Su Indian Express, Chiara vi racconta i suoi avventurosi preparativi per il suo grande sogno: l’India.

Indian Express è il treno che sta portando Chiara a destinazione.

Un treno metaforico che la sta lentamente e inesorabilmente facendo avvicinare all’India.

Un itinerario lungo 6.178 Km di sogni.

 


 

Quest’oggi, complice una soleggiata domenica di primavera, sono stata al centro di Roma in occasione della festa Sikh: Nagar Kirtan.

Un piccolo accenno: il Sikhismo è la quarta religione in India, dopo Induismo, Islam e Cristianesimo per numero di aderenti; provenienti per la maggior parte dalla regione del Punjab.

Nata dal primo guru: Nanak Sahib, al quale ne susseguirono altri dieci, intorno alla metà del XV secolo; la religione Sikh è una religione monoteista i cui tratti peculiari sono: non tagliare mai barba e capelli, questi ultimi vengono fermati con un apposito pettinino, indossare il turbante, un bracciale di acciaio e un pugnale di ferro.

Nagar Kirtan, è la processione che viene fatta in occasione della costituzione del Khalsa,  il momento in cui l’individuo entra a far parte della confraternita Sikh definendo la sua appartenenza al “gruppo” e la sua nuova identità, che viene conferita dopo l’Amrit: il battesimo.

Tolte le scarpe e indossato un foulard color zafferano sul capo, la celebrazione si apre con la pulizia della strada e il lancio di petali sui quali avverrà il passaggio del carro con il libro sacro.
Poco dopo troviamo cinque indiani con in mano una spada ricurva la cui funzione simbolica è di proteggere il libro sacro, seguiti da alcuni porta bandiera. Subito dopo il carro con il libro sacro, passano degli uomini che si esibiscono nell’arte marziale sikh, la Gatka e a chiudere, la folla in corteo.
Terminata la processione, si giunge nel parco della piazza, dove si tiene un banchetto con cibo e tè che viene offerto a tutti.

Un'immagine del corteo

Un’immagine del corteo

Appena saputa la notizia della festa, ho convinto un’ amica ad accompagnarmi e siamo subito corse in centro, curiosissime.
Nel frattempo che Maometto si organizza per andare dalla montagna, la montagna va da Maometto”; il quale casualità, stava proprio a piazza Vittorio!
Giunte a processione già cominciata e meravigliate dall’arcobaleno di colori sgargianti, ci siamo sentite quasi da subito avvolte da un’ aria di sacralità particolare.
Avevamo una sciarpa di cotone al collo e spontaneamente ci è venuto il gesto di coprirci il capo, abbassare i cellulari, e tenerci in disparte, nonostante non partecipassimo direttamente alla festa, anzi.

Dopo qualche istante alcuni ragazzi, ci hanno dato della frutta secca ed un succo di frutta. Ringraziandoli, abbiamo chiesto loro il permesso di poter scattare delle foto.
Io e la mia amica siamo rimaste qualche secondo in silenzio fissandoci le mani, quando a quel punto, Valeria mi guarda e mi chiede: “Secondo te dovremmo mangiare o lanciare queste cose al carro, a mo’ di riso ad un matrimonio?”.
Sono scoppiata a ridere, ma in effetti della cultura Sikh so ben poco. Nel dubbio: mangiamo!
E per fortuna abbiamo fatto bene, perché solo in un secondo momento ho scoperto che per i Sikh la frutta secca è cibo sacro, un po’ come l’Eucarestia per i Cristiani.

Per farvela breve: tra canti, tamburi, petali, turbanti, fiori, e cibo io e Valeria di questa festa abbiamo capito ben poco.
Ma un insieme di emozioni ci ha accomunate: lo stupore, la meraviglia e la gioia della cerimonia.

Ma soprattutto la facilità, anzi la naturalezza con cui, tramite un semplice sorriso, ci hanno accolti nella loro celebrazione, senza chiedersi chi fossimo o cosa volessimo.
Hanno invitato noi, così “diverse” a prendere parte nella condivisione di qualcosa talmente importante, come la fede. Una cosa insolita per noi occidentali, che viviamo la fede in modo quasi privato, personale e intimo.

Forse è proprio questo che mi affascina del popolo indiano:
Nel bene e nel male, vivono ogni cosa con una spiazzante genuinità.
Seppur complessi nella loro distintiva varietà, restano profondamente semplici!

 


Immagine articolo tratta da latitudeslife.com

Immagine 1 dell’autrice