Dopo il terribile terremoto dello scorso aprile, il Nepal si trova ancora una volta in ginocchio a causa di una diatriba politica con la vicina India.

Si tratta di una guerra del carburante, che ora l’India sta negando al Nepal, proprio nell’avvento delle celebrazioni per il nuovo Diwali.


9 novembre 2015, Terai (Nepal) – Nessuno ne parla ma da circa due mesi India e Nepal sono letteralmente in una ‘guerra del carburante’.

L’approvazione della Costituzione nepalese non ha riscontrato il favore del governo indiano che avrebbe gradito un’impronta più hindu. Segni di dissenso sono arrivati anche dalle minoranze etniche meridionali.

Gli scontri e le violenze avvenute sul territorio del Terai (parte nepalese della pianura del Gange), hanno giustificato il blocco di ogni forma di trasporto sul confine tra i due Paesi.

Per sapere di più in merito alla Costituzione del Nepal, leggi: “Nuova Costituzione del Nepal

Il Nepal è dunque rimasto a secco di benzina, gas, petrolio, metano, carbone, medicinali, generi alimentari e vari materiali per la ricostruzione.

Cosa spera di ottenere il governo indiano con questa ‘guerra del carburante’?

La revisione del sistema elettorale. Sembrerebbe infatti che gli indiani vogliano garantire l’eleggibilità politica degli indiani residenti in Nepal.

L’Indian Oil Corporation (IOC) è l’unico fornitore di carburante per il Nepal. I funzionari dell’IOC hanno dichiarato di avere ricevuto precise istruzioni in merito al non-rifornimento oltre il confine con il Bihar.

Cosa ha comportato in Nepal questa guerra del carburante?

Tutti i trasporti si sono fermati, compresi quelli ospedalieri e scolastici. Molte attività commerciali sono chiuse. Il turismo è bloccato, così come la ricostruzione post-terremoto. Il Nepal ha limitato la trasmissione di programmi e canali televisivi indiani e alcune compagnie aeree hanno cancellato i voli da e per il Nepal.

L’unica soluzione trovata fino ad ora è stata quella di aprire un nuovo accordo commerciale con la Cina: da Kodari, passando per il Trishuli. Gli incontri di moderazione tra i due paesi non hanno portato a risultati concreti fino ad ora.

I camion indiani entrano in Nepal ancora a singhiozzo nelle zone di  Nepalgunj-Rupaidiya, Jogabani, Biratnagar e Kakadbhitta.

Fortemente a disagio anche il trasporto pubblico in occasione della seconda grande festività hindu Tihar, celebrato in Nepal in concomitanza con il Diwali indiano.

Nel frattempo la Cina allunga sempre più le mani sull’economia nepalese.

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Foto tratta da indianexpress.com