Articolo in 2 minuti – Twitter, come altri social network, è sempre più utile per capire la società contemporanea, anche quella indiana.

Gli hashtag e i tweet infatti ci regalano preziose informazioni sulle tendenze dell’opinione pubblica attiva in rete, soprattutto dei giovani nei contesti urbani.

Approfittiamo quindi di Twitter, social network sintetico e diretto, per analizzare e commentare la visita di Barack Obama in India.

Su Twitter trapela l’orgoglio e la soddisfazione sia del popolo indiano che del premier Modi. Obama invece resta più silenzioso e cauto, sia sul suo profilo personale che su quello della Casa Bianca.

Del suo soggiorno indiano, il presidente degli Stati Uniti d’America retweetta la rassegna fotografica del Republic Day Celebration dall’account della first lady Michelle.

Gli hashtag più ricorrenti su Twitter sono i neutri #ObamaInIndia e #ObamaModi; troviamo poi l’hashtag #ManKiBaat (traducibile con “parole che vengono dal cuore”), in riferimento all’omonimo programma radiofonico di All India Radio.

Infine, vi è l’hastag politicamente critico #ObamaModiBhaiBhai (traducibile con il nostro colloquiale “pappa e ciccia”), calco dello slogan degli anni ’90 “BJP-Bush Bhai Bhai” (BJP è il partito conservatore hindu, quello di appartenenza di Modi)

 


 

Per approfondire – Inquadriamo il momento politico: Barack Obama è giunto in India a fine gennaio 2015, accompagnato dalla first lady Michelle, per sottoscrivere con il premier Narendra Modi la New Declaration of Friendship (“Nuova Dichiarazione di Amicizia”), accordo di ampio respiro che va a completare lo India-U.S.A. Vision Statement, firmato a Washington nel Settembre 2014.

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La dichiarazione ufficiale parla della consacrazione di un partenariato bilaterale strategico e globale, radicato nella condivisione di ideali democratici e di economie forti: il comunicato ufficiale riporta il motto in hindi e inglese “Chalein saath saath; Forward together we go. Sanjha prayaas, Sabka vikas; Shared efforts, Progress for all” (“Camminiamo in avanti assieme. Condividiamo gli sforzi, Condividiamo il progresso”).

La New Declaration of Friendship sottolinea, in un elenco di buoni propositi e intenti condivisi, la naturale affinità di queste due grandi democrazie.

Inoltre, il presidente degli Stati Uniti ha partecipato come ospite d’onore alle celebrazioni del 66° Giorno della Repubblica, che commemora il 26 gennaio come data dell’entrata in vigore della Costituzione Indiana (1950) e, di conseguenza, come nascita della Repubblica.

Il presidente Barack Obama ha battuto due record in un unico colpo: è l’unico presidente degli Stati Uniti giunto in visita ufficiale in India per ben due volte; inoltre, è stato il primo presidente degli Stati Uniti a partecipare alle celebrazioni del Republic Day.

Nei giorni di permanenza indiana, Barack Obama è stato ospite del programma radiofonico Man Ki Baat (traducibile con “parole che vengono dal cuore”), in cui il premier Modi, a cadenza mensile, risponde alle domande dei cittadini su disparati argomenti, utilizzando appunto il mezzo di comunicazione radiofonico per raggiungere il maggior numero di persone.

Questa è stata l’occasione per il rafforzamento e la pubblicizzazione della presunta identità di vedute tra India e Stati Uniti d’America.

L’hashtag #ManKiBaat ha avuto un enorme successo, e Twitter è stato il testimone dell’attesa e dell’entusiasmo generale del popolo indiano attivo sui social media in occasione della visita di Obama in India, e della sua partecipazione al programma radiofonico.

 


immagine tratta da indianexpress.com