Articolo in 2 minuti – In occasione della 54ª edizione del Salone del Mobile, che ha avuto luogo a Milano lo scorso aprile, gli espositori hanno percepito una maggiore presenza di visitatori indiani, seguiti da mediorientali e cinesi.

Le stime positive del settore dell’arredamento in India, spingono le aziende italiane a osservare questo nuovo mercato, dove il Made in Italy è considerato un’eccellenza.

Nonostante le opportunità che il settore offre, la presenza dei marchi italiani in India è ancora poco sviluppata e trova non poche difficoltà nell’approccio al complesso mercato indiano.

 


Per approfondire – L’India presenta oggi un fabbisogno pari a circa 750 miliardi di dollari per gli investimenti infrastrutturali. Quello dell’arredamento è un settore commerciale particolarmente promettente, frutto della crescita nel settore dell’edilizia residenziale e in quello relativo all’ospitalità.

Grazie all’aumento del PIL indiano, alla crescita del potere d’acquisto della classe media indiana e a un interesse sempre più elevato verso i prodotti di lusso, si sta sviluppando una richiesta interna di prodotti d’arredo Made in Italy sempre più importante; questa si riflette anche sulla giovane età media indiana che si aggira attorno ai 25 anni, fattore che permette alle aziende del settore, di eseguire un’approfondita opera di fidelizzazione del cliente.

In genere, il mercato italiano in India ha come principale target il ceto sociale dei ricchi e dei benestanti che conta 6 milioni di potenziali clienti con un reddito annuo tra i 100 mila e oltre un milione di dollari; ma è importante che oggi il settore dell’arredo italiano si orienti anche alla più numerosa fascia media e medio-alta della popolazione indiana.

Un grande ostacolo per le aziende italiane nel loro approccio all’India è rappresentato dall’intercettazione dei rivenditori, dei distributori o retailer locali con cui poter collaborare, in quanto lo scenario economico indiano è estremamente polverizzato e in genere, la maggioranza degli indiani tende ad acquistare l’arredo dal piccolo commerciante sotto casa.

Il mercato interno indiano relativo al settore dell’arredo inoltre, è spesso disorganizzato e caratterizzato dalla presenza di operatori che ricoprono la funzione di importatori, distributori e rivenditori allo stesso tempo. In genere, l’area di intervento dei commercianti indiani e stranieri è limitata a zone geografiche ristrette: regionali o dei grandi centri urbani come Mumbai e Delhi.

Decisivo è il prezzo d’acquisto dell’arredo Made in Italy, il quale si posiziona ben sopra la media rispetto all’offerta del mercato locale o degli altri concorrenti stranieri e poiché il cliente indiano ha una forte tendenza ad essere “price sensitive”, non è da sottovalutare questo fattore economico delle componenti d’arredo italiane, nonostante esse siano riconosciute per l’alta qualità, il design dal gusto distinto e sofisticato dei prodotti e la solidità delle materie prime.

Leggi anche:Come rivolgersi al mercato indiano: l’analisi del consumatore

Secondo le previsioni per il 2015, il mercato indiano evidenzierà un aumento delle importazioni nel settore dell’arredo per la casa pari al 16,6% (1,161 miliardi di euro), rispetto all’anno precedente. Le componenti che avranno un grande peso in termini di acquisto nel 2015 saranno: mobili, materassi ed elementi d’arredo per la casa (+22,1%), elettrodomestici (+18,3%), lampadari e apparecchi per l’illuminazione (+17,2%) e articoli di vario genere (+15,4%).

Tra i principali attori di settore italiani in India troviamo: Natuzzi (specializzata nell’arredo della zona living), Poltrona Frau, Chateau d’Ax, Artemide e Scavolini.

Analizzando nel dettaglio le caratteristiche del mercato indiano, potremmo affermare che i consumatori in genere preferiscono utilizzare come canale di informazione la rivista specializzata (un esempio è l’indiana “Home Review”) e il contatto diretto con l’architetto o con gli interior designers.

Per gli intermediari del settore, siano essi distributori o importatori, i principali canali di promozione si realizzano attraverso le conoscenze personali con altri operatori di settore, per mezzo delle fiere o tramite le riviste dedicate.

Per quanto riguarda invece lo stile e il design dell’arredo, la maggior parte dei potenziali consumatori indiani afferma il proprio gusto sul mobile dal tocco moderno occidentale o moderno indiano, molto apprezzati sono anche gli stili coloniale ed etnico, mentre piacciono poco lo stile barocco e quello classico.

Il 67% degli indiani, fa realizzare i mobili su misura dai falegnami o li fa riprodurre sulla base dei suggerimenti dati dalle riviste specializzate o da internet.

Per quanto riguarda questo settore dell’arredo, l’Italia dovrebbe implementare le esportazioni e puntare sulla percezione positiva del Made in Italy, eseguendo una pianificazione più coerente e mirata delle strategie di marketing. Manager e imprenditori dovrebbero essere capaci di puntare su risorse intangibili come la costituzione di brand più forti e l’aumento del numero di eccellenze italiane sul mercato indiano, combinando questi fattori a un’adeguata assistenza post-vendita.

 


Immagine tratta da “Consumer_Behaviour_Study_Abstract

Articolo “Il made in Italy riparte dal mobile” da ilsole24ore.com;

Articolo “Urban Ladder, India’s Largest Online Furniture Store, Score 50$ form Sequoia and other Investors” da techcrunch.com;

Consumer_Behaviour_Study_Abstract.IT (PDF);

Dossier Arredo-Casa_India_apr13 (PDF).