Articolo in 2 minuti – Bangalore, una delle città più industrializzate dell’India, si trova a sud, nello stato del Karnataka. Sempre più multinazionali si stanno insediando in quella che viene considerata la capitale mondiale dell’Information Technology.

Nella Silicon Valley indiana si sviluppano i piani di espansione da parte di importanti colossi mondiali che, in un futuro molto vicino, creeranno posti di lavoro per migliaia persone.

Ricerca e sviluppo sono le parole chiave a Bangalore, nella grande era tecnologica dell’India, dove ogni giorno decine di migliaia di indiani si avvicinano alla rete per la prima volta…andiamo a scoprire il grande boom dell’ Information Technology.

Articolo pubblicato sul blog Milleorienti.com


 

Per approfondire – Cari lettori, ecco una mia inchiesta apparsa sul settimanale L’Espresso: parla dello straordinario boom dell’ IT in India, degli ambiziosi investimenti in atto e delle contraddizioni della sua “capitale digitale”, Bangalore. Attendo i vostri commenti, buona lettura.

Ogni giorno mille persone si trasferiscono a Bangalore, ogni giorno qualche multinazionale apre una nuova sede o un centro di ricerca in questa metropoli dell’India meridionale.

Bangalore (o Bengaluru, nuovo nome ufficiale della città) ha un’enorme capacità di attrazione e la ragione è ormai nota: è uno snodo mondiale dell’Information Technology, dove i protagonisti si chiamano Accenture, Infosys, Wipro e Tata Consultancy Services.

A Bangalore si produce più del 30% del software totale esportato dall’India, e non per caso il Karnataka (dove si trova la città) è il primo Stato indiano ad avere creato un Segretariato nazionale per la e-governance.

In questa Silicon Valley asiatica si coltivano ambiziosi piani di espansione: Amazon (presente in India dal 2004) aprirà presto a Bangalore una delle sedi più grandi del mondo, che nei prossimi 3 – 5 anni darà lavoro a 13mila persone.

Apple ha annunciato l’apertura di ben 500 nuovi negozi in India entro la fine del 2015. E Mercedes Benz ha appena inaugurato a Bangalore il secondo Centro Ricerca scientifica e sviluppo.

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Ogni giorno decine di migliaia di persone in India si connettono a Internet per la prima volta in vita loro. Secondo il rapporto “Internet in India 2014” oggi gli internauti indiani sono 300 milioni: pochi o molti?

Ancora pochi, se si considera che l’India ha un miliardo e duecento milioni di abitanti; moltissimi, invece, se si considera il tasso di crescita della Rete indiana: nel 2014 è aumentata del 32% rispetto all’anno prima.

Altri esempi di questa rapidissima rivoluzione? La vendita di tablet è cresciuta del 10% in un anno, e l’India è ormai la seconda nazione al mondo per numero di utenti Facebook (95 milioni) preceduta soltanto dagli Stati Uniti.

L’utilizzo massiccio dei social media da parte dei giovani indiani sta rivoluzionando il modo di intendere le relazioni fra persone nonché i riti della società stessa: che fine farà, per esempio, l’antica tradizione indiana del matrimonio combinato tra famiglie, se i ragazzi si corteggiano a distanza mettendo video autoprodotti su Youtube, senza che i genitori lo sappiano?

Vari esempi di queste video-relazioni made in India li abbiamo visti anche in Italia nella sezione Online Stories del River to River – Florence Indian Film Festival, la quattordicesima edizione del festival del cinema indiano tenutasi a Firenze nel dicembre 2014 e che avrà una “coda” a Milano nella primavera 2015.

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In questa gara mondiale all’uso dei social media occidentali l’altro gigante asiatico, la Cina, per ora è assente perché i cinesi usano quasi soltanto i propri social network, come Renren e Sina Weibo, e i propri motori di ricerca, come Baidu.

Tuttavia ci sono grandi imprenditori cinesi che cominciano a guardare anche all’India. È il caso di Jack Ma, fondatore della più grande azienda di e-commerce del mondo, la cinese Alibaba, che di recente si è detto pronto ad investire in India perché «internet è un business giovane rivolto ai giovani e l’India ha moltissimi giovani».

Leggi la seconda parte dell’articolo: Digital India e Information Technology – Parte Seconda

 


Le foto sono del blog dell’autore Milleorienti.com