Ecco una breve rassegna di due film del River To River di Firenze dell’8 dicembre. Water di Deepa Meetha narra delle difficoltà di un’affascinante vedova che, nel 1938, vuole risposarsi e Main Aur Charles, film d’azione ispirato al serial killer francese di origine indo-vietnamite Charles Sobhraj.


Firenze, 10 dicembre 2015. Dopo il documentario sull’India di Pasolini, l’8 dicembre agli spettatori del River to River festival sono stati offerti due interessanti film: Water e Main Aur Charles.

Per sapere di più in merito al documentario di Pasolini, leggi Appunti per un film sull’India

Water (2005) di Deepa Meetha

Il film è ambientato nel 1938 in un’India alle soglie dell’indipendenza con il Mahatma Gandhi sempre più popolare.

A Varanasi la piccola Chuyia di otto anni perde il futuro marito e viene mandata a vivere in una casa per vedove costrette a vivere una vita di emarginazione sociale. Qui incontra l’affascinante vedova Kalyani che si innamora di Narayan, un giovane idealista rampollo di una famiglia bramina che crede nell’amore e nella libertà di coscienza prima delle norme sociali.

Il tema principale affrontato è quello delle vedove indiane dal punto di vista delle norme sociali. Nonostante legalmente si possano risposare, l’enorme pressione sociale e famigliare indiana consente tre opzioni per le donne vedove: immolarsi sulla pira funeraria del marito, condurre una vita di rinuncia o sposare il fratello minore del defunto marito.

Quindi alla struttura del film romantico indiano vengono sapientemente inseriti elementi di rilevanza sociale e storica. Recitato in maniera fluida e non ostentata, si tratta di un film davvero piacevole.

Consigliato a chi vuole capire di più le tradizioni sociali indiani tramite una storia romantica.

Main Aur Charles (2015) di Prawal Raman

Uscito da poco in India e interpretato dal divo Randeep Hooda, è ispirato alla figura del serial killer francese di origine indo-vietnamite Charles Sobhraj.

Il film, ambientato negli anni Settanta, ruota attorno alla vita di quest’uomo affascinante e pericoloso e al lavoro costante dell’ufficiale di polizia Amod Kant che tenta di arrestarlo e di fare giustizia.

Il regista sfrutta le dinamiche del film d’azione classico usando un montaggio frenetico, dialoghi brillanti e dimostrando grande padronanza del genere.

Il regista è presente alla presentazione e sostiene di voler proporre uno stile nuovo per il pubblico indiano, abituato alle tradizioni del cinema di Bollywood.

In effetti ricorda un film d’azione di Hollywood più che un film indiano.

Tuttavia il pubblico occidentale probabilmente troverà questo film poco emozionante, con personaggio banali, cliché prevedibili (gli hippies che vanno in India, il cattivo super-uomo che conquista le ragazze bianche e più intelligente di tutti) e scene sensuali scontate.

Consigliato agli appassionati di film d’azione


 Immagini montate dall’autore e prese dal sito ufficiale del River To River Festival a questo indirizzo