Clara Nubile condivide su India in Out alcune poesie ambientate in India.

Il commento dell’autrice

Ho scelto “Bombay”, e “Fantasmi  di stagione”, entrambe tratte dalla mia ultima raccolta di poesie Gli imperfetti (Besa editrice, 2019), ambientate tra Appennino Romagnolo, Thailandia e India. E da quelle indiane ho scelto una che è la città del mio cuore, Bombay (Mumbai), che per me è una dimensione dell’essere, un incrocio di rose e spine, bene e male.

Per questa poesia ho scelto la foto di quattro cuccioli, quattro cani randagi, tra i tanti che popolano l’India e le strade indiane. Cuccioli di cane, perché queste poesie rappresentano la prospettiva degli animali, perfetti nella loro selvatichezza e nel loro istinto d’emozione animale, contrapposti a noi esseri umani, razionali cinici e imperfetti.

Un po’ come l’India che ci spreme il cuore e ci spegne la razionalità per diventare flusso, sangue, urina, corpo di una terra che accoglie, nonostante tutto, e ci sporca di un’umanità animale e necessaria.

La seconda poesia si chiama “Fantasmi di stagione” ed è accompagnata da una foto scattata nel febbraio 2017, durante un viaggio in moto da Agonda, nel sud di Goa, quasi al confine con il Karnataka, ad Anjuna, nel nord, e quando mi sono fermata a bere un caffè, vidi quel locale con la scritta in russo “Caffè da Silvio”, in quel nord di Goa che è ormai russificato. Vi auguro buon viaggio, nelle poesie, nelle foto, nel vostro infinito stupore.

Clara Nubile, traduttrice, scrittrice, viaggiatrice, ma soprattutto animale femmina. 

Clara Nubile e Nocciolino, febbraio 2017, Kalina, Mumbai

BOMBAY

la mia vecchia Bombay

è un sipario di corvi. 

In un teatro suburbano

con le poltroncine lise

si accucciano i cani randagi, 

le vite scarne di donne biancovestite 

condannate alla gogna e 

ai templi di seconda mano.

Qualcuno ha dimenticato un harmonium sul palco,

e la voce è un virile falsetto  

quando Dio per la prima volta s’inginocchia

e prega,

sbagliando la direzione dei venti. 

La mia vecchia Bombay 

è una tazza di luce,

in un pomeriggio di tardo azzurro

tra le quisquiglie e i divieti polverosi degli imperi,

le cimici fosforescenti

e i libri, 

che ingialliscono

le mani. 

Bombay love, fotografia di Clara Nubile

FANTASMI DI STAGIONE

c’è sempre il mare

dietro il finestrino,

come un respiro allargato,

un fantasma di stagione.

Come quella volta 

che leggevi un libro di poesie 

–  Kalidasa o Salinas? –

e sottolineavi i versi urticanti

con le unghie,

occasionalmente usavi 

i denti, 

quando i delfini ti hanno distratto

come una telefonata inattesa. 

Eri su una riva russificata di Goa,

su una spiaggia sciupata dall’incuria e dai soldi marci

e il telefono a disco

si è inceppato, rotto di giallo. 

La tua giovane cognata

ti è apparsa in sogno, 

come un uragano. si

Caffè da Silvio, fotografia di Clara Nubile

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Per conoscere la bibliografia dell’autrice: Clara Nubile