Nuova costituzione del Nepal: dopo anni di ritardi e mille polemiche è finalmente entrata in vigore! Ci voleva un terremoto epocale per mettere d’accordo (più o meno) i partiti della coalizione e le minoranze? Rimangono molti punti interrogativi e sfide, mentre nel frattempo in Italia televisione e stampa tacciono sulla vicenda.


Kathmandu, 20 settembre 2015 – Dopo 239 anni di monarchia hindu entra in vigore la definitiva Costituzione del Nepal! Composta di 308 articoli e frutto di più di 7 anni di trattative per trovare un accordo che, diciamolo pure, è davvero storico!

L’Assemblea Costituente ha approvato il nuovo testo con 507 voti favorevoli e 25 contrari. Alcune minoranze si sono astenute dal voto.

La Costituzione del Nepal prevede uno Stato federale di stampo laico formato da sette province.

Il Rastriya Prajatantra Party ha dunque fallito nell’impresa di trasformare il Nepal in uno stato hindu.

Il Presidente Ram Buran Yadav, nel suo discorso di promulgazione, ha dichiarato che in Nepal la “sovranità è del popolo”, chiarendo così che il paese ha definitivamente chiuso con la monarchia.

Il nuovo testo costituzionale punta su democrazia, federalismo, laicità e tutela delle minoranze svantaggiate, come quella madhesi e tharu protagoniste delle violente proteste delle ultime settimane nelle zone di confine meridionale.

La Costituzione del Nepal rappresenta un buon segnale di cambiamento dopo la guerra civile scoppiata nel 1995, il massacro nel palazzo reale nel 2001 e il fallimento degli accordi di pace.

Questa importante svolta epocale, ignorata totalmente da parte del ‘piccolo’ mondo occidentale, rappresenterà anche una svolta economica per i nepalesi così come annunciato dal presidente Yadav?

Le proteste da parte delle minoranze etniche sono preoccupanti. Nelle ultime settimane ci sono stati circa 40 morti e decine di feriti a seguito delle proteste. Non dimentichiamo che la guerra civile ha causato la morte di 13mila persone e il paese è ancora schiacciato dal peso morale e fisico delle macerie del terremoto che lo ha sconvolto solo qualche mese fa.

Per approfondire sul terremoto del Nepal di quest’anno leggi: Terremoto in Nepal, avvertito anche in India

Per placare gli animi, i leader dei principali partiti politici hanno dichiarato che sono ancora aperte variazioni inerenti i confini provinciali e un’apposita commissione federale potrebbe occuparsi della questione.

In Nepal ci sono circa cento gruppi etnici. Se da una parte sembra che questi non saranno tutelati, dall’altra va notato che i membri del Parlamento devono essere scelti attraverso un’elezione con sistema proporzionale il quale garantirebbe, in teoria, la rappresentanza delle minoranze.

La nuova Costituzione del Nepal rigetta totalmente la pena di morte ma rimane ambigua sui criteri di definizione della cittadinanza per bambini non nati da entrambi i genitori nepalesi. Il problema sorgerebbe in particolar modo per le donne che sposano stranieri. Eppure l’articolo 18 dichiara che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, indipendentemente da sesso, casta, religione, tribù o etnia.

Ma nel frattempo un po’ di euforia è più che lecita.

I nepalesi hanno festeggiato con fiaccolate e cortei, soprattutto nella capitale Kathmandu.

Jay Nepal!


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