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 Per modello Gujarat si intende l’impostazione di governo usata dal Primo Ministro Narendra Modi durante la sua presidenza dello stato indiano del Gujarat, che lo avrebbe condotto ad un forte sviluppo economico.

Questo modello è stato il fulcro della vincente campagna elettorale di Modi nelle elezioni indiane nazionali del 2014.

Ma si tratta davvero di un format vincente? 

Questa narrativa del modello Gujarat è fuorviante in almeno tre aspetti. Primo, vengono sovrastimati i risultati dello sviluppo economico del Gujarat.

Secondo, si dimentica che molti di questi risultati hanno poco a che fare direttamente con la presidenza di Modi essendo stati ottenuti prima della sua nomina.

Terzo, si tiene solamente conto del dato economico e non del reale miglioramento della qualità della vita della popolazione – soprattutto delle fasce più deboli – che dovrebbero derivare da un tale sviluppo.

Per saperne di più in merito a Narendra Modi e le controversie inerenti la sua presidenza del Gujarat, leggi: “Chi è il Primo Ministro indiano Narendra Modi?


Per approfondire – Il 12 maggio 2014, dopo più di un mese di votazioni, si sono concluse le elezioni indiane per il rinnovo della Lok Sabha, la camera bassa del Parlamento indiano.

Sono state un importante punto di svolta per la storia politica dell’India perché, oltre ad aver determinato uno spostamento a destra dell’assetto parlamentare, hanno decretato la probabile fine dell’era Gandhi/Nehru, la dinastia indiana da sempre alla guida del Partito del Congresso.

Si è verificata infatti la schiacciante vittoria di Narendra Modi che è abilmente riuscito a spostare l’attenzione dal confronto politico all’ambito economico, settore dove ha un’immagine forte a seguito del suo lavoro nello stato del Gujarat, la cui economia è cresciuta molto durante la sua presidenza (modello Gujarat).

Osserviamo ora i dati per capire se questa immagine che si è costruito corrisponde alla realtà o meno. La performance economica del Gujarat è stata davvero così eccezionale? Inoltre, come sono state le performance in altri indicatori sociali?

Andiamo a scoprirlo: guardando i dati non risulta nulla di strabiliante nei risultati del Gujarat comparati a quelli degli altri Stati indiani.

Nel biennio compreso tra il 2004-2005 e il 2011-2012 il Gujarat ha avuto un tasso di crescita media del 10,08%, cioè di poco superiore a quello nazionale dell’8,28%. Nello stesso periodo Bihar, Maharashtra e Tamil Nadu hanno ottenuto risultati migliori, registrando tassi di crescita media rispettivamente dell’11,42%, 10,75% e 10,27%.

Inoltre gli stati che dal 2000 al 2010 hanno accolto la cifra più alta di Foreign Direct Investment (FDI; in italiano Investimenti Diretti Esteri) sono stati il Maharashtra (circa 22.523 milioni di euro), Nuova Delhi (circa 13.128 milioni di euro) e Karnataka (circa 3.990 milioni di euro). Il Gujarat figura al quarto posto (circa 3.604 milioni di euro), quindi ha registrato sì dati positivi, ma al di sotto di altri.

Sicuramente Modi è stato abile nel “vendersi bene”.

Infine, seppur nella media i dati economici siano stati buoni (non eccellenti come vengono dipinti), vengono però tralasciati gli indicatori sociali, come la qualità delle strutture pubbliche, l’istruzione, la sanità, la qualità di vita, la redistribuzione della nuova ricchezza acquisita e i cambiamenti nel divario tra ricchi e poveri.

In questi indicatori il Gujarat sta facendo un po’ meglio della media indiana, ma anche qui non c’è nulla che giustifichi il suo essere preso a modello. Nonostante negli anni Ottanta e Novanta l’indice di sviluppo umano del Gujarat fosse sopra la media nazionale, nel primo decennio del Duemila si assestò addirittura sotto tale media.

La colpa di un così scarso risultato negli indicatori sociali, come dichiara Prabhat Patnaik, professore di economia alla Jawaharlal Nehru University, in una intervista del 4 maggio 2014 alla BBC, sta nella strategia utilizzata dal Gujarat per attrarre le imprese, che necessita di ingenti risorse pubbliche, cosicché rimane pochissimo da investire in educazione, sanità e lotta alla povertà.

Non va dimenticato poi che le riforme economiche hanno spesso penalizzato i marginalizzati: le popolazioni tribali e gli appartenenti alle caste basse sono stati le maggiori vittime dello sfratto forzato per la concessione di terre ai progetti di sviluppo economico.

Il Gujarat, che aveva una forte tradizione nel campo dell’assistenza al lavoro, ha assistito inoltre ad un declino nel numero delle organizzazioni della classe lavoratrice, alla marginalizzazione dei lavoratori musulmani e all’assimilazione dei lavoratori hindu nelle associazioni del nazionalismo.

Infine, secondo alcuni giornalisti di Ahmedabad, sono stati imposti forti limiti alla libertà di stampa dei mezzi di informazione per mezzo di intimidazioni.

Riassumendo, la narrativa del modello Gujarat, usata abilmente da Modi per vincere le elezioni, è fuorviante in almeno tre aspetti. Primo, vengono sovrastimati i risultati dello sviluppo economico del Gujarat.

Secondo, si dimentica che molti di questi risultati hanno poco a che fare direttamente con Modi essendo stati ottenuti prima della sua nomina a Chief Minister.

Terzo, si tiene conto solamente del dato economico e non del reale miglioramento della qualità della vita della popolazione – soprattutto delle fasce più deboli – che dovrebbero derivare da un tale sviluppo.


 

Articolo e foto tratti da Il Modello Modi: format vincente o Slogan elettorale, Indika.it

Le ricerche, i dati e le fonti sono stati elaborati nella tesi di laurea dell’autrice “Le riforme economiche nel Gujarat di Modi: un possibile modello per l’India intera?”.

Articolo integrato con i contributi di Chiara Zamperin e Francesco Santini