C’è il sole, oggi c’è il sole, il sole umido indiano. Sono per strada e vado senza meta. Compro una foglia di betel arrotolata con le spezie, giusto per masticare il caldo e per provare a scacciarlo via. Improvvisamente il vento spazza via la luce: è come se avessero spento il sole! Nel giro di pochi
secondi piovono gocce d’acqua grandi come angurie: lacrime di Shiva e Vishnu: è SCOPPIATO IL MONSONE!
Quattro bambini seminudi su una bicicletta mignon giocano con l’acqua, mentre la strada si allaga velocemente. Mi inseguono divertiti e mi spruzzano l’acqua addosso. Sorrido ai bambini seminudi
sulla bicicletta mignon e compro un ombrello dal primo indiano che passa.
Gli indiani, tutti insieme, tirano un sospiro di sollievo e spostano le nuvole. Il monsone spalanca i polmoni e gonfia le pance di riso e lenticchie.
Ora che il cielo accarezza la terra col suo dolce solletichìo, gli indiani sono più felici: sorridono e si lasciano bagnare. Sorridono i bambini; sorridono i passanti, sorridono le statue del tempio; sorridono i bufali, i maiali, le vacche sacre. E adesso sorrido anch’io, anzi io rido rido rido… forse
perché sono l’unico in questa città di due milioni di abitanti con un ombrello in mano!
Salto in una pozzanghera! Chiudo l’ombrello e lo butto via. Cammino anch’io come un indiano tra
gli indiani. Nel monsone, che è solo acqua! È solo acqua!

Racconto di Pierpaolo Di Nardo tratto dal suo libro Maldindia.