Desiderate provare una meditazione, ma volete evitare dogmi, religioni o strani rituali e soprattutto costose fregature?

La vipassana potrebbe fare il caso vostro.

Vipassana è infatti una meditazione ‘pura‘ per due motivi principali. Primo, non ha niente a che fare con le religioni e con il credere in qualcosa di astratto, si crede solo ciò che si sperimenta con il proprio respiro e corpo.

Secondo, i soldi sono tenuti completamente fuori dal ‘gioco’, ci sono solo delle donazioni completamente volontarie necessarie a coprire i costi.

Inoltre anche i principianti assoluti possono sperimentarla ‘full-immersion‘ attraverso un ritiro di silenzio totale di 10 giorni, in un resort isolato e immerso nella natura.

Durante questo ritiro ci si sveglia alle 4 e si medita fino alle 21 senza distrazione alcuna: niente telefono, niente computer, niente libri, niente scrittura, nessun contatto visivo con gli altri partecipanti, nessuna attività fisica.

 

E cosa si fa nella vipassana?

Si sta seduti per terra in uno stanzone con altri temerari. Ognuno con il proprio cuscino sotto il sedere, la schiena dritta ma rilassata, gli occhi chiusi a focalizzare la percezione su una zona minuscola all’interno del naso.

La sfida più grande?  

Rimanere fino alla fine dei dieci giorni!


 

Durante il mio primo viaggio in India nel 2013, finii per provare un ritiro di meditazione Vipassana a Jodhpur, in Rajasthan.

Ne avevo sentito parlare da amici e sui libri di Terzani e approfittai della libertà del viaggio per buttarmi in questa straordinaria esperienza, una delle più profonde e difficili che abbia mai affrontato.

Andiamo con ordine.

 

Cos’è esattamente la Vipassana?

Vipassana è l’antica tecnica di meditazione indiana che Gautama Buddha riscoprì ed utilizzò per raggiungere l’illuminazione.

Questa tecnica è stata tramandata dai tempi del Buddha fino ai giorni nostri da una catena di maestri.

Mr. S.N. Goenka, nato e cresciuto in Birmania – e scomparso nel 2013 – ma di origini indiane, è stato colui che ha contribuito a riscoprirla e farla uscire dalla nicchia delle pratiche orientali, rendendola un fenomeno di massa mondiale.

Da quando Goenka ha cominciato ad insegnare questa tecnica in India nel 1969, la vipassana si è diffusa moltissimo, diventando popolare tra migliaia di persone di diverse etnie e religioni – soprattutto in occidente.

 

Perché ha avuto così tanto successo?

Perché non richiede alcun credo, alcuna fede.

Contrariamente a quanto comunemente ritenuto, non bisogna cambiare la propria religione o diventare buddhisti.

Vipassana è semplicemente una tecnica che consente di sperimentare sul proprio corpo e tramite il respiro alcuni principi universali.

Infatti, vipassana significa vedere le cose come realmente sono.

Vipassana ha avuto così tanto successo proprio perché non si è istituzionalizzata in una religione ma è rimasta solamente una tecnica.

Un altro fattore di successo è la distanza dai soldi. Infatti funziona totalmente a offerta libera.

 

Come funziona?

Si comincia osservando il respiro naturale al livello delle narici (Anapana) in modo da restringere il campo di osservazione della mente.

Una volta ‘affinata‘ la mente si usa questa capacità per percepire le continue sensazioni del corpo e i fenomeni mentali ed emotivi – ai quali in genere non si presta attenzione.

L’obiettivo è raggiungere un’equidistanza tra dolore e piacere e comprendere la verità universale dell’impermanenza.

Si ritiene che chi la pratica regolarmente sviluppi amore e compassione, oltre ad una distanza dalle molteplici sensazioni fisiche, mentali ed emotive che ogni giorno sperimentiamo.

Il fine ultimo del percorso vipassana (Dhamma) è l’illuminazione.

Spesso chi comincia prova direttamente il ritiro standard di dieci giorni di silenzio assoluto.

Durante il ritiro vengono osservate le seguenti regole: totale separazione tra uomini e donne, i pasti sono strettamente vegetariani, non si può praticare alcuna attività sessuale, non si può avere alcun tipo di contatto con gli altri partecipanti (incluso il contatto visivo), non si può uccidere alcun essere vivente (neanche le zanzare!).

 

E’ difficile?

Sì!

Viviamo in un mondo in perenne movimento e in cui siamo continuamente bombardati da stimoli e alla perenne ricerca di qualcosa da fare con cui ‘uccidere’ il tempo.

Rimanere seduti per così tante ore e concentrarsi solo sul proprio respiro è una sfida prima di tutto fisica (infatti dal secondo giorno la schiena diventa parecchio dolorante). Inoltre restare focalizzati sulla pratica e non farsi portare via da pensieri ed emozioni è anche una sfida mentale ed emotiva.

Contrariamente a quanto si crede, l’obiettivo non è ‘non pensare’, ma piuttosto allenarsi a non inseguire il pensiero.

Infatti i pensieri si manifestano continuamente e questo è fuori il controllo di noi comuni mortali.

Quello che però possiamo fare è allenarci a non inseguirli nelle numerose associazioni che seguono un pensiero originario. Associazioni e pensieri che per la maggior parte delle volte abbiamo già avuto decine di altre volte.

Queste catene di pensieri possono essere quasi infinite e ci allontanano dalla realtà. Per esempio: penso alla mia macchina, mi ricordo poi che devo cambiare l’olio, che devo quindi andare dal meccanico, a cui devo ancora saldare l’ultima fattura. Poi dal pensiero della fattura associo che un amico mi deve ancora dare dei soldi, e così via.

Particolarmente difficile è non inseguire i pensieri con un forte carico emotivo.

Insomma si tratta di un intensissimo lavoro introspettivo e di pazienza.

 

Volete provare?

Non c’è bisogno di andare fino in India.

La stessa identica tecnica viene offerta in molti centri in giro per il mondo (ce n’è anche uno in Italia, in Toscana).

Iscriversi è molto semplice, non costa nulla né per il corso, né per il vitto o l’alloggio, basta cliccare uno degli indirizzi qui sotto, cercare il centro più vicino e iscriversi o mettersi in lista d’attesa.

Per i corsi in Italia: www.atala.dhamma.org

Per i corsi all’estero: www.dhamma.org

Per leggere di un’altra meditazione diffusa tra gli occidentali leggi questo post sulla meditazione trascendentale: Sulle orme dei Beatles, tutti in India per meditare!


Nell’immagine si vede la Vipassana Global Pagada (il centro di meditazione principale del vipassana vicino a Mumbai). Immagine  tratta da: 3ps.tv