Su Indian Express, Chiara vi racconta i suoi avventurosi preparativi per il suo grande sogno: l’India.

Indian Express è il treno che sta portando Chiara a destinazione.

Un treno metaforico che la sta lentamente e inesorabilmente facendo avvicinare all’India.

Un itinerario lungo 6.178 Km di sogni.

 


 

Questa sera, cena indiana a casa di italiani, con ospiti misti!

Per motivi di privacy userò dei nomi fittizi nel corso dell’articolo.

Alcuni mesi fa ho partecipato ad un congresso internazionale in provincia di Roma, dove ho avuto modo di conoscere due persone speciali.
Jay un ragazzo di Mumbai e un docente universitario di dialogo interreligioso e interculturale di Torino, Stefano, che ha vissuto in India per 30 anni. Vicino di casa e insegnante di italiano di Jay.
Al termine del convegno ho continuato a tenermi in contatto con entrambi e, quando ho saputo che Jay sarebbe ripartito a breve, l’ho invitato a cena insieme a Stefano, mia sorella e un amico argentino.
Ospiti cosmopoliti per l’appunto.

“Jay, allora alle 20:30 da me! Pizza per tutti, ok?” – “No Chiara! Devi cucinarmi indiano!”, mi risponde ridendo.
Panico. Come posso preparare piatti indiani, proprio PER INDIANI?!

Ok. Calma. Ragionando, prendo gli appunti dell’unica ricetta di cui avevo preso lezioni: biryani, ovvero riso speziato con verdure e pollo. “Un po’ poco”, penso tra me e me; cos’altro posso fare?
Internet! Riesco a trovare alcune ricette, ma non ho tutti gli ingredienti necessari. Chiamo allora mia sorella, urlando un S.O.S., ma è troppo tardi.
Dunque, un po’ a intuito e un po’ seguendo la ricetta, la cena viene servita:

 

Indian Express

Menu cena

Immaginatevi la mia faccia quando sia Stefano che Jay si sono complimentati per la cucina! Inizialmente ho pensato che si complimentassero per educazione, ma poi guardando i piatti svuotarsi rapidamente, ho avuto conferma della loro sincerità.
Una serata indimenticabile!

Tra risate e lezioni di galateo indiano, in un incrocio intricatissimo di lingue e traduzioni, oltre al “PUSH ME UP” finale (traduzione improvvisata della nostra parola tiramisù), è stato meraviglioso ascoltare l’India raccontata da due punti di vista diversi. Un indiano vero ed uno acquisito.

Illuminante! ho scoperto cose che non sapevo, per esempio il fatto che ogni quartiere di Mumbai ha un odore che lo caratterizza.
Ci è sembrata una barzelletta, ma era la verità quando Stefano ci ha raccontato che se sei in treno, riconosci la tua fermata semplicemente sentendolo dal naso!
O che per fare la spesa, le buste bisogna portarsele. Altrimenti, com’è successo a lui, potresti ritrovarti a camminare fino a casa con un macinato di carne fresco in mano, e dover suonare il citofono.. col naso!

O che spesso e volentieri ci si ritrova a conversare gesticolando con commercianti e passanti usando le mani o la testa, perché le bocche di molti indiani sono sempre intente a masticare il paan.
Jay confermava tutto, ridendo a crepapelle.
Anzi, ci descriveva divertito le facce e le reazioni di Roberto nei primi tempi di insegnamento a scuola, quando veniva a sapere dei matrimoni combinati. E soprattutto quando gli è stato detto che per accordarli si ricorre al consulto di un astrologo!

Uno scambio intensissimo di esperienze e racconti, sfociati in un’ amicizia creata in veramente poco tempo!
Non esistono vie di mezzo in India. Né per noi stranieri né per gli indiani, per questo la si ama o la si odia.
Stefano ha imparato ad amarla sempre più, confidandomi una cosa: “l’India è un barattolo pieno di biscotti, spicchi di limone e peperoncini caramellati: a volte godrai mangiando il biscottino, altre volte andrai a fuoco pescando il peperoncino e altre ancora ti inasprirai prendendo il limone. Il segreto è essere sempre pronti a tutto!”.

 


Immagine articolo tratta da latitudeslife.com

Immagine 1 dell’autrice