Articolo in 2 minuti – Benvenuti a Chidambaram, tempio di epoca Chola dedicato a Shiva Nataraja, il “re della danza”, che nella sua iconografia racchiude tutta la storia dell’esistente. 

Shiva, che qui danzò per la prima volta l’anandatandava, la “danza della beatitudine”, viene venerato sotto forma di un lingam (icona fallica) d’etere e quindi invisibile, conosciuto dai molti come il cosiddetto “segreto di Chidambaram”.  

 


Per approfondire-  Il tempio di Chidambaram, si inserisce in un grande complesso di epoca Chola, in larga parte edificato e risulta da una stratificazione di interventi architettonici avvenuti molto probabilmente nell’area di un più antico tempio di Shiva, di cui tuttavia non si sono conservati i resti.

Il primo impulso per la futura espansione del tempio di Chidambaram arrivò dal grande Kulottunga Chola, il primo sovrano della linea dinastica cosiddetta dei Chalukya-Chola, alleatisi gli uni agli altri per mezzo di vincoli matrimoniali. Fu infatti sotto il suo regno che venne innalzata la prima cinta muraria, alla quale si accedeva per mezzo di due gopuram, due torri molto alte che fungevano da entrata.

La seconda cinta, dotata di altrettanti portali, venne aggiunta durante il regno di Vikrama Chola, il quale commissionò anche lo scavo dell’imponente vasca per le abluzioni, conosciuta con il nome di “Shiva Ganga Tank”.

Fu poi Naralokaviran, che servì entrambi i sovrani in qualità di Ministro, a commissionare la costruzione di numerose sale accessorie, tra le quali la “Sala delle Mille Colonne”, situata accanto alla vasca per le abluzioni, all’interno del perimetro della terza cinta muraria. Maestosi sono in questo caso i portali d’ingresso posti ai quattro punti cardinali e costruiti probabilmente sotto il governo di Kulottunga III ma certamente ingigantiti sotto il regno dei Vijayanagara, i quali commissionarono anche l’innalzamento della quarta cinta muraria.

Nel passaggio dei gopuram Est e Ovest sono scolpite le celebri 108 posture della danza indiana, i cosiddetti karana, la cui origine si fa risalire al Natya Shastra,  il più antico testo di teoria teatrale giunto fino ai giorni nostri.

Non per altro infatti il tempio di Chidambaram è famoso in tutta l’India come il tempio di Shiva Nataraja, il “re della danza” che qui danzò per la prima volta e che qui, secondo la tradizione, continua tuttora a farlo. Shiva, il “Danzatore Cosmico” che con il suo movimento frenetico, incessante, risveglia le energie latenti che possono dare forma al mondo, il quale altro non è che un effetto della sua danza eterna.

Ed è sicuramente quella di Shiva Nataraja, la creazione più celebre della statuaria Chola, immagine che riproduce in bronzo il cosiddetto anandatandava, la “danza della beatitudine”, la quale vede il Dio segnare il ritmo del tempo, guidando l’esistente nel suo ciclico processo di creazione, vita e distruzione.

Shiva, il signore del lingam (icona fallica) che qui a Chidambaram viene venerato come lingam d’etere: akashalingam, il primo dei cinque elementi e prima manifestazione della sostanza divina da cui si dispiegano, nell’evoluzione dell’universo, tutti gli altri: aria, fuoco, acqua e terra. Ed è dunque dall’insieme di etere e suono, provocato dal tamburello (damaru) che Shiva reca nella mano destra, che ha origine il primo momento della creazione.

La mano opposta, in alto a sinistra, reca invece sul palmo una fiamma, simbolo della distruzione. Ci racconta poi Heinrich Zimmer – grande studioso – che il gesto della seconda mano destra significa “non temere” e dispensa pace e protezione, mentre la rimanente mano sinistra, sospesa all’altezza del petto, indica in basso il piede sinistro, sollevato. Questo piede simboleggia la Liberazione ed è il rifugio e la salvezza del devoto”.

Nel cuore del tempio di Chidambaram, all’intreno della Cit Sabha (“sala della conoscenza”), è custodito quindi un lingam invisibile, fatto di etere, il cosiddetto “segreto di Chidambaram”, accanto al quale, nella Kanaka Sabha (“sala d’oro”), si trova invece un lingam di cristallo, venerato ogni giorno, alle 12:00 e alle 18:00 con cerimonie del fuoco che si svolgono al ritmo del suono di cimbali e tamburi.

Chidambaram si trova 58 kilometri a sud di Pondicherry e la si può raggiungere facilmente utilizzando il servizio di pullman pubblici che connette quasi ogni angolo dell’omonimo stato. La stazione degli autobus si trova a 500 metri dal tempio.




Foto tratta da http://www.himalayanyogainstitute.com/

Articolo tratto da http://www.isentieridelmondo.com/