Ed eccoci giunti alla fine del viaggio  di Elisa, con la sua ultima lettera a un amico.

Nella scorsa puntata avevamo accompagnato Elisa alle confluenze dei fiumi, luoghi sacri e purificatori. Oggi il suo viaggio giunge al termine: un viaggio per capire la vita, un viaggio per capire oltre la vita.

Asato mā sad gamaya, tamaso mā jyotir gamaya, mṛtyor māmṛtaṃ gamaya.

Conducimi dall’irreale al reale, dall’oscurità alla luce, dalla morte all’immortalità.

(Pavamana Mantra, Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad)

Being a seeker means that you have concluded that what you seek is not in your presence; this conclusion ensures that you will not look where what you want is to be found.

The presence of you as a seeker denies you as the sought.

The best place to hide something is where it is thought not to be.

(Swami Dayananda Saraswati, Introduction to Vedanta)

 


 

Carissimo,

La strada per Badrinath è spaventosa. Piove a dirotto da più di un’ora e i versanti delle colline già segnati da continue frane adesso si sciolgono letteralmente, inondando di fango la stretta e malmessa carreggiata.

Sono in una jeep ed è sera. I fari fanno fatica ad averla vinta su quel muro compatto e torrenziale di linee verticali, le ruote slittano nelle curve e s’inabissano in improvvise e profonde pozzanghere, mantenendosi in un prodigioso equilibrio su un ciglio che va sbriciolandosi.

Arriviamo che è notte, continua a piovere e non c’è nessuno in giro. Scendo dalla jeep malvolentieri, lo zaino è zuppo e io non so dove andare.

badrinath temple

Di Badrinath, piccola cittadina tra le alture himalayane, in cui sorge l’omonimo e famosissimo tempio dedicato a Vishnu ricorderò principalmente: la pioggia, il buio, l’acqua bollente delle terme adiacenti il tempio, il tempio stesso con la pujia mattutina, Amelie, una simpatica ragazza francese che, zaino in spalla, girovagava da anni tra Nepal e India e infine il mio umore.

L’indomani quando mi sveglio nulla è cambiato: umidità, umore, oscurità.

Pensavo di restare un paio di giorni per visitare i dintorni, ma  la voglia di luce mi spinge a proseguire, ma per dove?

Di cosa hai paura, fino a quando continuerai a cercare?

ghat rishikesh1

Scelgo. Decido di tornare a Rishikesh da cui voglio proseguire per Devprayag, la confluenza che più delle altre ho desiderato visitare.

Vishnuprayag, che è l’unica confluenza senza cittadina annessa, la vedrò invece dal finestrino del bus.

Sull’autobus faccio amicizia con un simpatico samnyasin, dall’età indefinita, insieme al quale trascorrerò le dodici ore di viaggio.

rishikesh2bis

Gele (diminuitivo di un nome troppo lungo) non parla inglese ma in qualche modo riusciamo a capirci.

Chiacchiera in continuazione, mi legge la mano (in hindi…), ascolta canzoni indiane a tutto volume; poi, con gli occhi chiusi, recita mantra snocciolando il mala, ma solo per poco, si volta, spalanca gli occhi nerissimi, ride.

Infine va via, così senza neanche salutare, quando giungiamo a Rishikesh. È sera e lui scende a una fermata precedente la mia, non si volta, scompare nel buio.

rishikesh

Il Dayananda Ashram, verso cui mi dirigo io, è collocato proprio sulle sponde del Gange.

Fondato da Swami Dayananda Saraswati, insegnante di Advaita Vedanta, fondatore dell’Arsha Vidya Gurukulam, è un luogo vivo e attivo, frequentato da studiosi, monaci, pellegrini e dove lo studio del sanscrito, dello yoga e del Vedanta avviene nel pieno rispetto della tradizione.

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È il posto ideale per ascoltare Ganga, immergersi nelle sue acque, meditare, assistere alla pujia e sentire l’energia della devozione e degli Insegnamenti.

Visito anche Rishikesh, dove rinnovo il mio stupore per quel contrasto tra l’atmosfera di compostezza dell’ashram e il caotico vivere di una città che della spiritualità ha fatto un business.

rishikesh uomo

A Rishikesh, capitale mondiale dello yoga, il cui nome deriva dal sanscrito Hṛṣīkeśa – che è il nome di Vishnu e che significa ‘signore dei sensi’- rimango un paio di giorni.  Poi scelgo.

Qualcosa che qui abbiamo amato.

Eccomi a Devprayag. La confluenza del Bhagirathi e dell’Alaknanda, dove non sono mai arrivata ma a cui ero diretta.

Perché dimmi, amico mio, chi saprebbe davvero distinguere un ricordo da un sogno?

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Eccomi in un luogo che sa di vita e anche di morte. Quando è il corpo a morire o tutto ciò che noi chiamiamo vita. Dove rimango a meditare mentre una parte di me continua a scegliere e alimenta il labirinto, creando speranze e delusioni.

Dove nascite e morti sembrano solo le stesse trasformazioni di questo fluire, e scorrono come un treno sui suoi binari o le acque dei due fiumi – oramai uno – verso il mare, e le preghiere di coloro che benedicono le anime amate.

Che sia allora con chi affronta il tratto più difficile del proprio sentiero l’energia di questi fiumi, affinché non sia solo e possa essere forte. Che sia questa la benedizione che non diedi.

Swami Dayananda Saraswati lascia il suo corpo mortale proprio in questi giorni.

rishikesh shiva

Vado via. Il mio aereo partirà dopo dodici ore d’attesa all’aeroporto di Delhi, sotto un cielo di alluminio. Qualcosa che finisce nello stesso luogo in cui è iniziato. Non so se ho avuto le risposte cercate. Se ho formulato le domande che avrei dovuto. Se tutto questo ha avuto davvero un senso.

Un viaggio per capire la vita.

Cosa è la vita? “La vita è una serie di scelte” – ha detto il mio Maestro. E noi scegliamo le nostre strade, le mete, i nostri sogni, se affidarci a qualcosa di più grande della nostra comprensione o meno. Scegliamo anche se essere felici, sebbene spesso non ce ne rendiamo conto.

Un viaggio per capire oltre la vita.

Cosa è la morte?

in ashram rishikesh

Qualcosa che abbiamo amato e dimenticato. Qualcosa che si è trasformato ed è oltre. Oltre l’impetuoso fluire dei pensieri, la foresta, la tigre, la sorgente, noi. O che, forse, è esattamente Noi.

Grazie India bellissima. Grazie persone dallo sguardo di Shiva e il sorriso della Madre, grazie Maestri e Compagni. Grazie natura che mi hai accolto e protetta e guidata. Grazie a me stessa, grazie per ogni sfida e opportunità. E buona vita a tutti.


Immagini 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 9, 10 dell’autrice

Immagine 8 di Vvnataraj