile fonte di curiosità e informazioni su storia, arte, architettura, letteratura, musica, cinema e grandi personalità legate all’India.

Articolo originale tratto da Guida India e disponibile a questo indirizzo.


Chaugan è un pittoresco villaggio a 32 km dalla cittadina di Mandla in Madhya Pradesh, abitato da comunità indigene di Baiga e Gond, situato lungo il fiume Narmada e sulla strada che porta al Parco Nazionale Kanha, che protegge oggi quel che resta delle foreste che fecero da scenario al celeberrimo Libro della Giungla di Kipling.

La ricca vita rurale indiana si sposa qui con le tradizioni culturali delle comunità dei Gond e dei Baiga, che si esprimono soprattutto con la danza, oltre che con la notevole eredità dell’antico regno Gondwana.

Le nere rocce della zona, che portano verso la catena montuosa del Kala Pahad, sono parte integrante della tradizione mitica orale di queste tribù che abitarono l’area sin dalla notte dei tempi.

Le ricchissime tradizioni di queste popolazioni comprendono anche notevoli capacità artigianali, che si manifestano nella produzione di oggetti in vimini e in legno scolpito.

Il villaggio è formato da un centinaio di case le cui famiglie vivono in perfetta armonia con la natura e la foresta, dalle quali traggono le loro ancestrali nozioni di erboristeria magica e di relazione con la fauna.

Il culto locale è volto alla divinità Madhiyaji e la setta tribale dei Panda è ereditariamente preposto al luogo e ai riti.

Migliaia di pellegrini, provenienti dai più remoti villaggi degli Stati vicini, si recano a Chaugan durante i nove giorni del festival alla divinità dedicato nel mese di Chaitra.

Ma sono numerosi i festival che qui si svolgono durante l’anno, in concomitanza con le fasi salienti della vita contadina, come per esempio il raccolto.

Alcune famiglie si sono organizzate per ospitare gli eventuali avventurosi visitatori in capanne appositamente costruite accanto alle proprie e secondo gli usi locali: intonacate a fango e sterco di vacca, illuminate con lucerne ad olio, arredate con semplici mobili in bambù e vimini, decorate con i motivi dell’arte locale e attrezzate con bagni da campo.

Una straordinaria esperienza, soprattutto per chi si interessi dello sfruttamento eco-compatibile delle risorse della terra.

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Nelle vicinanze il Forte di Mandla si specchia sulle rive della Narmada: le fonti termali calde del fiume, la raccolta del miele al tramonto nella foresta e il sole che sorge all’alba dalla foschia dietro le colline, possono rendere la visita a questo villaggio davvero indimenticabile.


Tutte le fotografie sono tratte dall’articolo originale.