Su Indian Express, Chiara vi racconta i suoi avventurosi preparativi per il suo grande sogno: l’India.

Indian Express è il treno che sta portando Chiara a destinazione.

Un treno metaforico che la sta lentamente e inesorabilmente facendo avvicinare all’India.

Un itinerario lungo 6.178 Km di sogni.

 


 

Osho scriveva: “Sei qui per essere te stesso e per esprimere te stesso. Assicurati di ascoltare la tua stessa energia piuttosto che tentare di vestire gli abiti delle aspettative.”

Avere qualcosa che vi spinge a vivere intensamente la vostra vita, quello scopo di cui siamo costantemente alla ricerca, e che gli indiani chiamano Dharma (legge del Cosmo), è sempre un dono e una responsabilità.
Come altre consapevolezze, due sono sempre le facce della medaglia: il positivo di sentirsi fuoco vivo, e il negativo di dover lottare per riuscire a realizzare il proprio fine ultimo.

Quando una passione comincia a prendersi troppo di te, comincia la sfida tra la forza che si sprigiona dentro di te e lo sconforto degli ostacoli. Nel mio caso, gli ostacoli sono quelli rappresentati dalla mia vita troppo ordinaria (fatta di radici, famiglia,lavoro) per potersi intrecciare con la passione India.

Ma ciò non sta a significare che la sfida sia impossibile!

Basta partire dai punti deboli e lavorarli a fine di renderli la nostra arma vincente; la via da seguire per aggirare e stordire l’avversario.

Quando hai un sogno, un talento, una passione o tutte e tre insieme, la fortuna più grande che possa capitarti è innanzitutto la possibilità di esprimerla liberamente. Come contorno, è avere qualcuno che lungo il percorso faccia il tifo per te.

Io ho mia sorella, la mia roccia. Grazie a lei ho capito una cosa: la mia di vita è legata con una corda ad un treno che corre veloce: l’Indian Express.
Cercare di liberarmi dalla fune per fermarmi, mi farebbe solo cadere.
D’altro canto, non ho nemmeno la forza di un supereroe per fermare me e il treno in corsa.
Ma posso fare qualcosa che mi riesce bene da quando sono nata: correre.
La corda mi tiene agganciata, e io corro col braccio teso.
Presto riuscirò ad afferrare la maniglia e a saltare sul mio treno.

Vi lascio con una frase tratta dalla canzone “Zinda”, dal film Bollywood “Bhaag Milkha bhaag” (Corri Milkha corri), del 2013, basato sulla vita del primo atleta indiano ad aver battuto il record internazionale e a vincere la medaglia d’oro ai Giochi del Commonwealth, Milkha Singh: “il Sikh volante”.

Locandina film

Locandina film

“Zindagi ka ye ghada le, ek saans mein chadha le. Hichkiyon mein kya hai marna! Poora mar le”

Prendete questo vaso della vita e bevetelo tutto d’un fiato. Perché morire a singhiozzi! Morite una volta, completamente.”

Di questa pellicola, di cui peraltro ne consiglio la visione, alcune scene mi sono rimaste impresse: prima di una competizione importante, un avversario manda alcuni sicari a pestare di botte il protagonista, accanendosi soprattutto sui suoi piedi, per assicurarsi la vittoria sul campo.
Il giorno della gara, Milkha decide di correre lo stesso, ma senza scarpe.
Durante la corsa, le bende cominciano a sciogliersi e i piedi a sanguinare; ciononostante lui continua a correre con sempre più determinazione, sino a strappare il nastro della vittoria.

Scena del film

Scena del film

Questo fu solo l’inizio di una grande carriera.

Se posso permettermi di darvi un consiglio…

Nella vita non cercate mai di liberarvi da ciò che vi attrae, da una passione.
Il dolore fa parte del gioco. Fatene un trampolino di lancio.

Correte.
E salite sul vostro treno!

 


Immagine principale articolo tratta da latitudeslife.com

Immagine 1 tratta da fridayrating.org

immagine 2 dell’autrice