Il tredicenne di Edgbaston (UK) George Morris ha ricevuto un invito ufficiale dal Dalai Lama per recarsi a Dharamsala in India, sede del governo tibetano in esilio, dopo avergli scritto lo scorso settembre una lettera di ammirazione.

 


Dharamsala, 19 Aprile 2015 – Non si tratta di una storia di Walt Disney bensì di un atto di umiltà, fede e reciproco ringraziamento.

Tutto è iniziato con una semplice lettera che il tredicenne inglese George Morris ha inviato al leader spirituale tibetano per esprimergli la sua profonda ammirazione.

Nessuno avrebbe creduto che l’esito di una tale atto di devozione potesse essere il ricevere un biglietto aereo per incontrare in udienza privata il Dalai Lama nel monastero di Dharamsala in cui da anni si trova in esilio.

George non può essere definito un ragazzo qualunque. Intelligente, curioso e sensibile, si interessa da sempre alle questioni spirituali, e si documenta sulle situazioni di forte ingiustizia sociale che affliggono numerose comunità nel mondo.

Convertitosi al Buddhismo diciotto mesi fa tra l’incredulità della famiglia e degli amici, ha ribadito nella sua lettera al Dalai Lama la sofferenza provata per la difficile situazione in Tibet e il sostegno personale nei confronti di chi come il leader spirituale instilla forza interiore in un popolo dall’identità minacciata.

Dal 1959, infatti, il popolo tibetano in lotta per l’indipendenza dalla Cina è stato vittima di espulsione ed eliminazioni di massa.

Per approfondire, leggi anche: “150mila fedeli riuniti nel deserto: Il Kalachakra”

Accompagnato dal papà Andrew di 53 anni, George ha ricevuto un biglietto aereo per Dharamsala e, giunto a destinazione, ha avuto l’onore di trascorrere dieci intensi minuti in compagnia del Dalai Lama, stringendogli la mano e ricevendo le sue raccomandazioni.

Queste le riflessioni del leader spirituale: la conversione al buddhismo rappresenta di sicuro una sorta di ispirazione per il ragazzo, ma occorre non cadere nella trappola di una fede cieca, fine a se stessa.

Occorre inoltre ricordare come il buddhismo sia una filosofia di vita piuttosto che una religione, e quanto sia importante osservare la realtà prima di trincerarsi in credenze di ogni sorta.

L’incontro si è concluso con il dono di 18 testi sul buddhismo e di una statua benedetta per George e per suo padre.

George ha lasciato Dharamsala con il sorriso sulle labbra, e la certezza di aver trovato non solo un maestro spirituale bensì un’amico fidato a cui rivolgersi per qualunque dubbio e curiosità.

La foto del Dalai Lama sarà qualcosa da cui non potrà mai separarsi, e che lo aiuterà a preservare  il ricordo di un’esperienza che ha rafforzato i suoi valori.

La straordinarietà di un uomo semplice, capace di guidare il mondo ad una risoluzione pacifica di conflitti secolari.

 


Fonte utilizzata: “Schoolboy sends fan letter to Dalai Lama – and gets invited to India for a chat”, www.birminghammail.co.uk

Foto tratta da: www.birminghammail.co.uk