Ho scoperto per caso dell’esistenza di una porta misteriosa all’interno del tempio Sree Padmanabhaswamy, a Thiruvananthapuram, Kerala.

Il tempio fa parte di uno dei 108 Divya Desams, le Sacre Dimore dedicate al dio Vishnu e adorate dai dodici Alvari, che ricordano gli apostoli della religione cattolica. Ben 105 di questi templi si trovano in India.


Il tempio Sree Padmanabhaswamy ha anche il primato di luogo di culto più prezioso al mondo.

Attualmente è in custodia alla famiglia reale di Travancore, discendente diretta di uno degli Alvari. L’accesso al tempio prevede un abbigliamento rigido ed è purtroppo consentito solo a chi professa l’induismo come unica religione.

Fino allo scorso anno, l’ingresso alle donne era consentito drappeggiandosi addosso un dhoti. Di recente, dopo una petizione di massa, l’Alta Corte ha autorizzato l’ingresso anche in salwar kameez e churidar, l’abito tradizionale.

Le sue origini si perdono nella notte dei tempi, non esistono testimonianze scritte che consentano di datare la costruzione. Si presenta come una enorme struttura dorata in stile Dravidico, con forti influenze architettoniche originarie del Tamil Nadu e del Kerala.

Sul tempio Padmanabhaswamy circolano innumerevoli leggende, legate alle ricchezze inimmaginabili che contiene al suo interno. Pare che già nel 1931 chi tentò di saccheggiarlo fu attaccato e messo in fuga da centinaia di serpenti.

La porta misteriosa fa parte di una di queste leggende.

Il motivo di tanta notorietà dipende dalla scoperta di sei stanze sigillate. Nel 2011, la Corte Suprema Indiana ne ordinò l’apertura in presenza della famiglia reale.

Si riuscì però ad aprirne solo cinque ed al loro interno vennero trovati quintali di oro tra gioielli, statue, armi, utensili ed enormi sacchi contenenti monete provenienti da ogni parte del mondo. Oltre a diamanti dal peso di 500 kg e dal diametro di cinque metri.

L’India Times, in un articolo dello scorso anno, ha dichiarato che il patrimonio si aggira sui quindici miliardi di dollari.

Ma l’ultima stanza, denominata in seguito Volta B, non si poté aprire. Questa è la versione ufficiale che è stata però più volte smentita dai giornali locali.

La porta misteriosa del Padmanabhaswamy Temple, tra miti e leggende.

La porta misteriosa

 

La Volta B è protetta da una porta misteriosa sprovvista di serrature e bulloni ed adornata con due cobra giganti. Si crede che i preziosi al suo interno superino di gran lunga quelli delle altre stanze e che contenga il tesoro più grande mai visto prima dall’umanità.

E che oltre la Volta B vi sia ancora un’altra stanza sotterranea che si estende ben oltre il perimetro del tempio.

La leggenda vuole che l’unico modo per aprirla sia il canto del sacro mantra Garuda da parte di un Sadhu illuminato. Sadhu che forse non è ancora nato, poiché il tentativo è già stato fatto in diverse occasioni ma mai andato a buon fine.

Ogni intervento da parte dell’uomo di scardinare la porta misteriosa con l’ausilio della moderna tecnologia provocherebbe la distruzione del tempio e catastrofi ovunque nel mondo. Tutte le prove fatte fino ad ora hanno provocato decessi o malattie.

Dall’apertura delle stanze, il Padmanabhaswamy Temple è stato provvisto di un sofisticato sistema di telecamere e della presenza di più di duecento militari che lo pattugliano giorno e notte. L’accesso ai visitatori è consentito solo tramite rigidi controlli al metal detector.

È facile intuire che con questa maledizione addosso nessuno si sia mai voluto veramente cimentare. Forse solo un novello Indiana Jones avrebbe il coraggio di ignorare le superstizioni che circolano sulla porta misteriosa. Ma io personalmente non rischierei, metti che poi è vero?


Fotografia principale tratta da rediff.com

Fotografia 2 tratta da disgiovery.com