Articolo in 2 minuti – 29 stati federati e oltre 170 lingue diverse parlate, una superficie che si estende per più di tre milioni di kilometri quadrati e una popolazione di circa 1,2 miliardi di persone che venerano, si dice, 33 milioni di dèi (senza considerare le minoranze religiose). Possiamo davvero parlare di un’unica India?

Di Indie ve ne sono a centinaia: dalle vette himalayane del Nord alle coste oceaniche del Sud passando per deserti, altopiani e piantagioni di tè, colui che si presterà ad affrontare un viaggio in India verrà ripagato con immensa ricchezza.

Culla di una cultura originaria così forte da impedire ogni processo di mutamento reale nonostante il frenetico tentativo di modernizzazione, l’India è un paese che trasuda storia di ogni epoca e che cela un’infinità di tesori da scoprire.

Dove andare dunque, quando, e soprattutto cosa visitare in questo mondo tutto nuovo? Un’analisi della geografia indiana potrebbe aiutarci nella nostra scelta.

 


 

Per approfondire – In India non esiste un’unica geografia. Esistono la geografia fisica, quella politica e quella umana, ma esiste anche una geografia sacra, forse la più nota alla popolazione locale. Passarle in rassegna potrebbe ispirarci nella scelta di un possibile itinerario da seguire.

 

Geografia Fisica

L’India prende nome dal fiume Indo (Sindhu) che dal versante settentrionale dell’Himalaya risale verso Nord-Est attraverso il Kashmir per poi piegare bruscamente a Sud, attraverso l’odierno Pakistan, verso il Mare Arabico.

Così come l’Italia è protetta a Nord dall’arco alpino, l’Himalaya costituisce per l’India uno scudo naturale contro i venti artici, proteggendo la penisola dal gelo e regalandole una temperatura media piuttosto mite che nella valle indo-gangetica difficilmente scenderà sotto i 10° centigradi in inverno mentre a Sud rimarrà costante intorno ai 27°.

Le pianure indo-gangetiche, prodotti alluvionali della fascia montuosa settentrionale, insieme al grande deserto del Thar, costituiscono la seconda fascia orizzontale in cui, dal punto di vista geografico e per comodità, è possibile suddividere il paese.

Il Gange è alimentato da una serie di altri fiumi, tra cui i più importanti sono la Yamuna, il fiume che passa per Delhi, e il Brahmaputra che, confluendo nel Gange, va a formare il più grande delta del mondo, oggi diviso tra India e Bangladesh.

L’area dell’India che chiude a Sud la vallata gangetica rimane ancora oggi una delle più selvagge, essendo caratterizzata dalla presenza di fitte foreste tropicali, habitat naturale dei grandi felini che abitano tutt’oggi il paese.

Al di sotto del Tropico del Cancro, a segnare la cesura tra il Nord e il massiccio peninsulare a Sud, si estendono le brulle catene dei Monti Vindhya e dei Monti Satpura tra i quali scorre da oriente verso occidente il fiume Narmada.

A Sud dei Satpura, si estende l’Altopiano del Deccan a un’altitudine compresa fra i 300 e i 1000 metri con alcuni picchi che superano tuttavia i 1200 metri. Si tratta di un territorio prevalentemente arido nonostante la presenza di numerosi fiumi che ne solcano la superfice in direzione Ovest-Est seguendone la naturale inclinazione.

Tali fiumi, tra cui i più importanti sono la Godavari e il Krishna, nascono dalla catena montuosa dei Ghat (“gradini”) Occidentali che delimitano l’altopiano a Ovest e sfociano nel Golfo del Bengala.

I Ghat occidentali possono raggiungere altezze di oltre 2600 metri e sono l’ambiente ideale per la coltivazione del tè.

Il basso litorale costiero e la cuspide meridionale dell’India, irrigata dal fiume Kaveri e favorita dall’andamento delle piogge più abbondante, costituiscono invece una zona fertile molto più simile a una foresta tropicale, una delle migliori al mondo per la coltivazione delle spezie.

I venti che spirano dalle coste dell’Africa, caricati dell’acqua dell’Oceano Indiano e ostacolati dalla presenza dei Ghat Occidentali, si riversano infatti sulle coste Ovest della penisola durante i mesi estivi di giugno e luglio per poi proseguire il loro viaggio verso Nord-Est, intorno a Capo Comorin e risalendo il Golfo del Bengala.

Bloccati questa volta dalla presenza dell’imponente Himalaya, scaricheranno sotto forma di grandi piogge sull’intera vallata gangetica prevalentemente nei mesi da agosto a ottobre.

Definito quindi il tipo di paesaggio che vorremmo trovarci di fronte agli occhi e stabilita la stagione in cui intendiamo visitare il paese, possiamo partire dalla geografia fisica per decidere il tipo di itinerario da affrontare.

 

Geografia Politica

L’India, ufficialmente Repubblica dell’India, è composta da 29 stati federati (è del 2 giugno 2014 la notizia della nascita di un nuovo stato, il Telangana) e da 7 cosiddetti Territori dell’Unione (di cui fa parte anche il Territorio della Capitale), i primi aventi parlamenti e governi autonomi mentre i secondi direttamente dipendenti da Nuova Delhi.

La ripartizione politica degli stati è stata ufficializzata 9 anni dopo la dichiarazione d’indipendenza dell’India dal governo britannico (1947) per lo più su base linguistica, il che pone in evidenza differenze che riguardano anche altri aspetti culturali.

Una visita incentrata su un singolo stato ci darà la possibilità di approfondirne i caratteri particolari e di essere in grado di meglio metterli in raffronto con quelli degli stati la cui visita decideremo di relegare a un altro momento.

 

Geografia Umana

La geografia umana studia la distribuzione dell’uomo nello spazio e la sua relazione con l’ambiente.

La presenza dei Monti Vindhya e dei Monti Satpura tra la piana gangetica e l’Altopiano del Deccan ha da sempre costituito un ostacolo allo spostamento di popoli ed eserciti, tanto che, ancora oggi, nel parlare di India del Nord e India del Sud ci si riferisce quasi a due mondi separati, diversi per origine e per evoluzione.

Gli Stati del Nord sono abitati da popolazioni di origine indo-europea, provenienti dall’Asia centrale e insediatisi nel subcontinente a partire dal 1500 a.C., mentre quelli del Sud sono abitati da una popolazione cosiddetta dravidica, ovvero autoctona. Questi ultimi, per lunghi secoli, sono rimasti protetti dalle invasioni islamiche che si sono invece riversate al Nord.

La maggior parte dei regni e degli imperi che hanno dominato la storia dell’India, sia a Nord che a Sud, sono in genere fioriti intorno ad aree ecologicamente favorevoli all’insediamento umano, come le vallate dei grandi fiumi, e lì hanno dato vita a una produzione artistica e architettonica caratterizzata dalla collocazione geografica.

Si parla infatti di arte templare nagara (“cittadina”) al Nord, di arte dravida al Sud e di arte vesara (“ibrida”) nei luoghi di incontro tra le prime due.

Nella programmazione di un itinerario potremmo quindi decidere di andare a visitare i luoghi di insediamento delle varie dinastie, alla scoperta dei gioielli artistici e architettonici da queste commissionati nel corso dei secoli.

Geografia Sacra

Nel paese della spiritualità esistono dei percorsi che collegano per mezzo di linee immaginarie quei luoghi ritenuti sacri dagli appartenenti alle varie religioni.

Spesso situati in prossimità dei corsi d’acqua per la funzione purificatrice che questa ricopre nella tradizione, si trovano sparsi per tutto il territorio nazionale, a volte anche a distanza di centinaia di kilometri l’uno dall’altro.

Leggi anche: I 7 fiumi sacri dell’India

Vi sono luoghi sacri agli hindu, alcuni dei quali connessi alla divinità femminile (pitha) e altri invece connessi alle divinità maschili (tirtha). La tradizione vuole che il devoto che renda visita a questi luoghi sacri almeno una volta nella vita sia avvantaggiato lungo il percorso che lo condurrà alla liberazione (moksha).

Ma esistono anche i luoghi del Buddha, quelli sacri ai devoti musulmani o ai giainisti, così come esistono luoghi di ritiro collegati a personalità religiose del presente e del passato che, particolarmente frequentati dagli occidentali, possono costituire una meta per un soggiorno prolungato.

Percorrere uno di questi itinerari o semplicemente visitare uno di questi luoghi ci permetterà di entrare in contatto con l’essenza più spirituale dell’India, con l’anima più profonda di un paese che in questo campo è detentore di una tradizione millenaria.


Immagine tratta da voicemagazine.org