Anche quest’anno il Festival del Cinema Indiano di Firenze “River to River” ha presentato la sua interessante sezione di cortometraggi.

In linea con il tema proposto quest’anno, quello  dei matrimoni, i cortometraggi del 2015 sono Tehzeeb di Myriam Raja, Teaspoon di Aban Deohans e Two Dosas  di Sarmad Masud.


6 dicembre 2015, Firenze. Tre differenti approcci per tre differenti storie. Nei cortometraggi del River to River, l’India ci viene presentata come perennemente in bilico tra tradizione e modernità; tra matrimonio combinato e matrimonio d’amore.

I giovani registi indiani non trovano una soluzione a tale dilemma; si limitano a proporre una visione tragica o divertente della loro cultura di origine.

A intrecciarsi al matrimonio compare anche il tema degli expat di seconda e terza generazione, altro leitmotiv del Festival.

 

Tehzeeb

Il corto rappresenta la difficile condizione di una giovane ragazza musulmana costretta a sposare, telefonicamente, un uomo che non ha mai visto, che è molto più anziano di lei e che vive dall’altra parte del mondo, in Inghilterra.

I problemi tra la coppia si manifestano subito: l’incomunicabilità, la differenza degli stili di vita, la forte nostalgia che la giovane prova per la sua casa e la figura paterna.

Il padre, prima di darla in sposa, le sussurra: “Le figlie sono in prestito. Sono come arance che hanno bisogno di una loro metà per essere completate”.

Tehzeeb si sente completa nella sua famiglia d’origine ma sa, come mostra il finale volutamente aperto, che rompere il matrimonio la porrebbe su una strada incerta e difficile.

 

Teaspoon

In bilico tra un’apparente ironia e una mordace tragicità, Teaspoon è la vicenda quotidiana di una giovane coppia di Mumbai sulla quale grava la cura dell’anziano e malato padre di lui.

A prendersi cura del suocero è soprattutto Kavita, la giovane moglie sulla quale grava tutto lo stress e l’impegno.

La coppia non ha una vita matrimoniale di nessun genere: lui è sempre fuori per lavoro, lei non esce mai di casa; lasciare la città o concedersi una vacanza è impossibile a causa della presenza dell’anziano da assistere.

L’unica forma di dialogo tra i giovani sposi è quella dell’alterco, dell’accusa reciproca e della rabbia.

Tutto è scandito da un cucchiaino che il suocero paralitico continua a battere incessantemente su qualsiasi superficie pur di richiamare l’attenzione della nuora, fino a quando lei non perde la pazienza!

Ma liberarsi del suocero non esclude nuove schiavitù: Kavita rimane imprigionata in un matrimonio che si trasforma in un nuovo incubo.

 

Two Dosas

L’applauditissimo Two dosas chiude la sezione dei corti per il 2015.

Pavan è un insegnante di scienze presso un college inglese. Assolutamente integrato negli usi e nei costumi londinesi, vorrebbe far colpo su una sua collega inglese, Chloe.

Decide di sfoderare l’arma della sua esoticità, del suo essere indiano. In verità il giovane Pavan è lontanissimo da tutto ciò che ha a che fare con la sua cultura d’origine.

Chloe, invece, ha già avuto un fidanzato indiano, parla perfettamente hindi ed è a suo agio con abitudini come quella di mangiare con le mani, cantare  convulsamente canzoni di Bollywood e masticare paan (foglie di betel).

L’incontro si conclude miseramente e Pavan racconta sarcasticamente la sua esperienza a due colleghi inglesi manifestando l’intenzione di continuare a essere quello che è sempre stato: un indiano in Inghilterra, molto più inglese che indiano.

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Foto tratta da locofilmfestival.com