Difficile da raggiungere, questo magnifico forte è spesso tralasciato dai turisti occidentali, ma è meta di pellegrinaggio per quelli indiani che riveriscono qui Shivaji, il più grande eroe dei Maratha.

L’autrice è Alessandra Loffredo fondatrice del portale online Guida India, inesauribile fonte di curiosità e informazioni su storia, arte, architettura, letteratura, musica, cinema e grandi personalità legate all’India.

Articolo originale tratto da Guidaindia e disponibile qui.


L’origine dei Maratha, popolazione di lingua marathi, è incerta; è dubbio anche se il termine marathi derivi da Maharashtra o viceversa. Riferimenti ai marathi e alla loro terra si trovano nei resoconti dello storico persiano Al Biruni (1030), di fra’ Jordanus (1328 ca) e del grande viaggiatore arabo Ibn Battuta (1340).

Soltanto nel XVII secolo i maratha, sotto la guida di Shivaji Bhonslè (1627-1680) si imposero sulla scena politica indiana. Il padre di Shivaji, Shahaji (1599-1664), era uno jagirdar, cioè un detentore di un feudo vassallo del regno musulmano di Bijapur, nel Deccan occidentale.

Egli trasmise il suo jagir su Poona, o Pune, e su Supa al figlio Shivaji, abile capo militare, il quale dopo aver conquistato numerosi territori e principati, fondò il regno di Maharashtra nel 1674. Proclamato chhatrapati e come tale incoronato secondo il rito indù, Shivaji inaugurò una raj shaka, era reale, lasciando alla sua morte un regno vasto e compatto.

Le origini del Forte di Raigad, situato a circa 125 km percorribili in autobus da Pune, risalgono al XII secolo; conosciuto anteriormente come Rairi fu sede di un altro capo maratha, per poi essere conquistato dall’impero di Vijayanagar e passare poi alla casata degli Adil Shahis di Bijapur, finchè Shivaji non si independizzò e lo riconquistò per i Maratha nel 1648 a soli 21 anni.

Forte di Raigad

Ne fece dapprima la residenza dell’amatissima madre Jiji Bai per poi, abbondantemente ampliato e ristrutturato, sceglierla nel 1674 come luogo della sua incoronazione, per mano brahmana, e come sede della sua corte. Morì qui stesso nel 1680 ed il luogo cadde brevemente nelle mani del Moghul Aurangzeb nel 1690. Tornò poi rapidamente sotto controllo maratha, fino alla loro resa all’ impero britannico nel 1818.

Il sentiero si arrampica da Wadi per 1400 scalini, che portano alla piatta e larga cima della collina racchiusa in mura e a loro volta circondate da due altre cinte murarie che seguono il perimetro dell’altura, con fortificazioni sugli angoli dell’irregolare triangolo.

Fu, all’epoca di Shivaji, una delle fortezze più poderose dell’India; la porta principale, Maha Darwaza, è fiancheggiata da due grandi bastioni, entrambi alti 21 metri, uno concavo e l’altro convesso.

Forte di Raigad

All’interno del forte, gli ampi Palazzo e Stanza della Regina si estendono tra due bacini artificiali. Nel del cortile principale, una bassa piattaforma indica dove si trovava il trono e dove Shivaji venne incoronato. Al centro della cittadella si trovava un mercato con oltre 40 botteghe disposte sui due lati che rifornivano le 2000 persone circa che l’abitavano.

A nord-est si trova il Shivaji Samadhi, monumento del condottiero che ricorda il luogo ove avvenne la sua cremazione, oltre a un chhattri, un padiglione a ombrello eretto a ricordo il suo amato cane.

La vista da questo luogo è magnifica e struggente il panorama sui laghi verso nord. Se non ve la sentite di percorrere i circa 6 km di dura ascesa e siete temerari, potreste approfittare della Cable car, una specie di funivia-gabbia per 4/6 persone che vi porterà – black out permettendo – fino in cima.

Se invece non ve la sentite, non siete temerari, siete in peso-forma e volete salire lo stesso, date lavoro ai Dhooli- wallahs: vi caricheranno in portantina fino alla cima per una cifra consona al vostro peso.


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