Nello stato indiano di Chhatisgarh si è recentemente assistito all’elezione di un sindaco hijra (terzo sesso dell’India, approssimativamente simile al concetto di transgender) e appartenente a una casta bassa. Si tratta di una svolta epocale che infonde grandi speranze in coloro che si battono per i diritti civili delle minoranze in India.


Nuova Delhi, 5 Gennaio 2015 – La cittadina di Rajgarh, situata nello stato di Chhatisgarh e con una popolazione di 150 mila abitanti, passerà alla storia per un primato: aver registrato per la prima volta in India l’elezione a sindaco di un rappresentante della comunità hijra, impropriamente definiti transgender da chiunque tenti di categorizzarli.

Madhu Bal Kinnar, 36 anni, ha infatti ottenuto la maggioranza di voti nel sondaggio elettorale svoltosi domenica 4 gennaio a Rajgarh, presentandosi ai cittadini come candidato sindaco indipendente e sconfiggendo il favorito del Bharatiya Janata Party (il partito nazionalista maggioritario dell’attuale governo Modi) con uno scarto di circa 4500 voti.

Kinnar, esponente della casta bassa dalit, quella degli intoccabili, ha celebrato la vittoria mescolandosi alla folla locale, che ha ringraziato con entusiasmo addobbato di un sari elegante (veste indiana tradizionale indossata dalle donne sposate) e a cui ha garantito un impegno costante per il miglioramento delle condizioni di vita delle caste più disagiate e della comunità hijra, nonché un’azione mirata alla risoluzione delle problematiche di approvvigionamento idrico, ancora consistenti nella comunità.

Nato di sesso maschile e costretto a sposarsi dalla famiglia, pur sentendosi affine al sesso femminile, Kinnar trova poi il coraggio di abbandonare la propria famiglia per unirsi agli hijra, gruppo sociale marginalizzato dalla società ma allo stesso tempo riverito e temuto in quanto dotato di una connessione con il divino.

Per approfondire, leggi anche: Hijra: il terzo sesso dell’India

Con una campagna elettorale costata soltanto 60 mila rupie (circa 800 euro), egli riesce a trionfare nella scena politica locale e a farsi quindi strada in un Paese che considera ogni cambiamento una minaccia alla propria stabilità interna.

La sua vittoria succede al provvedimento varato ad Aprile 2014 dalla Corte Suprema Indiana a riconoscimento dei diritti civili dei transgender in India. Precondizione questa che ha scongiurato l’annullamento dei risultati elettorali come già avvenuto nel 1999 e 2009, quando nello stato del Madhya Pradesh, la vittoria di due sindaci hijra fu invalidata in quanto quei posti erano dedicati alle donne e non ai transgender.

I festeggiamenti continuano e la speranza del perseguimento di una società più egualitaria e tollerante si fa via via più reale. Che sia l’inizio di un cambiamento epocale nel subcontinente indiano?


Fonte utilizzata: Transgender Woman is elected district mayor in Indian state of Chhattisgarh, theguardian.com

Foto tratta da: indiatimes.com