Articolo in 2 minuti – La terra oggi conosciuta con il nome di India è stata chiamata in diversi modi nel corso della storia. Tuttavia, sono tre i nomi principali per cui è stata ed è conosciuta: India, Bharat e Hindustan.

Il primo e il secondo sono stati ufficializzati dallo Stato Indiano e sono i più utilizzati sia dagli indiani che nel panorama internazionale. Il terzo, Hindustan, di matrice arabo-persiana, è utilizzato in maniera minore e con un’ accezione più poetica prevalentemente dalla popolazione musulmana indiana e in Asia Centrale.

I vari nomi sono anche stati strumentalizzati dai discorsi politici o religiosi settari, dove una particolare accezione è stata rivendicata con il fine di escludere dalla popolazione nazionale una certa minoranza etnica o religiosa. Allo stesso modo, gruppi minoritari hanno utilizzato un determinato nome per rivendicare un identità perduta o soppressa.


 

Per approfondire – India è il nome comunemente utilizzato per descrivere la Repubblica Indiana. In passato, tuttavia, sono stati utilizzati diversi nomi per designare l’Unione, a seconda del periodo storico e delle vicende politiche che vedevano il paese come territorio di incontro e scontro tra vari popoli di diverse lingue.

In nome India, il più comune nel panorama nazionale e internazionale, è stato utilizzato per la prima volta in Europa, da Erodoto, il quale parla del fiume Indo, e degli abitanti della regione al di là da esso. Il termine a sua volta si modella dal sanskrito Sindhu, che significa fiume. Ancora oggi, la valle su cui scorre il fiume Sindhu, o Indo, è chiamata Sindh, e oggi si trova in Pakistan.

Fu attraverso la mediazione persiana, che fece scomparire la “S” iniziale, che derivò il nome Indo, dal quale si originò la parola India. Il nome fu utilizzato largamente dai greci come dai latini fino agli Inglesi, governatori del Subcontinente Indiano per diversi secoli.

Hindustan riprende la radice descritta sopra, con l’aggiunta del suffisso persiano -stan (paese/posto/nazione), che indicherebbe appunto il paese degli Indù (quindi, con un’accezione territoriale, e non, come si può pensare, religiosa). Il termine Hindustan, rispecchia un linguaggio più poetico, ed è usato soprattutto in urdu, da parte quindi della popolazione musulmana indiana, e oltre che dal vicino Pakistan.

Hindustan fu ripreso in passato da importanati governatori musulmani della valle dell’Indo o della pianura gangetica, come il Sultano di Delhi o i Moghul, per indicare il loro impero. In ogni caso, con esso ci si riferiva prevalentemente all’India del Nord.

Ma come amavano e amano chiamarsi le popolazioni dell’India? Bharat (o Bharata), come annunciato sopra, costituisce l’altro nome ufficiale della Repubblica Indiana, adottato ufficialmente nel 1950. La parola è la più antica delle tre e trova fondamento dai famosi testi sacri, i Purana, scritti in Sanskrito, e dal Mahabharata, nei quali si parla di “Bharatavarsa” (la terra dei discendenti di Bharat, un antico re).

Con esso ci si riferiva ad un territorio compreso tra la catena himalayana a nord e i mari a sud. Il nome si trova anche nell’inno nazionale indiano, scritto dal poeta bengalese Tagore all’inizio del Novecento.

Oltre a questi nomi ne esistono numerosi altri, utilizzati in maniera minore. Tra questi ricordiamo Dravida, termine di origina sanskrita, che ricorre spesso da e per descrivere le popolazioni che occupano l’India del sud (circa gli stati dell’Andhra Pradesh, Karnataka, Tamil Nadu, Kerala), i Dravidi.

In passato, i nomi sono stati utilizzati con fini ben precisi: Bharat, per esempio, è stato spesso opposto al temine utilizzato dagli Inglesi “India” con rivendicazioni nazionalistiche, e ancora oggi alcuni pensano quest’ultimo come un retaggio coloniale. Altri invece contrappongono l’India più sviluppata, moderna e urbana a Bharat, la “vera” India.

Il nome della terra dei Maharaja e dei Moghul è stato anche oggetto di diatribe da parte di coloro che cercano di imporre una linea politica o religiosa.

E’ curioso come spesso queste rivendicazioni si basino sull’associazione tra India e induismo, il cui termine originale, indu/indo, indicava un fiume.

In questo modo si è costituita una equivalenza tra un territorio nazionale e una religione: il termine viene così utilizzato da alcune sette religiose o sacciatrumentalizzato a livello politico per rivendicare una presunta identità nazionale che corrisponde a quella religiosa, minacciando l’esistenza di altre minoranze, in primis quella musulmana.

Al contrario, gruppi indiani con tradizioni culturali o linguistiche radicalmente diverse, come quelli del sud, utilizzano alcuni nomi per rivendicare la propria identità (per esempio il Movimento dravidico).

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Fonti utilizzate:

“Lineamenti di storia culturale dell’India antica” di S. Piano

Articolo “Why ‘Bharat’, ‘India’ And ‘Hindustan’ Evoke Different Emotions” da youthkiawaaz.com

Immagine tratta da www.sify.com