Su Indian Express, Chiara ci aveva raccontato gli avventurosi preparativi per il suo grande sogno: l’India.

Ora finalmente l’Indian Express, un treno metaforico di sogni e aspettative, è arrivato a destinazione.

Chiara ci racconta ora come è andato il suo viaggio nella terra che tanto aveva sognato: iniziamo con il suo arrivo in India!

 


 

Ventitrè ore dopo aver lasciato casa, con quattro ore di sonno alle spalle e dieci ore di volo, e con uno scalo ad Abu Dhabi di altre tre ore, atterriamo a Nuova Delhi.

È da poco passata la mezzanotte. Sragioniamo dalla stanchezza, con il sonno che ci prende a schiaffi.

Ci mettiamo in fila per passare la dogana e, nonostante il delirio psicosomatico, ci rendiamo conto che qualcosa non va: persone sedute a terra, bambini che piangono, ragazzi che si fanno dei selfie; eppure, gli unici a lamentarci siamo noi due.

Un po’ scossi, al nostro turno presentiamo i passaporti al banco, ma per un errore della hostess non si trovano i biglietti.

Venti minuti dopo ci lasciano passare ma capiamo subito che la comunicazione verbale sarà veramente un’impresa!

Finalmente varchiamo le porte dell’aeroporto: sono le 4:23 del mattino. E’ ancora notte fonda eppure c’è un grande caos.

Con il mio mega-zainone in spalla e numerosi spintoni provenienti da ogni dove, mi fermo. Chiudo gli occhi e faccio un respiro profondissimo; il sorriso diventa un urlo: “YESSS!!” (che fantasia)

Alzo la testa per guardare il cielo davanti a me: è blu, nero, grigiastro, pieno di foschia. È molto difficile da definire.

Sappiamo tutti che, come le immagini, anche l’aria ha vari profumi e a ogni profumo è associata un’impressione che influenza il nostro umore.

Annuso l’aria, alla ricerca di emozioni che diventeranno ricordi. Delhi ha il profumo tipico dell’inverno romano: umido, odore di albero e di camino.

Ecco, così, ma senza freddo. Forse un misto di umidità, fumo e incenso. Forse troppi odori insieme per identificarli tutti.

Amore senti l’aria! È strana

Strana un corno: è lo smog!

Sarà pure, ma questo è quel che ho sentito io e non so definirvelo. So solo che insieme a quel nuovo odore è nata una nuova emozione: ho sentito la mia anima allargare le braccia, e l’ho sentita davvero, sospesa tra cielo e terra.

L’India: un profumo, l’odore di un balsamo… di vita!

Mentre Giordano tenta di caricare le borse in macchina, a me pare che il tempo si sia fermato con il mio respiro. Ci aspettano una mezz’ora di macchina e tre di riposo.

Gli occhi lucidi bruciano di stanchezza, ma non riesco neppure a sbattere le ciglia per paura di perdere anche un solo istante.

In quei due minuti senza tempo, come al centro di un uragano, mi sento come nascere per la prima volta.

“Qualcuno” ha schiacciato il tasto cancel sulla tastiera. E ora… c’è solo ora. Ci sono. Questo è il presente. L’eternità in un attimo. Questa è una nuova pagina bianca.

Vivere due vite in una sola. Un libro, nel libro.

Che sia un samsara (nell’induismo è il continuo ripetersi delle cose, il ciclo della vita e della morte) dello spirito questo?

Oggi sono morta, oggi stesso sono rinata.

Il compleanno della mia anima… tanti auguri a me!


Immagine dell’articolo tratta da latitudeslife.com