Dandiya è una danza folkloristica dello stato del Gujarat, quello d’origine di Mahatma Gandhi, nell’India centro-occidentale.

La dandiya ha un ruolo particolarmente importante per il festival di Navratri (dal sanscrito nava, nove e ratri, notti) diffuso su tutto il territorio indiano.

Si tratta di nove giorni di inarrestabile festa con musica, danze e rituali in omaggio alla dea Durga.

Durante il festival ci si ritrova a sera inoltrata, al termine dei riti religiosi, per ballare fino all’alba.

Donne e uomini danzano in cerchio, simbolo della visione ciclica del tempo nell’induismo.

Conosciuta anche come danza delle spade, si ricollega alla mitologica lotta tra la dea Durga e Mahishasura, il re demonio. I danzatori impugnano due bastoni di legno che rappresentano la spada della dea.

Folle di ragazzi e adulti animano strade e sale da ballo per replicare la danza in grandi gruppi.

L’esigenza di stare al passo con i tempi ha investito anche le tradizioni più radicate come questa e così la musica ha dovuto ri-adattarsi, modernizzandosi. Elementi di musica fusion e techno si intrecciano oggi ai classici suoni orientali, che uniscono ragazze e ragazzi in un’atmosfera di fervore ed esaltazione.

C’è chi indossa i più tradizionali abiti multicolore adorni di mini-specchi, senza tralasciare accessori eccentrici e sgargianti, allo stesso tempo c’è chi invece opta per uno stile più moderno.

L’unicità e la complessità della danza risiede nell’enigmatico movimento dei bastoni, variopinti e decorati, armonicamente sincronizzati al ritmo di musica e passi di danza.

Se vi trovate in India tra settembre e ottobre, vale la pena assistere a una di queste danze dandiya.

Se le spade non fanno per voi, rimarrete ugualmente di stucco osservando i molteplici disegni dei bastoni in aria al ritmo di musica e colori.

 


Foto tratta da Onam2014wishes.in