Articolo in 2 minuti – Mentre per gli indiani di ogni strato sociale e culturale Italia vuol dire Sonia Gandhi, nel Bel Paese la si conosce ben poco.

Chi è esattamente Sonia Gandhi e come mai in Italia è così poco conosciuta?

Attualmente Sonia Gandhi è il presidente del Partito del Congresso, il partito più importante della storia dell’India indipendente. Quindi è uno dei personaggi più potenti dell’India, una delle donne più potenti al mondo secondo la famosa rivista Forbes.

Come ha fatto una donna cresciuta alla periferia di Torino a giungere a tale posizione?

La sua storia comincia in Inghilterra, dove vi si reca non ancora ventenne per studiare l’inglese. Qui conosce Rajiv Gandhi, figlio dell’allora primo ministro Indira. I due si sposano e lei viene introdotta nella prestigiosa famiglia e acquisisce il cognome del marito, il quale non è in alcun modo imparentato con il famoso Mahatma Gandhi.

Nonostante la volontà di Sonia di rimanere fuori dalla politica, una serie di eventi negli anni la conducono verso questa strada.

Strada che è tutta in salita in quanto donna straniera e per di più cattolica.

In un tentativo di compiacere un elettorato diffidente verso la sua figura, Sonia fa di tutto per dimostrare fedeltà all’India e indifferenza nei confronti del proprio paese di origine, di cui rinuncia anche al passaporto.

Nonostante ciò Sonia continua a essere criticata per quello che è, mentre queste scelte fanno sì che in Italia si sappia ben poco di lei.

 


Per approfondire – Il caldo sta lentamente lasciando spazio al fresco delle serate indiane. È maggio e mi trovo in un villaggio vicino a Bareilly nello stato più popoloso dell’India: l’Uttar Pradesh. Questo stato del nord ha una superficie più piccola dell’Italia ma conta una popolazione di duecento milioni di individui. Durante questo periodo il caldo può diventare davvero insopportabile per chi non ci è abituato, con temperature che sfiorano anche i 45 gradi.

Al villaggio vengo visto come una celebrità. La gente non è abituata a vedere dei gora (cioè i bianchi) e quindi mi guardano incuriositi e qualche volta addirittura una piccola folla si riunisce intorno a noi. All’inizio mi sentivo compiaciuto di ricevere tali attenzioni ma dopo qualche giorno mi sento invaso e infastidito da cotanti sguardi indiscreti.

Sto camminando quando, tutto a un tratto, sento qualcuno che urla verso di me. Mi viene indicata la stazione di polizia, all’esterno della quale c’è il capo della polizia locale seduto ad un tavolo insieme ad altre persone. Vuole che mi sieda con lui. Già temo che ne voglia approfittare, magari trattenendomi e creandomi problemi nel caso non voglia lasciare una “mancia”.

Invece no. Ha saputo della mia presenza e vuole semplicemente fare due chiacchiere. Una visita di cortesia, si dice da queste parti. Guarda il mio passaporto e comincia a chiedere del mio Paese, come spesso capita in India. Chi sono e come diavolo sono arrivato lì. La conversazione si fa molto amichevole: mi mette a mio agio e mi offre da bere.

Dopo qualche minuto, non so come, ci troviamo a fare un gioco. Chi conosce più persone del rispettivo Paese. È il mio primo viaggio in India e ancora la conosco poco. Lui probabilmente non è andato all’università e non si è mai nemmeno mosso dall’India. Io, che ho due master universitari in tasca, mi ricordo solo di una manciata di nomi oltre i soliti noti.

Vince lui. Tira fuori Garibaldi, Berlusconi, un po’ di calciatori e personaggi storici e, naturalmente, Sonia Gandhi.

Realizzo che l’India sa più dell’Occidente di quanto questo sappia dell’India. Probabilmente è un’impressione comune a chi viaggia fuori dal cosiddetto “mondo occidentale”: il mondo sa più dell’occidente di quanto questo sappia del resto del mondo.

Grazie a questo e altri episodi, mi rendo conto di come, per gli indiani di ogni strato sociale e culturale, Italia voglia dire Sonia Gandhi. Una donna che in Italia è conosciuta a malapena.

Ma chi è esattamente Sonia Gandhi e come mai in Italia si sa così poco di lei?

Sonia Gandhi è il presidente del Partito del Congresso, il partito più importante dell’India indipendente. Quindi è uno dei personaggi più potenti dell’India e una delle donne più potenti al mondo secondo la famosa rivista Forbes.

Quello che viene spontaneo chiedersi è come cavolo ha fatto una donna cresciuta alla periferia di Torino a diventare presidente del partito più importante della più grande democrazia del mondo?

Per capirlo bisogna andare indietro agli anni Sessanta. La sua avventura comincia in Inghilterra, dove si reca nel 1964 per imparare l’inglese, come fanno tanti giovani anche oggi. Finisce a Cambridge dove lavora in un ristorante come cameriera e lì conosce un giovane indiano. I due si innamorano e cominciano a frequentarsi.

La loro storia non è molto inusuale. Un amore che sboccia tra due giovani che si trovano all’estero. Se non fosse che lui è Rajiv Gandhi, figlio di Indira Gandhi, la donna Primo Ministro indiano in quel periodo.

Rajiv e Sonia si sposano secondo rito hindu e lei si trasferisce in India, dove viene introdotta nella prestigiosa famiglia e acquisisce – come da tradizione – il cognome del marito.

Importante da ricordare è che, nonostante il cognome, Rajiv e Indira Gandhi non sono imparentati con il famoso Mahatma Gandhi.

La famiglia è comunque prestigiosa: Indira Gandhi è la figlia di Jawaharlal Nehru, colui che lavorò con il Mahatma per l’indipendenza dell’India dai britannici e che poi divenne il primo Primo Ministro dell’India indipendente.

Data la sua origine straniera, l’introduzione in famiglia e nella società indiana non avviene totalmente senza frizioni. Probabilmente anche per questo motivo, in un primo momento, Sonia si guarda bene dall’entrare in politica.

Negli anni Settanta la suocera Indira e il cognato Sanjav sono i personaggi chiave del Partito del Congresso, il partito più importante della politica dell’India indipendente. Non solo Sonia ma anche suo marito mantengono un basso profilo, lontano dalla politica.

Tuttavia, per una serie di eventi, Sonia finisce con l’entrare in politica, anche se sembra che non fosse per nulla intenzionata a farlo.

Sanjav muore in un incidente aereo nel 1980; Indira viene assassinata da due guardie del corpo nel 1984 mentre è primo ministro.

Subito dopo quest’ultimo assassinio, Rajiv le succede alla guida del Partito del Congresso e vengono indette nuove elezioni. Sull’onda emotiva dell’assassinio della madre, Rajiv le stravince e diventa primo ministro fino al 1989, rendendo Sonia la first lady straniera.

Intanto, per mostrare la sua fedeltà all’India, Sonia rinuncia anche al passaporto italiano, divenendo solamente cittadina indiana.

Nel 1991 Rajiv viene anche lui assassinato e Sonia è l’ultima adulta rimasta della dinastia Gandhi-Nehru, dato che i suoi figli e nipoti sono troppo giovani per poter entrare in politica.

Ancora una volta Sonia prova a tenersi lontana dalla politica e a condurre una vita dedicata alla famiglia.

Tuttavia, nuovamente, gli eventi sembrano non essere d’accordo.

Sono gli anni Novanta e il principale avversario del Partito del Congresso – il BJPBharatiya Janata Party) -avanza velocemente.

Per risollevare le sorti del Partito del Congresso, in molti all’interno di esso invocano che Sonia assuma un ruolo di primo piano in modo da avere un membro della prestigiosa famiglia Gandhi-Nehru alla guida. Sonia Gandhi è riluttante ed è ben consapevole che verrebbe attaccata ancora di più per le sue origini straniere se decidesse di prendere una posizione di tale importanza.

Nonostante ciò, alla fine Sonia accetta e nel 1998 diventa il presidente del Partito del Congresso. Nel frattempo continua il suo sforzo per mostrare la sua dedizione e fedeltà all’India. Evita contatti con l’Italia, visita tempi hindu e partecipa anche al Maha Kumbh Mela di Allahabad del 2001.

In questo modo spera anche di aiutare il proprio partito a riprendersi i voti della maggioranza hindu, sempre più attratti dalla retorica religiosa del BJP, il partito principale dell’opposizione.

Ed effettivamente ci riesce: nel 2004 la coalizione guidata dal Partito del Congresso di Sonia Gandhi vince le elezioni ed essa potrebbe diventare primo ministro. Malgrado ciò, Sonia rinuncia a tale carica: probabilmente per non diventare facile preda delle opposizioni, che la attaccherebbero non tanto per le sue idee ma per la sua figura di donna straniera e per di più di fede cattolica.

Nonostante i tentativi di mostrarsi pienamente indiana, Sonia Gandhi continua a essere accusata di esterofilia e favoritismi nei confronti dell’Italia a svantaggio degli indiani, anche quando non ce n’è alcun reale motivo.

Per questo, quando nel 2013 scoppia il caso Marò, Sonia tiene un atteggiamento molto severo nei confronti dell’Italia. Deve dimostrare fedeltà incondizionata all’India e che nessun trattamento di favore sia garantito ai marò, in virtù della comune origine.

Si dice spesso che gli stranieri che vivono in India abbiano un rapporto di amore e odio verso gli indiani. Amore dovuto alla loro umanità e dolcezza ma anche odio dovuto ai molti problemi pratici di questo paese.

Tuttavia questa vicenda sembra suggerire che anche gli indiani abbiano un simile atteggiamento nei confronti degli occidentali.

Da un lato ne apprezzano gli standard elevati di organizzazione e civiltà e cercano di emularlo in diversi ambiti: dalla politica, all’istruzione e all’economia.

D’altro canto, però, sono estremamente diffidenti verso gli occidentali e gli stranieri in generale, fatto probabilmente dovuto alle molte dominazioni che essi hanno subito, in ultimo luogo quella britannica.

Una straniera alla guida del paese darebbe la sensazione al popolo indiano – razionalmente infondata – di essere nuovamente assoggettati a una potenza straniera e non in mano del proprio destino.

Questo spiega perché Sonia abbia fatto di tutto per mostrarsi indiana e di non avere alcun legame con il suo paese di origine. Ed è per questo stesso motivo che è poco conosciuta in Italia.

Quindi Sonia Gandhi ha più volte affermato di essere solamente indiana e non italiana. Veste in sari – il vestito tipico indiano – si sforza di parlare hindi, si reca spesso alle cerimonie religiose hindu, si tiene lontana dagli italiani per il bene della dinastia Nehru-Gandhi e del Partito.

Vedendo i risultati di tale tentativo viene da chiedersi se questo atteggiamento sia stato davvero il più giusto.

Non sarebbe forse stato meglio mostrarsi per quello che è, senza provare in tutti i modi a negare le proprie origini, per compiacere un elettorato comunque diffidente? Non sarebbe stato meglio spiegare che le sue innegabili origini non avrebbero in alcun modo influenzato le sue idee e politiche?

Invece di cercare in tutti i modi di mostrarsi come indiana, reagendo così alle critiche di un elettorato comunque diffidente, non sarebbe stato meglio se si fosse focalizzata di più sulle azioni basate su una visione positiva della società, come i politici dovrebbero fare?

Tuttavia, l’impressione è che Sonia non si sia comportata in questo modo semplicemente perché non è  mai stata una politica ma, quasi obbligata dal corso degli eventi più che da una sua effettiva volontà, si è ritrovata a esserlo.

 


Immagine tratta da www.ilpost.it