La Terra delle Mangrovie è costituita da 54 piccole isole sparse sul Delta più grande del mondo, popolato da coccodrilli e dalla tigre del Bengala.

Le Sundarbans, Patrimonio dell’Umanità, offrono un eclettico mix di flora e fauna in un ambiente che restituisce al visitatore la percezione dell’infanzia del mondo.

L’autrice dell’articolo è Alessandra Loffredo, fondatrice del portale online Guida India, inesauribile fonte di curiosità e informazioni su storia, arte, architettura, letteratura, musica, cinema e grandi personalità legate all’India.

Articolo originale tratto da Guida India e disponibile a questo indirizzo.

 


 

Si arriva da Kolkata a Canning dopo 54 km percorsi in auto o in treno verso sud-est, nello Stato del Bengala occidentale.

Poi in barca fino Sajnekhali, dove ha inizio l’area della foce del Gange, che nel territorio del Bangladesh si unisce a quello del Brahmaputra formando il più grande delta del mondo.

Il periodo migliore per visitare la Terra delle Mangrovie va da ottobre a marzo, periodo tra i più favorevoli anche per riuscire a intravvedere la tigre del Bengala.

L’Ufficio del Turismo bengalese organizza numerose visite guidate giornaliere di gruppo che da qui partono, ma sono molti i tour operator privati che offrono analoghi servizi.

Mappa Sundarbans

Per visitare la riserva faunistica strettamente dedicata alla tigre è però necessario procurarsi un’autorizzazione emessa per i turisti stranieri dalla Segreteria del Dipartimento Forestale del governo locale, mentre non è necessario nessun permesso speciale per le brevi crociere, due giorni e una notte, a bordo delle imbarcazioni statali attualmente in servizio settimanale, la M.V. Chitrarekha e la M.V. Madhukar, o per tour similari.

Tuttavia, a causa del rombo di trattore emesso dalle imbarcazioni, pare difficile che la fauna più interessante si manifesti durante la navigazione.

Oltre alle crociere è quindi possibile anche la permanenza in lodge turistici, dai quali partire per visite più discrete, a Sajnekhali, Bakkhali, Piyali e Dayapur.

Sui 9630 chilometri quadrati della zona, dei quali i 2585 centrali sono Parco Nazionale, vive infatti la più alta concentrazione di tigri al mondo, oltre a un’impressionante varietà di altri felini minori, avifauna, rettili e primati.

 

Mangrovie1

 

La maggior parte dell’area, un tempo infestata da pirati portoghesi e Arakanese, è sommersa da acque salmastre che con le loro maree condizionano da sempre la vita delle popolazioni residenti, prevalentemente pescatori, raccoglitori di miele e cacciatori di granchi, oltre ad aver grandemente contribuito alle caratteristiche comportamentali della tigre, uniche di questa zona.

Sono circa un migliaio i villaggi che resistono nell’estuario, combattendo contro l’erosione del suolo, le maree, l’innalzamente delle acque dovuto al riscaldamento globale, i tifoni e le tigri mangiatrici di uomini.

Le Sundarbans devono il loro nome agli alberi Sundari, Heritiera Litoralis, cioè l’onnipresente mangrovia, ma le isole sono popolate da circa 64 specie adattatesi alle condizioni particolari del luogo quali per esempio la Excaecaria agallocha, la Heritiera fomes, la Ceriops decandra, il Ceriops tagal, la Phoenix paludosa, la Sonneratia alba, l’Avicennia spp., la Rhizophora apiculata, la Rhizophora mucronata, lo Xylocarpus granatum, la Bruguiera spp. ecc.

Le autorità locali stanno cercando di combattere la pesante erosione del terreno degli ultimi anni con massicci progetti di rimboschimento.

Diverse piantagioni di Sundari vengono mantenute anche per proporzionare combustibile di facile reperibilità alla popolazione locale che, diversamente, si inoltra spesso nella foresta a caccia di legname, diventando preda della tigre.

Con un progetto di turismo eco-compatibile le Nazioni Unite e il governo del Bengala occidentale stano studiando come preservare l’area grazie proprio al turismo rsponsabile.

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